Andrea Fergola
 Andrea Fergola
Istruttore Tecnico Trail Running, responsabile portale trailrunning.it 

Siamo nel pieno della stagione agonistica 2016,  si sono già concluse alcune delle gare più importanti del panorama trail ed altre stanno per arrivare.

Un incalzare di manifestazioni, dove in alcune riportano tristemente anche incidenti mortali… ovviamente si fa di tutto e di più per il trail ! Una crescente voglia di mettersi in gioco a tutti i costi, per battere quel maledetto cronometro che sta li ad inseguirti a misurare la tua performance, nel nome di chi poi non è ancora chiaro, che ti porta alle volte ad affrontare situazioni potenzialmente pericolose.

Il sano girar per monti imprigionato in quelle dannate dinamiche di performance per abbattere tutti i limiti. L’escursionista è stato inesorabilmente sostituito dal trail-runner ?

Tutti misurarsi con l’index performance, imprigionati ed archiviati in autorevoli siti preposti a ciò.

Ma se un giorno le gare di trailrunning non esistessero più ? Se nascesse un nuovo movimento trail, dove non contasse più la prestazione e neppure il cronometro ?

Quante volte ci siamo vantati del fatto che il trailrunning fosse una disciplina immune dal agonismo sfrenato? Eppure molti di noi, la domenica mattina, indossano quel pettorale che ci trasforma in macchine macina chilometri, senza nessuna pietà per l’avversario e noi stessi, insomma che ci contraddistingue.

Sono sicuro, tu che stai leggendo queste righe, vorresti esprimere il tuo pensiero in questa direzione, che sono anni che stai urlando al mondo intero che sarebbe ora di intraprendere una nuova via verso un approccio meno agonistico e più avventuriero, ma nessuno ti ascolta.

Nessuno è obbligato a partecipare a gare o manifestazioni, che nonostante tutto hanno tenuto un buon livello etico, però l’insidia esiste, dove anche qui giungono le prime notizie sul doping… siamo arrivati al punto di dover far delle scelte!

Mi piacerebbe avere più tempo per affrontare nuove sfide, dove la corsa potesse essere parte fondante del mio DNA, non facendomi bello e forte dietro al pettorale, ma che riuscissi ad interpretarla come uno stile di vita, che potesse trovar spazio nella vita quotidiana, che diventasse finalmente un gesto usuale come mangiare o dormire.

Ovviamente non ci trovo nulla di male nel confrontarmi con altre persone amanti dello stesso sport, anzi spesso sono occasioni di raduno e convivialità, ma bisognerebbe trovare anche delle alternative, dove poco conta chi arriva primo, ma conta il confrontarsi con se stessi e la natura.

Solite banalità ? Può essere… ma di certo il crescente numero di manifestazioni e di conseguenza di partecipanti, bisognerebbe rispondere coi primari valori per cui  questa disciplina è nata. Utopia ? Forse, ma sono fermamente convinto che le alternative esistono… vuoi gareggiare ? Bene, ma sappi che per andar per monti non occorre un fazzoletto di carta con un numero stampato sopra, ma soprattutto, testa e cuore, ed ogni tanto anche occhi !