screen-shot-2016-11-15-at-09-24-05Pietra, terra, fango, foglie, pioggia, sudore.

Ogni sensazione si lega all’ambiente. Si lega ai suoni, agli odori, alla bellezza della natura.

Ad ogni passo espiro, affannato ma pieno di energie. Espiro e il mio fiato è subito vapore: una nuova nuvola ad aggiungersi alle tante più maestose e imponenti che riversano gocce rinfrescanti sulla mia testa.

Il rumore delle foglie secche scricchiola sotto le mie scarpe da trail. Mi fondo, così, al paesaggio.

Sono un tutt’uno con gli alberi che schivo senza rallentare. Sono un tutt’uno con la terra che a tratti diventa fango così petulante nel dimostrare il suo affetto, da non lasciarmi facilmente andare. Sono un tutt’uno con la fauna del posto, che fugge da me credendomi un grosso predatore, ma io predo solo i passi, uno dopo l’altro. Sono un predatore di chilometri. Lo siamo tutti, noi trailers.

sans-titre1Alcune rocce mi bloccano la strada: non le devierò. Risalgo i massicci carapaci di pietra e proseguo per la mia tracciata. Ad ogni respiro la potenza della vita entra dentro di me. Sento l’ossigeno dare fuoco ai miei muscoli. Le mie gambe sono pistoni adesso, alimentate però ad aria pura e passione.

Intravedo il sole far capolino fra le cupe nubi amiche. Amiche e avversarie, talvolta, nemiche mai.

Poco più in là mi aspetta una collinetta. È quasi sempre in salita la vita del trailer? No. È in discesa proprio quando le cose si fanno difficili. La sfida è il nostro pane. Superare i nostri limiti la nostra acqua.

Risalgo su per il poggio. Le mie gambe bruciano e i polpacci spingono come per cercare di staccarsi dal suolo. Vogliono volare queste gambe.

Sono roccia anch’io adesso. Sono legna e sono pioggia. Sono fango e foglie.

Essere trailer non è solo essere uno sportivo.

Essere trailer è diventare ciò che si calpesta. Ciò che si tocca. Ciò che si respira.

Essere trailer ci fa tornare a contatto col nostro vero IO. Con la nostra vera casa.

Trailrunning è meditazione. Sono convinto di poter raggiungere il “Nirvana” anche “solo” correndo. Correndo e risalendo pendii, scalando rocce, sprofondando nel fango e respirando l’anima di tutte le creature di Gaia.

Sono affaticato, ma mai stanco. Un trailer non può esserlo: la stanchezza è di gran lunga superata dal senso di tutto, dal senso di infinito.

È pura soddisfazione. È tornare a sentirsi davvero creature della nostra Terra.

Noi e la natura: una cosa sola.