Andrea Fergola
 Andrea Fergola
Istruttore Tecnico Trail Running, responsabile portale trailrunning.it 

Scott Jurek – 2189 – Brooks Cascadia, una combinazione perfetta per una scarpa con molti significati.

Devo essere sincero, ho impiegato un pò di tempo ad elaborare questa recensione, in quanto avevo molti dubbi sulla concettualità di questa calzatura per il trailrunning, ma dopo averla provata, anche se per pochi km, è uscita l’ispirazione. E si perché, anche per una calzatura, non propriamente comune come quelle da trail, ha bisogno di tempo per essere “metabolizzata”, in quanto è uno strumento molto importante per noi trailers. Ed eccomi qui per raccontarvi un idea geniale.

Partiamo dal protagonista: Scott Jurek, famoso ultra maratoneta americano, lo vediamo coinvolto nelle vicende del famosissimo libro “Born to Run“, che ha contribuito ad aumentare la sua notorietà. Nel mese di maggio del 2015 decise di attraversare l’Appalachian Trail (3500 km) cioè 2189 miglia, da cui prende il nome della calzatura in questione. Scott percorse il lunghissimo trail in 46 giorni 8 ore e 7 minuti, abbassando il record di 3h. Ovviamente le calzature utilizzate furono proprio le Brooks Cascadia, consumandone solo, si fa per dire, due paia. La collaborazione fra Juerk e Brooks, sulla progettazione e realizzazione della famosa calzatura, dura dai primi anni 2000.

2189 non è solo il numero delle miglia percorse da Scott, ma sono anche le paia di scarpe prodotte in questa serie limitata, per celebrare l’impresa. Altra curiosità, nei materiali riciclati impiegati per realizzare le suole dei 2189 esemplari, ci sono anche le calzature dismesse e realmente utilizzate dall’atleta americano.

Bene…descritto le motivazioni che hanno portato alla realizzazione della Cascadia 11- 2189 passiamo alle impressioni e dettagli di questa calzatura.

Estetica: esteticamente la Cascadia 11 – 2189 si presenta con colori abbastanza “tranquilli” senza troppi eccessi. La tomaia ha degli inserti di colore giallo, rosso e grigio. Le bande laterali portano il nome di Scott Jurek, mentre nell’inserto sulla conchiglia, riporta il suo autografo.

Suola:  di colore bianco e rosso con una tacchettatura differenziata nelle varie zone d’appoggio. Nella parte anteriore troviamo degli inserti adatti per una presa sul terreno, che provati su sentiero umido, hanno prodotto immediatamente una sensazione di sicurezza e stabilità. Dalla seconda metà, verso il tallone, troviamo degli inserti a “lamella” probabilmente concepiti per un atterraggio sicuro del piede in discesa, per garantire una maggiore presa e frenata. Il contorno della suola è stata inserita una tecchettatura più fitta ma nello stesso tempo più piccola. I punti di flessione non corrispondono perfettamente alla tomaia, nonostante ciò non creano nessun problema durante l’escursione del piede.

Tomaia: prodotta in materiale sintetico, traspirante nella parte dell’avampiede fino alla zone del “collo”. L’allacciatura con le classiche stringhe con l’aggiunta dei fori in corrispondenza del collarino, permettono una buona chiusura. La conchiglia è abbastanza rigida, per una maggiore protezione del tallone, mentre il collarino è molto confortevole e morbido. Per quanto riguarda la parte in punta della tomaia e di conseguenza tutta la parte sotto, cioè la suola, non mi trova molto soddisfatto per la scelta adottata dall’azienda, mi sarei aspettato un alloggio delle dita dei piedi più ampia, per permettere maggiore mobilità e funzionalità delle stesse, durante la fase d’atterraggio.

Comfort: la Cascadia, sin dai primi modelli, è sempre stata una calzatura molto confortevole, il sistema di ammortizzamento DNA permette una buona protezione al tallone, per gli atleti che applicano ancora la tecnica di corsa con rullata. I materiali impiegati per realizzare la suola e l’intersuola, garantiscono massima flessibilità ed elasticità. Già testata nelle versioni precedenti, permette anche una discreta durata. Da questo punto di vista direi che possiamo definirla adatta anche per distanze più impegnative oltre i 45 km, ovviamente il test migliore l’ha già fatto proprio Scott Jurek percorrendo l’incredibile distanza.

Conclusioni: sicuramente è una calzatura adatta al trailer medio, alla ricerca di una calzatura ben strutturata e protettiva, quindi non leggerissima. Mi sento di consigliarla a tutti quelli che intraprendono la disciplina in autonomia, senza pensare molto alle dinamiche di tecnica e di corsa escludendo estremismi di minimalismo. La Cascadia 11 risolve molti problemi di protezione e stabilità, insomma soddisfa appieno le richieste di molti atleti. Sicuramente con alcuni accorgimenti tecnici, accennati sopra, potrebbe diventare una calzatura unica nel suo genere. Per ora sfruttiamola per le sue caratteristiche, che sono sicuramente di ottimo livello.

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