Federico Canfarini

Laureando in Chimica e Chimica industriale personal trainer, acquisizione di alcuni corsi di perfezionamento in chimica alimentare

 

La sintesi di nuove proteine richiede una fonte di amminoacidi: questi mattoni da costruzione sono prodotti dalla digestione delle proteine nel tratto intestinale e dalla degradazione proteica all’interno o della cellula. Numerose proteine cellulari sono continuamente degradare e nuovamente sintetizzate. Per facilitare il riciclaggio delle proteine si è evoluto un sistema complesso per il loro ricambio controllato.

Le proteine danneggiate o inutili sono indirizzate alla distruzione mediante il legame covalente tra le loro catene amminoacidi che e una piccola proteina; l’ubiquitina.

Le proteine legate a più molecole di ubiquitina sono in seguito degradate da un complesso di grandi dimensioni, detto proteasoma, la cui attività dipende dall’ATP.

Gli amminoacidi sono utilizzati soprattutto come “mattoni” per la sintesi dei peptidi e delle proteine e come fonte di azoto per la sintesi degli stessi amminoacidi e di altri composti azotati, ad esempio le basi presenti nei nucleotidi. Al contrario degli acidi grassi “ già visti nel precedente articolo” e del glucosio, gli amminoacidi in eccesso rispetto a quelli necessari per la biosintesi non possono essere accumulati o escreti e sono generalmente utilizzati come carburante metabolico.

Dopo rimozione del gruppo alfa –amminico il risultante scheletrico carbonioso viene trasformato in uno dei principali intermedi metabolici.

La maggior parte dei  gruppi amminici egli amminoacidi in eccesso diventa urea nel ciclo dell’urea, mentre gli scheletri carboniosi sono convertibili in acetii CoA, acetoacetil CoA,  piruvato o altri intermedi del ciclo dell’acido citrico o ciclo di Krebs.

A partire  dagli amminoacidi si possono quindi formare  acidi grassi corpi chetonici e glucosio.

Ricordiamo che le proteine sono costituite dalla sequenza di venti aminoacidi aventi caratteristiche diverse .

Considerato ciò, un apporto amminoacidico ottimale  “ovvero controllando le quantità e la qualità del prodotto può in più dei  casi aiutare l’atleta ottimizzando i risultati “.

Ricordando che gli integratori “ se pur non farmaci” sono comunque sostanze  in più della normale alimentazione – dieta, un uso indiscriminato e non controllato potrebbe causare problemi alla salute.

Tuttavia come già sopra anteposto, alcuni amminoacidi possono migliorare le prestanze delle sforzo fisico sia aerobico che anaerobico, per esempio alcune migliorie da un adeguata integrazione degli amminoacidi : maggior stimolazione della sintesi proteica; aumento della resistenza muscolare grazie all’opposizione dell’ingresso del triptofano libero nel cervello ovvero  un aminoacido essenziale che negli ultimi stadi dell’attività fisica, quando i BCAA iniziano ad essere usati come substrato energetico, entra nel cervello, dove viene convertito in serotonina, un neurotrasmettitore cerebrale che impartisce la sensazione di affaticamento “ questo è un buon motivo per assumere alcuni amminoacidi  prima di un allenamento”. Limitazione della formazione dell’ammoniaca “una sostanza molto tossica per i tessuti che si forma durante l’esercizio che impedisce, inoltre, la sintesi proteica”. Maggiore energia durante gli allenamenti. Questo è dovuto dal fatto che alcuni amminoacidi per esempio i BCAA durante la loro ossidazione formano alanina, che è il precursore più importante della gluconeogenesi “formazione di nuovo glucosio, quindi energia” nel fegato, mantenendo stabile la glicemia.

Ricodiamo che la sintesi della glutamina dipende dagli aminoacidi ramificati.

Come gli steroidi, i BCAA funzionano meglio quando il muscolo si trova in uno stato catabolico, dovuto ad esempio da una dieta ipocalorica; quindi i ramificati possono aiutare a prevenire la perdita muscolare durante diete rigide  Maggiore recupero sistema immunitario più forte.

Tutto questo ci fa comprendere che una adeguata alimentazione accompagnata da un ottimale integrazione, aiuterebbe ad avere prestazioni di picco.

Ricordiamo che la sequenze amminoacidiche ottimali le troviamo soprattutto nelle proteine animali; altresì albumina e alcune “ non tutte” quelle relative ai latticini.

Le proteine vegetali se pur ottimali per alcune caratteristiche chimico-fisiche di mantenimento e degradazione ossidativa, va tuttavia ricordato che la sequenza amminoacidica non è completa, esempio, eclatante la mancanza in alcune di esse dell’aminoacido Prolina “ responsabile collagene, “Il collagene (o collageno) è la principale proteina del tessuto connettivo negli animali. È la proteina più abbondante nei mammiferi (circa il 25% della massa proteica totale), rappresentando nell’uomo circa il 6% del peso corporeo”.

Pur rispettando le ideologie e le vaie scuole di pensiero delle diete vegane, ricordiamo a titolo puramente di consiglio ed di informazione che per creare massa muscolare, riduzione di grasso corporeo e altresì prestazioni ottimali, il corpo umano ha bisogno di sequenze amminoacidiche complete.