Seva Simran Cesarini
Sociologa, counsellor, istruttrice Yoga certificata IKYTA – www.susannacesarini.com

Vi è assicuro che è un post di yoga e non riguarda assolutamente l’alimentazione – anche se lo yoga ha la sua visione del cibo, principalmente come pratica energetica e curativa.

Ho scelto questo titolo solo perché ho bisogno di proporre una metafora chiara!

Allora, immaginate di essere a una grigliata, con una bella banda di amici, magari dopo un bel trail autogestito.  Il problema è che da cuocere ci sono solo un paio di salsiccette, che sembrano ancor più piccoline messe così al centro dell’attenzione. Il malumore serpeggia da subito… Se fossimo in zona Castelli Romani (dove ci sono dei gran bei trail…), già si sentirebbe borbottare “Aho, ma so’ meglio li vegani…”. Tutti sono affamati e carichi, e tutti sognano un bel bisteccone. Anzi, iniziano a chiedersi come si possa essere arrivati a questa situazione!  Qualcuno subito andrebbe a fare il giusto acquisto, e infine tornerebbe l’allegria e il piacere.

E adesso la domanda: Perché quando usiamo il nostro corpo, invece di fare affidamento al bisteccone (ovvero l’area dei muscoli addominali) noi scegliamo di ricorrere alle salsiccette (ovvero l’area dei muscoli cervicali)? 

Ve l’ho detto che mi serviva una metafora chiara!  Il tema di questo ciclo di articoli yogici è proprio questo, evitare grigliate sbagliate e tirare fuori il vecchio caro “Allegro Chirurgo”, con l’obiettivo di avere chiarezza su come funziona il nostro corpo e puntare ad usarlo meglio.

Noi abbiamo un grande centro di stabilità ed energia, la parete addominale, dove vi sono alcuni dei muscoli più grandi. Ma vari fattori, tra cui il nostro stile di vita, l’hanno depotenziata e indebolita, declassandola a pancia… spesso molle. Avendo bisogno di un fulcro, l’abbiamo ricollocato nelle spalle, nel collo, la cui funzionalità e struttura muscolare non li rende adatti a questo compito. Da qui, problemi ben diffusi, e uno squilibrio si ripercuote su tutta la colonna. Per non parlare di cosa vuol dire correre senza fare affidamento ad addominali forti….

La partenza è sempre dall’ascolto di sé, e questa è la prima pratica da mettere in atto per cambiare. Ripensate alla metafora della grigliata sbagliata e notate cosa vi succede nel quotidiano:

  1. Stando seduti sulla sedia: date attenzione agli addominali (Rilassati? Abbandonati?) e alle spalle (contratte?).
  2. Correndo: cosa succede alla pancia e al collo, cosa fanno nel movimento? Come li sentite, prima e dopo la corsa?
  3. Stando sdraiati: cosa ne è di pancia e collo, come li sentite?

Avvio così un nuovo ciclo di post, dove trovereste proposte di asana, posizioni ed esercizi yogici, e anche suggerimenti per il quotidiano, per evitare problemi e vivere felici e contenti. Non sto scherzando: le zone addominali e cervicali sono talmente importanti che, tutto sommato, un surplus di serenità sanno darcelo, quando stanno bene!