Nel variegato mondo del trailrunning gli atleti spesso confondono fra trail, ultra trail, short trail ecc… insomma un insieme di definizioni e sigle che lasciano spazio a libera interpretazione personale.

Gli spiritelli liberi del mondo trail dovranno in parte rassegnarsi al fatto che esistono delle definizioni ben precise per descrivere le varie tipologie di percorso. Spesso per trailrunning s’intende, in maniera abbastanza generica, tutte le corse su sentiero. Non è più così!  Oramai esistono una serie di differenze ben delineate e catalogate. Se sia giusto o sbagliato non saprei, sta di fatto che il trailrunning di etichette ne ha parecchie, oramai.

Questa catalogazione è stata sviluppata dalle varie organizzazioni preposte, in primis la I.A.A.F. e l’I.T.R.A. a livello mondiale, a seguire dalla F.I.D.A.L. a livello nazionale.

In Italia anche gli Enti di Promozione Sportiva, molto tempo prima del riconoscimento ufficiale del trailrunning, hanno inserito nel loro elenco di attività il trail e sono i seguenti: UISP, ASC, AICS. Introducendo questa disciplina ed offrendo vari servizi assicurativi ai propri affiliati, hanno permesso a moltissimi atleti ed organizzatori di sviluppare le proprie attività.

Ovviamente il ginepraio di regole  dettate dalle varie Federazioni, non è di facile interpretazione, in quanto non è semplice gestire una gara trail rispetto ad altre discipline sportive. Troppe sono le variabili, comunque – a quanto pare – si è cercato di toccare quasi tutte le dinamiche.

Quindi, sperando di far cosa utile ai nostri lettori, vi presenterò quasi tutti i regolamenti dei vari organismi, sia internazionali che nazionali, che definiscono l’organizzazione e la partecipazione delle varie tipologie di manifestazioni di trailrunning.

Incominciamo partendo dal riconoscimento da parte della I.A.A.F. avvenuto a Pechino nel mese di agosto del 2015, recependo le indicazioni precedentemente formulate da I.T.R.A. [link]

La I.A.A.F., com’è noto, per ogni attività di atletica leggera, ha stilato delle regole di organizzazione evento, con misurazioni e definizioni ben precise. Dopo l’agosto del 2015, ha inserito un articolo in più, (nr. 252), di seguito l’estratto tradotto da quello ufficiale [qui] dedicata proprio al trailrunning.

Ovviamente, come tutti ben sapranno la I.A.A.F. ha dato la definizione ufficiale e definitiva, mentre altre organizzazioni avevano già regolamentato il trailrunning. Nel 2012 l’I.T.R.A. (International Trail Running Association), nel primo congresso a Courmayeur, delineò le linee guida sulle varie tipologie della distanza:

  • Trail: chilometraggio inferiore ai 42 km
  • Ultra Trail (medium) : tra i 42 e 69 km
  • Ultra Trail lungo (L) : tra i 70 e 99 km
  • Ultra Trail XLong (XL): più di 100 km

Sempre I.T.R.A. ha elaborato tabelle valutative dei tacciati gara, partendo dalle tracce GPS e dai tempi massimi di percorrenza indicati, sulla base delle quali sono basati i seguenti coefficienti:

  • coefficiente endurance: ottenuto dalla distanza + dislivello in positivo/100, valutato da 0 a 6, il criterio attualmente utilizzato per la selezione degli iscritti nei principali eventi (UTMB, LUT ecc.) qui di seguito le tabelle di riferimento [qui]
  • coefficiente montagna: da 0 a 12, ottenuto da un algoritmo che tiene conto del rapporto distanza/dislivello complessivi, della lunghezza delle principali salite e della quota altimetrica media del percorso. Questo coefficente serve solo a dare un’indicazione di difficoltà tecnica, e al momento non viene utilizzato per criteri di qualificazione (tipo punti UTMB o LUT);
  • coefficente finisher: il principio è quello di dare un’indicazione ad ognuno sulla fattibilità di una gara partendo dal proprio performance index del ranking. Data la traccia gps ed il tempo massimo dei cancelli, si calcola qual è il performance index minimo per potervi rientrare. In buona sostanza chiunque, conoscendo il proprio performance index e confrontandolo con il coefficiente finisher, può capire se starà stretto o comodo sui cancelli, o in caso di cancelli stretti se non ci starà dentro.

