Dopo meno di un anno di avventura nei trail, solo due ultra al Mugello (60km e 3200 d+) e Fregona (80km e 3800 d+) mi appare su Facebook quel riquadro che mi pubblicizza un altro trail… La voglia di aumentare la distanza c’è ma il lungo sono 164 km, decisamente troppo chiudo e non ci penso.

Mi riappare più volte e mi soffermo a leggere il regolamento, nessun ristoro, tutto il cibo ed il materiale dovrà essere deciso prima e riposto in una scatola che verrà fatta trovare ogni 20 km. Che bello ! Ma 164 km e 5500 d+ sono davvero troppi… ma quella corsa mi affascina.

Leggo il regolamento ed il numero dei partecipanti singoli sarà limitato a 50 e soggetto a valutazione del curriculum. Decido di provare ma con solo due piccole ultra penso che sia quasi impossibile.

Mail S1 TrailIl 4 Settembre decido di provare ad iscrivermi ed il mio curriculum recita:

-TREKKING IN MONTAGNA DI PIÙ GIORNI CON PERNOTTAMENTO IN RIFUGI ED IN TENDA.
-VARI TRAIL TRA CUI 60K DEL MUGELLO (3200 D+) E 80KM (3500 D+) A FREGONA NEL 2016
-PARTECIPATO E PORTATO A TERMINE 10 MARATONE

Dopo qualche ora arriva la mail di risposta… leggo quasi incredulo.. è fatta, hanno accettato la mia iscrizione!

 

Comincio a realizzare la pazzia della mia impresa, una sola esperienza di 80 km ed ora mi aspetta oltre il doppio dei km, il dislivello non è moltissimo proporzionato alla distanza (anche se poi si rivelerà di oltre 7000 D+) e decido di allenarmi per allungare le distanze nella corsa, scegliendo 4 maratone autunnali intervallate dal trail sullo Stivo per macinare anche dislivello. Ecomaratona di Alba, Stivo, Verona, Reggio Emilia e Pisa…tutto fila liscio, il fisico risponde e le gambe girano benissimo tanto da chiudere con tempi per me impensabili in questo periodo in maratona.

Dopo una settimana da Pisa però arrivano i primi sentori, leggero fastidio al ginocchio sinistro, bah non ascoltiamolo ma il giorno dopo ho programmato la prova del trail a Schio, 47 Km e 2400 D+ il 27 dicembre, ultimo lungo prima dell’Iper. Già dalla guida sento che il ginocchio non è a posto, parto comunque ma alla prima leggera discesa il male diventa pungente, non rischio giro al primo bivio e rientro camminando dopo aver macinato solo 6 km.

Decido di stare a riposo qualche giorno ed il ginocchio sembra migliorare, il 31 Dicembre passeggiata in montagna e sembra tutto a posto, un bel collinare ad Avesa il 1 gennaio invece fa nuovamente sentire anche se lievemente il fastidio, ma ormai ci siamo, io il 4 sarò a Porto Piccolo!

Arrivo il 4 Gennaio verso l’una ed il ritiro pettorali inizia alle 15, ultimi acquisti e mi butto mezz’oretta in macchina a riposare.

Cassa S1 TrailAlle 15 puntuale sono al ritiro pettorali, mi consegnano la mia cassa, l’emozione sale, la tensione anche… sarò in grado davvero di portare a termine un’avventura simile? Apro il mio cestino e… non c’è il menù da me scelto, hanno sbagliato vari alimenti! Per fortuna hanno alcune cose in più e riesco a ricomporre un menù di mio gradimento da mettere nella cassa. L’abbigliamento invece è più difficile, il tempo promette sereno ma con temperature gelide che potranno scendere altre i -15 gradi, inoltre per il 6 è previsto l’arrivo della Bora che aumenterà il freddo percepito.

La gara sarà tracciata solo per i primi 50 km e poi si segue la traccia GPS, punti vita dove troveremo i nostri box ogni 20 Km tranne tra il 100 km dove ci saranno 40 km da fare prima di arrivare al successivo. Al 77 km base vita calda con pasti caldi, mentre al 100 km pasto caldo (o quasi) ma base vita fredda. Nessun punto per scaldarsi esclusa la base vita del 77 km.

