Seva Simran Cesarini
Presidente di asd  ARTHA –  www.artha.it – [blog]

RESTORATIVE YOGA – una bella opportunità per gli sportivi

Secondo una definizione storica “Lo yoga ferma le fluttuazioni della mente”. Usare la parola “fermare” con un runner (come con qualsiasi altro sportivo) equivale a pronunciare un insulto.  Fermarsi è associato a un momento drammatico, di resa e fallimento oppure di malattia e infortunio. Piuttosto, si dice “Non ci si ferma”, “chi si ferma è perduto”.

Fermare la mente

Il corpo lo fermo solo smettendo di correre? Non necessariamente. Oltretutto, l’importante sarebbe fermare la mente. L’esperienza dello stress è caratterizzata proprio dl flusso ininterrotto dei pensieri. Spesso, con una mente agitata o non focalizzata. facciamo sbagli che paghiamo nel corpo,  ad esempio, non ascoltare dei segnali fisici di malessere.

Fermare la mente non è un troppo difficile,  basterebbe  dedicare dieci minuti al giorno a praticare il respiro lungo, lento e profondo, come insegna lo yoga. Tutte le volte che rallentiamo il respiro, rallentiamo il battito cardiaco, e soprattutto rallentiamo il flusso dei pensieri.

Si sente spesso dire “il riposo è allenante”, ma credo venga preso dai runner un po’ come il vecchio “Donna baffuta sempre piaciuta”, che non ha mai convinto nessuna ragazza ad evitare la ceretta sul labbro superiore.

Erroneamente, pensiamo di fermare il corpo quando dormiamo. Dormire è una forma di recupero ma non è rilassarsi: nel sonno dormiamo contratti, e la prova è che spesso capita di svegliarsi con dolori. Se c’è una tensione mentale, il ben noto stress, dormiamo con spalle contratte e braccia raccolte, per non parlare della contrazione della mascella.

Rilassarsi per non fermarsi

Il rilassamento è il modo migliore di togliere tensioni alla mente e al corpo, porta benessere, e   porta a scoprire che fermarsi può essere non solo un’imposizione, ma  anche un fermarsi piacevole, dove lasciare andare corpo e mente.

Lo yoga evoca posizioni contorte e complicate che, solo a vederle, possono fare sentire un runner ancora più teso e contratto. Una delle motivazioni per non seguire un corso di yoga è “IO??? MA SONO UN PEZZO DI LEGNO!”.  Lo yoga diventa un carico, già massacro il corpo ma la corsa è la mia passione e me la tengo. Lo yoga è uno, ma esistono gli stili di yoga, dove stile vuol dire modi di praticare e obiettivi diversi.

Restorative Yoga

Un esempio è il Restorative yoga, un nome promettente: uno yoga che ristora, che rigenera, che ricarica. Le posizioni si tengono molto a lungo ma senza sforzo o tensione, perché il  corpo è completamente sostenuto supporti (cuscini, coperte, mattoni, cinte, etc)  per togliere le tensioni. Se osservate le foto tengo le gambe in alte ma sostenute su una sedia, e ho un supporto sotto la schiena. Sto lavorando in una posizione inversa ma senza sforzo.

Questa modalità di pratica con i supporti porta a rilasciare completamente la tensione muscolare,  attivando così quella parte di sistema nervoso (il parasimpatico) che placa la frequenza del battito cardiaco, abbassa la pressione sanguigna, rallenta il respiro e le funzioni del corpo. Questo , di per sé, è  un effetto essenziale per chi usa il corpo in modo intenso. Inoltre (ma soprattutto) permette di vivere un profondo rilassamento con la mente che, calmandosi, resta vigile e ci fa prendere coscienza delle tensioni che abbiamo nel corpo. Questo ci insegna a gestire meglio gli stati di tensione della mente e a ritrovare con più facilità il nostro equilibrio. Infatti, il Restorative Yoga agisce sullo stress, sul dolore cronico, sulla fatica fisica e sull’insonnia.

In sintesi, il Restorative Yoga stimola il potenziale di forza e recupero che è in noi, e da una seduta ne esco pronto a ripartire!  PS la prossima puntata spiegherò due posizioni nel dettaglio, indicando come farle anche con cuscini e supporti che si hanno a casa: vi dico solo che quella della foto si chiama “Instant Maui”…