Francesco Trenti

Runner, Marketer, Traveller, Outdoor Enthusiast

Siamo nell’era del tutto e subito. Appena desideriamo qualcosa ci basta entrare nel primo centro commerciale e acquistare. Il canale dell’e-commerce ha aperto la vetrina di ogni negoziante sul mondo (con i suoi pro e contro) e, anche le celebri “tabelle d’allenamento” proveniente da siti web più o meno attendibili, sono oramai materiale disponibile a tutti.

Ecco che così molti atleti agli albori spesso si affidano a consigli o programmi d’allenamento che si trovano facilmente in Rete, pubblicati da chiunque, con l’illusione che tali indicazioni siano idonee ad ognuno e che seguendole il successo sia assicurato.

Purtroppo non è così automatico e semplice. Al di là che le asserzioni di certi “esperti” che si leggono online lasciano senza parole e dovrebbero far storcere il naso anche ai meno ferrati in materia, anche i programmi degli esperti più quotati devono essere adattati alle caratteristiche della singola persona. Un qualsiasi programma di allenamento che sia per una gara di 100 metri o per un ultra-trail, dovrà quindi considerare le diverse caratteristiche dell’atleta che lo andrà a seguire: dalle specificità fisiologiche (età, sesso, grado d’allenamento…) ad altri fattori spesso ignorati, come il lavoro quotidiano e la serenità mentale.

Personalmente sono molto scettico quando sento atleti che si allenano seguendo schemi e tabelle recuperati dal web o dalle riviste, studiate nei minimi dettagli, dove vanno a calcolare i secondi ai quali correre o le pulsazioni cardiache che devono raggiungere ad ogni seduta. Seguire alla lettera tali programmi rischia di portare a delusioni e frustrazioni; non solo perché non tengono conto delle diverse caratteristiche dei singoli, ma anche per il fatto che tali tabelle statiche non rispettano le risposte fisiologiche provenienti dagli allenamenti che ognuno di noi ha in modo diverso.

Sì, sono un fan degli allenatori, soprattutto di quelli che ascoltano i feedback dei propri atleti e li privilegiano nel definire l’allenamento rispetto alle “tabelle perfette” che tutti vorrebbero essere in grado di seguire alla lettera, ma che per definizione è impossibile fare. In uno sport dove la testa gioca un ruolo fondamentale nel resistere e abbattere i propri limiti, l’atleta maturo e intelligente deve essere anche in grado di ascoltarsi, capire quali tipi di allenamento gli sono più redditizi e quando è il momento di riposare.

Tempo fa una persona mi disse che il miglior allenatore di noi stessi siamo noi stessi.