Profilo S1 Trail

Decido di partire “leggero” antivento termico, maglia a maniche lunghe da running e canotta sotto, la prima parte dovrebbe essere scorrevole per cui non dovrei patire freddo, mentre lascio la giacca pesante nel box. Cosi avviene, all’una di notte si parte ed inizio a seguire le bandierine in quanto la prima parte dovrebbe essere tracciata ma da subito si scopre che la tracciatura non è affidabile per cui inizio dopo pochi km ad affidarmi al GPS. Arrivo nella prima decina di concorrenti e le sensazioni sono buone, sono un po’ sudato per cui mi cambio completamente le maglie, ristoro veloce e riparto. Dopo 10km dalla seconda base però il ginocchio comincia a pungere, sempre più forte e mi costringe a camminare, troppo presto! Siamo solo a 30km, l’indecisione è tanta in queste condizioni c’è il rischio di farmi ancora più male a continuare, ma questo trail l’ho sognato, studiato, decido quindi di arrivare piano alla base vita del 40km dove proverò a prendere un antidolorifico e vedere come si comporta. Lo sconforto sale e camminando prendo freddo, fortunatamente nel frattempo è arrivato giorno ed il sole un po’ aiuta anche se le temperature restano abbondantemente sotto lo zero. In salita il ginocchio non mi da’ problemi e le sfrutto per scaldarmi tenendo un passo sostenuto.

Arrivo infreddolito alla base vita del 40 km, il vento non aiuta certo a scaldarsi, metto subito la giacca, mangio qualcosa velocemente decido di giocarmi l’ultima carta per il ginocchio prendendo un OKI e riparto con giacca addosso camminando. (Nella foto sono l’omino seduto sul tronco infreddolito)

Omino S1 Trail

Ora si deciderà il mio ipertrail, pian piano il dolore al ginocchio inizia a passare anche se in discesa ancora fa male, con la giacca camminando sono riuscito a riprendere una temperatura corporea ottimale, decido di proseguire un paio d’ore e se il male si ripresenta a quel punto fare la scelta più giusta… per ora si prosegue!

Questo tratto ha due importanti salite e relative discese, nella prima discesa mi raggiunge un ragazzo di Carpi che avevo conosciuto alla base vita e cenato assieme. Entriamo assieme in Slovenia dove finisce il balissaggio e facciamo qualche chilometro assieme. Poi in discesa lui aumenta e va… io proseguo al passo lungo i pascoli di cavalli seguendo la traccia GPS. Oramai sono passate diverse ore ed il male al ginocchio non sembra tornato anche se l’effetto antidolorifico dovrebbe esser finito da un po’.

Arrivo alla base vita di Podgorje attorno al 60 km, mi sistemo e cerco di rifocillarmi ma senza stare troppo fermo per non prendere freddo. Da qui inizia il tratto più impegnativo dell’Ipertrail, inizia subito una salita di 600 m di dislivello che ci porta in quota ed il vento freddo inizia a farsi sentire. Il ginocchio sta sempre meglio e per brevi tratti riesco anche a correre. Mi ritrovo assieme a Lorena e Riccardo che partecipano come squadra. Anche per Lorena è la sua prima 100 miglia.

Procediamo bene, per terra inizia ad esserci neve, raggiungiamo spesso altri gruppi che perdendosi finiscono dietro di noi. Intanto scende la sera mentre affrontiamo le cime più alte del percorso. Lorena e Riccardo si fermano a sistemarsi mentre io procedo con altri ragazzi facendo da guida. Nel bosco il freddo ed il vento aumentano e diventa difficile tenere il GPS in mano ma continuiamo a procedere ed usciamo dal bosco. Ultima salita… fuori dal bosco raffiche di bora fortissime con le quali si fatica a procedere, fino alla punta completamente scoperta e senza sentiero, seguo la traccia GPS e salgo lungo la ripida salita, Lorena e Riccardo si sono riagganciati, tutti gli altri sono dietro che ci seguono, si è unito anche Jakub un ragazzo Polacco che ha problemi col suo GPS e prosegue assieme a noi.

