Fabrizio Pedruzzi

Ambiente e natura

 

Chi scrive non è un trailrunner, anzi non corre quasi mai. Sui sentieri o sui crinali cerca di avere passi molto silenziosi e gli stessi chilometri che voi divorate in qualche ora, impiega magari una giornata intera  per percorrerli.  Sono infatti un ”equilibrista” che ama camminare su quel filo sottile che divide il nostro mondo da quello della fauna selvatica, cercando quando possibile di rubarne qualche  istante nel momento magico dell’incontro con un animale.

Comunque qualcosa abbiamo in comune: la passione per la natura e il territorio.

Condividiamo in maniera diversa gli stessi spazi, e questo rappresenta sicuramente un buon  ponte per entrare in sintonia.

Spesso viviamo emozioni analoghe di fronte a un bel panorama, a un tramonto o magari incontrando chi su quel territorio spende tutta la sua vita: la fauna selvatica. Quest’ultima eventualità è divenuta spesso una consuetudine negli ultimi tempi, e la ragione è molto semplice.

L’abbandono progressivo e inesorabile delle attività rurali, ha concesso alla natura di tornare a occupare tutto il suo spazio originario con il conseguente ritorno, particolarmente in Liguria, di molte specie animali che ormai da decenni sembravano perdute.

Nei nostri boschi, nelle nostre campagne, si vive quindi una rivoluzione definiamola “al contrario” dove la biodiversità punta decisamente a far tornare l’orologio biologico indietro di qualche centinaio di anni. Si torna quindi ad avvistare ad esempio caprioli, cervi, istrici e quando si è davvero ma davvero fortunati il lupo.

Qui qualcuno avrà da obiettare sul concetto di fortuna… ma credetemi è una grande emozione incontrare quest’animale così elusivo la cui prerogativa prioritaria della sua esistenza, sarebbe quella di non volerci vedere mai.

Lupi e uomini talvolta non sono troppo amici, e questo non solo per colpa del lupo e delle sue predazioni. Ognuno qui avrà la propria opinione, che viaggia dall’odio alla profonda ammirazione, ma indipendentemente da come la si pensi è innegabile che il lupo appenninico ha caratteri tali da renderlo un protagonista dal fascino magnetico.

Un predatore eccezionale, che pur sbagliando l’attacco 9 volte su10, resta spesso nell’immaginario collettivo una perfetta macchina per uccidere. Vedendolo solo  per il suo stato in natura, il lupo, invece, non è altro che un essere vivente che come noi e tutti gli altri cerca disperatamente una sola cosa: la sopravvivenza.

Cerca di alimentarsi, di difendere il suo territorio, di esplorarne altri, di costruire una famiglia, di allevare i suoi figli lasciando loro in eredità tutto il suo sapere; e ciò lo fa talmente bene da assomigliare in tutto e per tutto a un altro temibile predatore, quello che ogni giorno vediamo nello specchio…Luigi Boitani, sicuramente tra i massimi esperti di lupi in Italia, molto probabilmente anche nel mondo, sostiene che si potrebbe parlare di uomini e lupi per ore intere e alla stessa maniera. Forse sarà questo che ci infastidisce, il vedere un ”nemico” così simile a noi !?

Certo talvolta il lupo crea non pochi problemi, specie per chi si dedica all’allevamento. Il suo ritorno dopo anni di assoluta assenza, ci ha fatto abbassare la guardia. Ora gli allevatori si confrontano di nuovo con una minaccia diretta che necessita di molte precauzioni per non manifestarsi. Ecco quindi l’esigenza di armarsi di dissuasori acustici e luminosi, pastori elettrici, cani da guardiania.

Purtroppo costi, che uniti a rimborsi congrui da destinare a chi ha subito perdite di bestiame rappresentano  l’unica via da percorrere per la nuova realtà con cui occorre misurarci. Ci troviamo volenti o nolenti nella stagione del ”compromesso”. L’ambiente cambia, chi lo vive cambia.

Occorre armonizzarsi con le nuove realtà naturali e la strada non sarà breve né priva di ostacoli; personalmente credo anche sia non facile ma di certo l’unica possibile.

Spesso amici che corrono, che nei boschi o sui crinali, talvolta soli, ci passano del tempo, mi chiedono se non ho timore dell’incontro con il lupo o cosa fare per allontanarlo nel caso ci sia.

La mia risposta è sempre la stessa: ‘’ Non preoccuparti, tu non vuoi vederlo, lui non vuole vedere te’’. Semplicemente correndo si fa tutto il necessario per allontanarlo.

La nostra presenza è testimoniata dal rumore dei passi, dal nostro odore, dal respiro spesso tirato, dai colori quasi sempre sgargianti dell’abbigliamento del runner, un mix di stimoli insomma che nelle dinamiche naturali ci rendono minacciosi e più di tutto sgraditi.

Se proprio l’incontro il destino ve lo vorrà regalare, godetevelo. Il lupo sicuramente farà del suo meglio per sparire nel minor tempo possibile, e il ricordo di quei pochissimi eventuali istanti a voi resterà invece per sempre.

Un consiglio più utile riguarda invece un eventuale faccia a faccia con cani da guardiania.

Questi non sono lupi. Difendono il gregge, di cui si sentono parte integrante, e non è buona norma in caso di incontro continuare a correre, specialmente cercando di attraversare quello che loro stanno difendendo.

In caso di abbaio, è meglio restare fermi. Normalmente il pastore è presente e provvederà a richiamare il cane, altrimenti meglio stare immobili, senza alcun atteggiamento minaccioso, non gridare o tirar sassi o fendere colpi di bastone.

Il tempo che il gregge si allontani e tutto tornerà a posto. E’ curioso vero? Non si deve temere il lupo, ma è meglio qualche attenzione in più quando incontriamo  l’animale che per definizione è il miglior amico dell’uomo.

Godiamo allora il più possibile della natura, degli spazi aperti. Quelli rappresentano il nostro vero mondo, da lì siamo venuti e lì dobbiamo stare, senza nessun timore che ci rovini quei  momenti.

Chi corre è un ”uomo” libero, il lupo è un essere libero: nessuno vuole niente dall’altro, non vedo  una motivazione valida per nessun conflitto.