L’algoritmo del performance index, alquanto complesso e ovviamente non libero, si basa su una valutazione del tempo impiegato in rapporto alla lunghezza e dislivello del tracciato, con una formula che per ogni tracciato da un percorso piano equivalente sul quale misurare il tempo.

Ogni organizzatore potrà usufruire del servizio ITRA di certificazione percorso, attraverso dei parametri ben precisi. Questo, per ogni organizzatore ben strutturato, sarà un valido metro di valutazione da proporre ai potenziali partecipanti. Vi consiglio di leggerlo con attenzione. La manifestazione che otterrà il punteggio, quindi la certificazione, andrà a fare curriculum sportivo per tutti i partecipanti. Tale punteggio esperienza, varrà per l’iscrizione di alcune manifestazioni in cui viene richiesto tale requisito.  [link qui].

Passiamo adesso alla classificazione del trail da parte della FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera). Dopo Pechino 2015, anche la nostra Federazione s’è dovuta adeguare alle direttive I.A.A.F. Come per la Federazione Internazionale, la FIDAL ha inserito nei propri regolamenti il trailrunning, fornendo delle direttive principalmente per gli organizzatori. Qui di seguito troverete l’estratto del documento. [norme fidal]

Ovviamente non voglio complicarvi la vita aggiungendo anche i regolamenti dei vari Enti di Promozione Sportiva, che ancora oggi rispettano non solo i regolamenti emanati a livello internazionale, ma anche le direttive CONI.

Non è finita qui; dal 2008 la ISF (International Skyrunning Federation), nata dalla costola dell’F.S.A. (Federation Skyrunning Assotiation) fondata nel 1995, precorritrice della corsa in natura, ma con caratteristiche di alta quota, ha definito varie specialità:

  • Skyrace® : gara di almeno 20 km con un minimo di 1200 mt D+ il primo concorrente dovrà stare entro le 3h di percorrenza
  • Skymarathon®: il percorso non deve essere inferiore ai 30 km e con almeno di 2000 mt D+ ed il primo concorrente deve rientrare nelle 5h
  • Ultra Skymarathon®: percorso di oltre 50 km con un D+ minimo di 2500 il primo concorrente entro le 5/12 h
  • Ultra Skymarathon XL®: oltre i parametri della Skymarathon e dell’Ultra Skymarathon, con un minimo D+ di 5000 mt
  • Vertical Kilometer®: percorso gara che deve avere nel limite dei 5 km almeno 1000 D+
  • Skytrail: gare con meno del 10% di asfalto che non rientrano nei parametri delle Sky che superano i 2000 mt , con distanze variabili di almeno 15 km

Per i più precisi, qui il link di riferimento della I.S.F. [qui]

In Italia si sta costituendo una nuova Federazione dedicata ai corridori di alta quota, la F.I.SKY (Federazione Italiana Skyrunning) non ancora ufficialmente riconosciuta, ma da un paio di anni sotto osservatorio del CONI. Qui i regolamenti e definizioni si rifanno all’I.S.F. [link]

Queste sono le principali e varie classificazioni da parte dei vari organismi ufficiali preposti alla diffusione e promozione del trailrunning e skyrunning. Anche se molti non saranno d’accordo sull’impostazione rispetto alle dinamiche dello spirito libero della disciplina, le gare per essere rese ufficiali e quindi competitive dovranno allinearsi a tali regolamenti, sia  federali che di E.P.S., da qui ognuno di voi potrà trarre le proprie conclusioni.