Katia Figini
Preparatrice atletica, Istruttrice Tecnica di trailrunning

Le raccomandazioni per quanto riguarda le attrezzature in uso, variano proprio in base alla tipologia di manifestazione (ultra maratona di un giorno, corsa a tappe, ultra trail, ecc…). Vestiti tecnici appropriati, scarpe, zaini e supporti per potersi rifornire dal punto di vista alimentare, l’alimentazione e l’idratazione stessa possono essere fattori influenzanti e predisponenti il rischio di infortunio. Gli ultramaratoneti non possono prescindere dal considerare il peso dello zaino ad esempio, anche se non è ancora del tutto chiaro quanto questo aspetto possa incidere sugli infortuni.

Sicuramente però è importante per quanto riguarda la performance. Il peso di uno zaino per una gara a tappe in autosufficienza può essere variabile (dipende dai giorni di gara e dalla bravura del runner nell’allestirlo) ma in genere possiamo tenere in considerazione un peso di minimo 5 kg (alcuni arrivano addirittura a 9!) avente una capienza di 20 litri.

Teniamo bene in considerazione che il carico può superare il 10% del proprio peso e quindi ne conseguono una serie di parametri da tenere in considerazione: uno psicologico e uno di ordine più pratico.

Il primo, anche se può sembrare banale dirlo, è che le velocità si abbasseranno. Infatti spesso il rischio è quello di accelerare per mantenere delle velocità alle quali siamo abituati in allenamento temendo di andare troppo poco rispetto al solito. Questo porterà inevitabilmente a iniziare la gara con ritmi troppo alti e il rischio è quello di avere una grande crisi sia fisica che mentale.

La saggezza in questo tipo di gare è fondamentale, come lo è del resto l’esperienza.. Il secondo aspetto, quello più pratico, è che per prima cosa è bene allenare la parte alta del busto con una sessione a settimana di rinforzo muscolare (anche con sovraccarichi) o con del nuoto, in modo da tonificare la muscolatura della parte superiore del corpo, solitamente utilizzata in maniera limitata durante la corsa.

Attenzione però: anche qui non bisogna sviluppare la muscolatura più del dovuto perché i muscoli pesano più del tessuto adiposo, e possono costituire una zavorra per la nostra Ultra.

Una volta a settimana, inoltre, consiglio di allenarsi con lo zaino che si userà in gara, incrementando i carichi: ad esempio iniziando con 2kg per poi aumentare man mano il peso, allenamento dopo allenamento. Un piccolo stratagemma è quello di mettere semplicemente delle confezioni di pasta, riso o simili per distribuire bene il carico ed evitare quindi di sovraccaricare asimmetricamente la schiena.

E’ da tenere ben presente che la simulazione della gara in allenamento è una delle cose fondamentali per una buona riuscita agonistica. Spesso infatti si tende a dare più attenzione all’allenamento fisico non considerando gli aspetti tecnici che però, se trascurati, rischiano di rovinare la nostra avventura.

Immaginiamo ad esempio anche solo che in una gara in autosufficienza, lo zaino possa rompersi perché non lo abbiamo rinforzato o non abbiamo provveduto ad apportare delle modifiche fondamentali atte a renderlo più resistente: questo inconveniente sicuramente influenzerà negativamente la prestazione agonistica. Solo con continue simulazioni possiamo sapere se la nostra attrezzatura è valida e idonea per la tipologia di competizione che si vuole affrontare.

Un ultramaratoneta è tanto meno colpito e preso alla sprovvista dai fattori ambientali quanto più sarà stata alta la sua attenzione e considerazione dei fattori ambientali stessi.

Questo può permettere al corridore di concentrarsi su come evitare i pericoli che riserva la strada e che possono causare infortuni o ad esempio le cadute nei trial. La scelta di un’attrezzatura adeguata è inoltre importante per permettere all’atleta di mantenere una biomeccanica di corsa ideale, evitando risposte di carico anormali e asimmetriche che possono essere correlate a insorgenza di infortuni acuti, così come da sovra-uso.

Quindi ogni scelta nell’attrezzatura da utilizzare in gara, dovrebbe essere molto oculata e attentamente ponderata, oltre ad essere opportunamente testata per un periodo di tempo sufficientemente lungo prima della competizione.

E questo principio vale ovviamente anche per le calzature che dovrebbero aver “subito” un numero sufficiente di uscite prima di essere utilizzate in gara, in quanto è importante sapere non solo come sia la resistenza della scarpa stessa all’usura e alle sollecitazioni, ma anche quale sia la risposta del piede dopo un certo periodo di tempo. Ad esempio, su percorsi lunghi e tortuosi, il piede tenderà a gonfiarsi e proprio per questo motivo il consiglio è quello di indossare scarpe che abbiano almeno un numero o un numero e mezzo di calzata in più. Questo accorgimento eviterà l’insorgenza delle fastidiose vesciche, uno dei problemi più dal runner sulle lunghe distanze temuti.

Se vuoi ulteriori dettagli, puoi contattarmi quixcorsi@xcorsi.eu