Raggiunta la cima via di fretta in giù, è necessario ritornare al riparo dal vento il prima possibile, con la bora ed il freddo in quota bisogna uscirne alla svelta. Rientrati nel bosco la situazione migliora e raggiungiamo velocemente la base vita del 77 km dove c’è una malga calda e si può acquistare un pasto caldo e ristorarsi.

Devo dire che nonostante il freddo e le condizioni davvero estreme il mio corpo non è particolarmente infreddolito e riesco a togliere la giacca, gustarmi un buon pollo con abbondante riso, una cioccolata calda ed un cappuccino. Il servizio è piuttosto lento e perdiamo oltre un’ora alla base vita, ma avevamo bisogno di recuperare un po’. Con Lorena, Riccardo e Jakub decidiamo di partire assieme in quanto il prossimo tratto tocca nuovamente punte in quota e sia affronta in piena notte, dovrebbe partire con noi un altro ragazzo ma continua a rimandare per cui decidiamo di andare. In questo tratto alterniamo corsa e camminata, Lorena ha crisi di sonno ma fisicamente lei e Riccardo hanno un ottimo passo, io e Jakub invece fatichiamo a sostenerlo tanto che mi sento un po’ un peso per loro due che apparentemente sono più spediti. Riusciamo comunque a tenere una buona andatura e raggiungiamo senza troppa fatica la successiva base vita del 100 km.

base vita S1 trailAnche qui un pasto caldo, purtroppo il freddo è talmente pungente che dal fornellino da campo al tavolo fa in tempo a raffreddarsi, cosi mangio salsicce con patate fredde ed un gulasch in brodo con patate appena tiepido. Qualche tazza di the caldo. Ormai è oltre mezzanotte, il ginocchio ha retto tutto il giorno ed ora dopo aver corso un po’ torna a farsi leggermente sentire, sono passate 14 ore da quando lo avevo preso per cui l’effetto è svanito ed il male non è peggiorato. Decido quindi di prenderne un altro per le prossime ore. Riempio le borracce, una di acqua ed una con Sali e carico lo zaino di viveri, da qui ci sarà un tratto di oltre 40 km senza più incontrare basi vita.

Lorena e Riccardo partono prima con il loro passo, Jakub decide di aspettarmi e partire con me. Ci aspettano le ore più fredde ed il meteo prevedeva per il 6 una giornata ancora più fredda. La parte in quota è nei primi 10km, sto bene, per cui decido di partire di buon passo e dove possibile correre per anticipare il prima possibile la parte in quota e l’ultima cima oltre i 700m. Dopo una mezz’oretta Jakub si accorge di aver scordato lo zaino, mi dice che ha comunque tutto nella giacca e di chiamare l’organizzazione per fargli portare lo zaino alla successiva base vita, resto titubante ma non ho il coraggio di farlo tornare indietro. La traccia GPS non è chiara e ci troviamo sulla strada ma il sentiero è sotto di noi di una decina di metri, decidiamo di infilarci giù tra qualche rovo nel bosco e riusciamo a ricollegarci alla traccia corretta senza dover tornare indietro.

Raggiungiamo velocemente la cima più alta della frazione, cerchiamo di bere ma scopriamo che le borracce sono congelate, sia i sali che l’acqua, da li in poi non sarà più possibile bere per fino alla base successiva. Giù in discesa, sto bene ed ho voglia di correre, ma Jakub in discesa è più lento e devo spesso fermarmi ad aspettarlo. Sono circa le 3 di notte e Jackub entra in crisi di sonno, mi chiede di parlare per tenerlo sveglio e cerchiamo di correre è un continuo alternare correre ed aspettarlo. Mi rendo conto che lui nello zaino aveva sia cellulare che traking GPS per cui non posso permettermi di proseguire lasciandolo in crisi di sonno a -10C e me lo trascino tutta la notte, lungo un’interminabile saliscendi tra il sentiero carsico che costeggia il confine tra Italia e Slovenia incrociando più volte i vecchi sistemi di sorveglianza ora non più attivi.

