Andrea Fergola
 Andrea Fergola
Istruttore Tecnico Trail Running e Corsa Naturale responsabile portale trailrunning.it 

Bravo… ci sei cascato anche questa volta ! Se stai leggendo queste righe sperando di trovare la formula magica per andare più forte on trail, o peggio ancora dimagrire, puoi tranquillamente abbandonare la pagina !

Scherzo ovviamente, volutamente ho scelto un titolo altisonante per attirarti su questa pagina o meglio sto cercando di farti riflettere su alcuni aspetti riguardanti l’alimentazione. Se vuoi continuare, non aspettarti una dieta con tanto di grammatura, perché: 1 non sono un medico; 2 le diete non hanno mai prodotto nulla di buono anzi solo delusioni e danni.

Ti chiederai perché una persona come me che non ha nessuna competenza medica possa insinuare un lecito dubbio su quelli che possano essere gli alimenti più adatti alla nostra natura umana… beh semplice, perché come sarà già capitato a molti di voi, nella propria vita, possiamo incontrare delle persone che ti facciano osservare il mondo da un angolazione differente e da li incominciai leggere e documentarti.

Partiamo dall’inizio… ebbi la fortuna di conoscere una persona che mi ha proposto una “nuova” visione su quelle che sono le bio-dinamiche della corsa e del perché siamo fatti fisicamente in questo modo, ma nulla a che vedere con l’alimentazione. Da questo spunto ho incominciato a far frullare nel cervello molte domande, feci degli  approfondimenti leggendo alcuni testi di antropologia e successivamente di alimentazione, non direttamente sula composizione chimica dei cibi, ma su aspetti concettuali.

Gli autori dei vari testi letti, convergevano tutti nello stesso punto, cioè; di come ci siamo evoluti e di come negli anni abbiamo grazie al cibo o per colpa, modificato il nostro fisico ereditando dai nostri progenitori tutti i pregi e difetti.

A questo punto, ho modificato drasticamente tutti quelli che sono i concetti usuali della “corretta alimentazione” spostata prevalentemente sui carboidrati provenienti dai cereali, prediligendo quelli provenienti dalla frutta fresca, dalla verdura dai tuberi, dalla frutta secca come nocciole, mandorle fichi secchi e datteri, eliminando gli alimenti potenzialmente pro infiammatori per il mio fisico (cerali – legumi), aumentando le porzioni di carne  però solo grass fed (allevamento allo stato brado), di pesce pescato e non allevato, eliminato completamente zuccheri raffinati, aumentando il tempo di digiuno fra un pasto e l’altro, incominciando ad avvertire i primi benefici.

Se sei arrivato a questo punto della pagina senza aver chiuso e senza aver imprecato, vuol dire che ti ho incuriosito, riempiendoti la testa di domande e  sicuramente la prima che sicuramente ti sarai posta  sarà questa: “ma se hai eliminato la pasta il pane e la  pizza, cosa mangi allora ?” Beh posso consolarti… è la stessa domanda che mi sono posto quando mi sono trovato davanti a questa scelta alimentare, eppure sono ancora vivo. Se sei un vegano e stai leggendo queste righe, non odiarmi, perché nonostante mi nutra di animali morti, sono un forte sostenitore del rispetto degli stessi, infatti cerco sempre di nutrirmi con carne proveniente da allevamenti non intensivi o di cacciagione (questo è un concetto che vorrei approfondire in un altro post)

I presupposti di tale regime alimentare, come ho scritto sopra, ne derivano da un concetto ancestrale, basato su studi antropologici, che semplicemente vertono su alcuni ritrovamenti in vari siti archeologici sparsi per il pianeta. Com’è possibile che un uomo che ha vissuto circa 2 milioni di anni fa, con un età media di circa 35 anni, però in perfette condizioni rispetto alla sua composizione ossea e con tutti i denti al loro posto con lo smalto intatto, possa aver perpetuato la specie e non si sia estinto ? Da questa semplice domanda, si sono aperte diverse strade di ricerca, ma una ha prevalso su tutte…cosa mangiavano ?

Sembrerebbe che la nostra conformazione corporea, l’assenza di pelliccia, abbia una certa rilevanza… eravamo cacciatori raccoglitori, avendo affinato una tecnica di caccia efficace e unica nel mondo animale. Non sto a descrivervi tutti i dettagli, ma pare ovvio che il punto focale della nostra evoluzione di homo sapiens sia partita proprio da questo aspetto.

Ritornando ai giorni nostri, con un evidente pandemia di varie malattie, come quelle neuro-degenerative, di obesità, problemi intestinali, di diabete di tipo 2, cardiovascolari, ipertensione  infiammazioni di vario tipo, allergie, influenze, alle “semplici” carie dentali ect ect …, abbiamo collezionato una serie di patologie che hanno drasticamente modificato, non in lunghezza, la qualità delle nostre esistenze, e mi riferisco anche di atleti ancora attivi.

Quello che a noi semplicemente manca, o meglio non vogliamo ripristinare è il tipo di alimentazione che ci ha permesso di arrivare fino ai giorni nostri. Certo molti di voi mi faranno notare che l’aspettativa di vita era molto inferiore rispetto a quella dei  giorni nostri e solo grazie alla medicina moderna abbiamo sconfitto molte malattie terribili, e questo è parzialmente vero, anche se le condizioni ambientali e sociali erano molto differenti (in questo caso ci sono aspetti che non tengono conto aldilà del puro calcolo matematico) ! Mi chiedo se la medicina moderna possa trarne spunto da questa intuizione, che fortunatamente si sta diffondendo anche fra molti medici, che incominciano a capire lo stretto rapporto fra alimentazione e qualità della vita. Immaginate solamente, con le nostre conoscenze mediche e antropologiche, come si potrebbe potenzialmente vivere una vita senza medicinali e senza troppe patologie debilitanti. Non tutto sarebbe guaribile, ma di certo rispetto ai numeri che possiamo osservare sui canali della medicina ufficiale, forse un tentativo lo farei.

Tutto ciò cosa c’entra con il trailrunning ? Bene vi lascio uno nuovo spunto su qui riflettere: nati ed evoluti in natura, per procacciarsi il cibo abbiamo imparato a correre, adattato il nostro fisico a lanciare, saltare, arrampicarsi, a muoversi con agilità (guarda caso tutte specialità dell’atletica leggera), cavarsela in tutte le situazioni anche quelle più estreme, senza apparentemente danno, ricavandone estremo beneficio… questo è quello che ancora oggi percepiamo quando ritorniamo da una corsa estenuante, quando l’entusiasmo della gara conclusa è al massimo, quando abbiamo ricevuto il premio, che allora era semplicemente, se così si può dire, era il cibo ! Altre domande ?

Ultima cosa… e di questo ne sono fermamente convinto; uscite dalla concezione del calcolo delle calorie, ma sopratutto dal fatto che per dimagrire non basta correre!

Sicuramente ritornerò su questo tema… visto che sei arrivato in fondo alla pagina!

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