Gianluca Gaggioli

Tester materiali tecnici

Nike è Nike

nike_2Potete dire quello che volete – e poichè spesso i trailrunners sono dei “sovversivi” del running, dei “ribelli”- quasi normale avere pregiudizi negativi verso Nike, “la” multinazionale che produce scarpe da strada e sponsorizza i calciatori…

…ma Nike è Nike.

Potete state sicuri che sebbene delle “prime” Nike da trail, le Kiger e le Wildhorse prima versione, non è rimasta traccia nella memoria storica del running… Nike non si ferma di fronte ad un fallimento. E raggiunge il suo obiettivo.

Le Wildhorse 4, con intersuola in Phylon con differenziale tacco-punta di 8mm, ed un altezza dell’intersuola di 28mm, con unità Zoom Air maggiorata che favorisce appoggio di tallone, è una scarpa indicata  per atleti che necessitano di maggior ammortizzazione e confort sulle lunghe distanze, corse e/o camminate.

nike_6Hanno una tomaia ben strutturata, con giusto spazio per le dita, e dotata di contrafforte tallonare rigido (assente nelle Kiger) per maggior sostegno, imbottiture in schiuma e ottimamente foderata all’interno -questa scarpa è fatta per proteggere il piede avvolgendolo in una sensazione di confort, sicurezza, stabilità. L’intersuola è inoltre dotata di estesa placca protettiva, le asperità del fondo sono ben filtrate, ed il rocker dell’intersuola, molto rialzato all’avampiede, evita al massimo la possibilità di “puntate” contro sassi od altro, assicurando al corridore un ride “spensierato”.

Interessante il sistema di di allacciatura Flywire, con i lacci passano diagonalmente sul collo del piede,   ed è supportato (particolare molto discusso) da un layer di rivestimento esterno che avvolge tutta la scarpa nella zone mediale e che, rispetto alla versione precedente ( che ne era priva), aumenta il supporto di calzata e la stabilità del piede. O almeno, dovrebbe. Ora, la versione precedente non mi dava problemi si calzata e stabilità, non riesco quindi a sentire il miglioramento apportato da questo particolare.  Nè comunque ho percepito effetti negativi. Può darsi che chi ha piedi con pianta stretta, possa trarne vantaggio.

Una delle cose più apprezzabili della scarpa – rimasta immodificata rispetto alla precedente versione – è il reparto intersuola/suola.

nike_5Dico sempre che – al di là dei materiali usati – quello che fa veramente la differenza per assicurare grip ed un ride sicuro sui fondi dissestati, consiste nella capacità dell’intersuola e della suola di lavorare sinergicamente per copiare il fondo, adattarsi ad esso, aumentando così la superficie di appoggio. L’intersuola ha buona capacità di copiare il fondo, di ammortizzare l’impatto e anche le aseperità del fondo. La suola della Wildhorse ha  la parte perimetrale – quella riconoscibile per il differente colore, ha una lieve scalanatura che le permette di avere una sua particolare flessibilità, una sua autonomia rispetto al resto del reparto, che aumenta la capacità di copiare il fondo, specie negli appoggi più difficili, durante le discese tecniche. Al tallone, che è una zona meno flessibile rispetto al resto dell’intersuola,  la tassellatura della suola prosegue sulla spalla curvata dell’intersuola, aumentando così il grip in fase di appoggio sui fondi friabili.

Quindi, questa Nike Wildhorse 4, è da considerarsi un ottima scarpa da trailrunning. Ce ne sono di meglio, specie per quanto riguarda la tenuta sui fondi più difficili, specie se bagnate.

La Wildhorse sempre proprio una comoda scarpa stradale adattata per correre sui sentieri estivi.

 

Nike Wildhorse 5

Nike Terra Kiger 5

Nike Pegasus Trail