primo-pianoForse il titolo vi sembrerà un po’ presuntuoso, ma io nella vita amo fare due cose: correre e scrivere… proprio come Murakami, lo scrittore-maratoneta, autore del libro “L’arte di correre”.

A prima vista, penserete che la corsa e la scrittura siano due mondi distanti anni luce.

In realtà, i due mondi si somigliano molto.

La scrittura come la corsa è impegno, disciplina, ma anche “dar spazio alla propria fantasia”.

La scrittura come la corsa è solitudine, forza, spiritualità.

La scrittura come la corsa è liberarsi da stress e frustrazioni.

Anche Tito Faraci, autore di numerose storie Disney, ritiene che la corsa e la scrittura sianofigura-intera mondi simili.

Tempo fa scrisse: “Correre è un po’ come scrivere. Una cosa che fanno tutti, ma c’è una bella differenza tra farlo ad un livello minimo necessario e farlo sul serio”.

Per esperienza personale, vi dico che correndo lunghe distanze immersi nella natura si vive una straordinaria sintonia con il creato, ci si sente addirittura parte del paesaggio.

Correndo lunghe distanze fra la natura, si cade in una sospensione spazio-temporale durante la quale, inaspettatamente, si insinuano nella mente idee che sembrano nascere dal nulla – idee che ad alcuni offrono la risoluzione di piccoli problemi della vita quotidiana ed per altri diventano “getti di inchiostro” su carta bianca.

Non posso non terminare questo parallelismo tra corsa e scrittura se non attraverso una citazione del padre della lingua italiana, il quale disse: “Non può comprendere la passione chi non l’ha provata”.

Correte dunque, fatelo con le gambe, con la testa, ma soprattutto con l’anima.