Alle prime luci dell’alba arriviamo al paese di Col e raggiungiamo Lorena e Riccardo che avendo avuto difficoltà con la traccia GPS hanno perso tempo. Proseguiamo in 4 con Jackub che pian piano si riprende e torna a camminare di buon passo. Io invece inizio ad aver male al collo del piede ed essere in crisi, fatico ad avanzare velocemente. Decidiamo di provare a correre ma le mie gambe non ne vogliono sapere per cui rallento e mangio qualcosa, nel frattempo ci raggiunge un gruppetto di 2/3 ragazzi e vedendo che Jakub ora si è ripreso e vuole correre lo invito ad unirsi a loro. Dopo poco anche Lorena e Riccardo mi raggiungono e superano, io proseguo col mio passo sperando di arrivare presto alla successiva base vita, ormai dovrebbero mancare pochi km.

Concorrente in tendaDopo qualche ora, non so bene quanto sia passato ma è stato un tratto molto faticoso, collo del piede dolorante, ginocchio che ha ricominciato a farsi sentire… e le mie gambe che non volevano più saperne di camminare arrivo all’ultima base vita di Gorjansko. Volontari molto simpatici ci accolgono e scambio qualche parola, solo due casse sono rimaste dietro di me, dalla base vita siamo passati in circa 25 su 80 concorrenti tra singoli e squadre. Il freddo ha decimato i concorrenti.

Per me ormai è fatta, ultimi 20Km, quasi tutti in discesa, mangio un uovo, cioccolata, the caldo, Sali. Ho voglia di correre e dall’antidolorifico sono passate oltre 12 ore per cui prendo un altro Oki per far reggere piede e ginocchio doloranti l’ultima parte di gara. Penso siano circa le 14 e riparto, le forze stanno tornando, il piede ancora dolorante per cui cammino il più velocemente possibile sperando che anche per l’ultima volta l’antidolorifico faccia la sua parte. Cosi avviene e dopo una mezz’oretta mi spoglio della giacca e posso iniziare a correre, le gambe girano, la discesa mi piace e mi lancio davvero a tutta ma senza mai perdere di vista la traccia GPS. Dopo poco raggiungo Lorena e Riccardo, poi nel tratto più ripido in discesa supero altri concorrenti ma io sto bene e vado via lanciato.

Qualche km di asfalto possono far girare le mie gambe da stradista che mi portano velocemente su stupendi saliscendi negli ultimi km di gara con una favolosa vista sul mare e su Porto Piccolo.

Concludo l’ultima parte alternando cammino e corsa, l’arrivo sempre più vicino… giù a Porto Piccolo si vede lo striscione, Martina che ha fatto la gara da 57km è li ad aspettarmi… e sono FINISHER!!!! Dopo circa 165km di gara, oltre 7000D+, 39h45’ , concludo la mia prima esperienza su un trail oltre i 100km. Un Ipertrail che a detta di molti, pur non essendo tra i più duri fisicamente, è sicuramente uno dei più difficili date le condizioni meteo e la quasi totale assenza di assistenza e basi calde in gara.

Apro il telefono e non posso che emozionarmi nel vedere che per 40 ore tutta la mia famiglia è stata continuamente collegata per vedere i miei progressi, i miei amici del gruppo podistico e del gruppo degli allenamenti mi hanno seguito ogni momento, i miei amici hanno scritto sulla mia bacheca facebook incitandomi ed incoraggiandomi.

Non posso che ringraziare la mia famiglia per avermi permesso di allenarmi e tutti gli amici che mi hanno sostenuto, incoraggiato, mandato un messaggio di supporto e di congratulazioni. Davvero un’esperienza unica che rimarrà per molto nel mio cuore.

#IPERTRAIL

Racconto gentilmente prodotto dal trailer  Andrea Formenti