Andrea Fergola
 Andrea Fergola
Istruttore Tecnico Trail Running e Corsa Naturale responsabile portale trailrunning.it 

A che categoria appartieni ? Mi spiego meglio… che tipo di trailer ti reputi ? E già, perche molti di noi interpretano il trail in maniera differente.

Mi è capitato di partecipare ad una discussione sui social,  riguardo alle prime gare del  2018, dove si è messo in discussione il fatto di partecipare ad eventi con caratteristiche particolari. Per particolari, intendo senza bandelle posizionate dall’organizzazione, con chilometraggi importanti, con l’aiuto esclusivo di una cartina e gps, caratteristica ben segnalata dagli organizzatori.

Ed ovviamente, come in ogni buona comunità si discute sul tipo di approccio che dovrebbe avere univocamente il trailruuning… o forse no.

Nella discussione ho cercato di captare i vari filoni di pensiero verso questa ancora giovane disciplina sportiva (disciplina è un termine che calza stretto al trail). Quindi riordino le mie idee, e per quanto mi risulta i macro approcci sarebbero:

  • Il trail deve essere una gara senza segnalazione con ausilio di carte o gps e assoluta autosufficienza
  • Il trail deve essere una gara con segnalazione precisa con ristori frequenti
  • Il trail non è  gara ma corsa libera in natura in completa autonomia

E tu che tipo di approccio preferisci ? Certo con questa brutale scrematura non vengono considerate molte variabili, come le eventuali distanze, le velocità di crociera, il tipo attrezzatura, se minimal oppure over size, la meteo…

Vorrei fare un distinguo fra le varie tipologie, le prime due sono comunque soggette al pagamento di una quota di partecipazione per via dei costi organizzativi, mentre l’ultima, forse quella che preferisco di più nell’ultimo periodo, è quella di non aver nessun tipo di vincolo, tranne per i tuoi cari che ti stanno aspettando a casa.

Credo che una via di mezzo potrebbe essere la soluzione migliore, ma non di facile applicazione. Un evento trail, dovrebbe essere organizzato tenendo conto di alcune caratteristiche tecniche oltre che fisiologiche:

  • Dovrebbe permettere ai dei partecipanti di poter correre per al maggior numero possibile di chilometri.
  • Dovrebbe avere una segnalazione intuitiva, non invasiva, ma nello stesso tempo utile per attivare capacità di orientamento.
  • Avere una distribuzione dei ristori che permettano una gestione quasi autonoma delle proprie risorse idriche alimentari.
  • Punti di assistenza collocati logisticamente, per eventuali recuperi in tempi brevi. Meglio una rete comunicativa efficace, che molti volontari piazzati solo per dare indicazioni ai bivi .

Lunghissime distanze, dislivelli importanti, assenza di segnaletica, trasformano il trailrunning in una prova di sopravvivenza molto affascinante, ma dovrebbe assumere una differente terminologia per essere distinta alla prima lettura. Tutto il resto dovrebbe rientrare in una dinamica di natural- trail rispettando le capacità fisiologiche di un atleta nello sviluppare un tracciato senza postumi importanti.

Troppo lontano dalla concezione di molti ultrarunner ? Forse … ma con questo non voglio convincervi che un Ultra sia il male assoluto, le sfide affascinano tutti, una volta nella vita bisognerebbe provare, ma non dovrebbero diventare lo scopo della propria carriera agonistica. Il fatto di proporre sempre di più difficoltà tecniche portano ad esasperare il concetto di trail. Il viaggio dovrebbe essere sereno, con la giusta dose di difficoltà e con un pizzico di adrenalina.

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