Andrea Fergola
 Andrea Fergola
Responsabile portale trailrunning.it 

Chi è il “tapascione” nel trailrunning, questa losca figura che si aggira nelle manifestazione di trailrunning incubo delle scope e degli organizzatori più generosi in termini chiusura cancelli ?

Ebbene si, è colui che rimpingua le retro vie delle manifestazioni trail, quello che non molla mai, sempre alla caccia delle gare più lunghe e ardue per soddisfare il suo ego di “ultrarunner”, che non ama i cancelli stretti e li contesta se qualche organizzatore osa abbreviare la conclusione della manifestazione, anche perchè ne sarebbe tagliato fuori, ma si gongola con gli amici per l’impresa compiuta oppure, se molla, si vanta lo stesso solo per il fatto di averci provato.

Bisogna riconoscergli la perseveranza e la costanza, anche perchè solo in una disciplina sportiva come il trailrunning “atleti” un pò meno in forma con cilindrata differente, hanno la possibilità di esprimersi e di mettersi in gioco, diversamente di altre di livello agonistico più alto, dove possono partecipare esclusivamente atleti selezionati.

Ma qui sappiamo benissimo che molti hanno la possibilità di provarci di compiere imprese che fino a qualche anno fa erano impossibili.

Cosa c’è di strano in questo personaggio, che di sicuro molti di noi si riconoscono ? Assolutamente nulla ! Anzi…grazie al suo approccio un pò goffo, accende la speranza di molte persone che vorrebbero, ma non osano perchè si vedono troppo fuori forma o troppo anziani, oppure troppo lontane dal pensiero d’intraprendere quei meravigliosi viaggi che ogni domenica si compiono nelle varie manifestazioni trail sparse per l’Italia.

Certo molti puristi della disciplina dissentono per questo tipo di approccio, dove gli atleti veri dovrebbero essere quelli che si allenano tutti i santi giorni, che sviluppano più di 200 km con 10.000 D+ (dislivello in positivo) a settimana, dove la performance è tutto, dove conta in primis il risultato.

Ultimamente anche nelle corse su strada, soprattutto nelle maratone, i tempi di conclusione della manifestazioni si stanno sempre più allungando, permettendo ad una più ampia platea di partecipanti di partecipare…d’accordo o no, di fatto si sta verificando ciò!

Quindi sullo stesso campo di azione, troviamo veramente una variegata folla di partecipanti, dove finalmente il tapascia-runner incrocia il top-runner, dove, nonostante le differenze atletiche, il campo di applicazione è uguale per tutti, dove tutti esprimono le proprie capacità in modo differente, dove si raccolgono i frutti di quello che si è seminato nei mesi precedenti.

Quindi ? Qualcuno di noi potrebbe pensare che se tutti avessero questa possibilità, il significato agonistico andrebbe perso, dove chiunque può fare tutto, mentre occorre selezione… beh in parte potrebbe avere senso, ma credo anche che si debba dare l’opportunità ad una ampia schiera di persone di muoversi, dove non esiste solo l’agonismo, ampiamente riconosciuto con premi e notorietà, ma sopratutto la vedrei come una questione di stile di vita legato alla salute.

Il trailrunning e gli sport  di endurance in generale, non dovrebbero essere interpretati come una attività riservata a pochi eletti, ma una vera e propria alternativa agli stili di vita sedentari, che causano problemi che conosciamo tutti.

Quindi, concludendo, il tapascione ben venga nelle gare trail, motivatore incredibile per moltissime persone, che però non potrà esserlo per sempre, in quanto dovrà gestire una macchina umana perfetta, che ha solo bisogno di muoversi nutrirsi nel modo corretto e magari, un domani, competere con gli atleti di alto livello…chissà?! Quindi che tu sia tapascione o top runner, ci vediamo domenica prossima on trail !

Ah … dimenticavo, io sono uno di voi !