Francesca Cantaluppi

Infermiera di Area Critica specializzata in Medicina di Montagna. Trail Runner

Rigorosamente color nude, siamo agli inizi degli anni ’40, nasceva il Nylon ovvero le collant. Le indossavano le signore appartenenti alle classi sociali più agiate, un accessorio utile e che scaldava; fino a diventare un outfit glamour con la nascita della minigonna.

Oltre mezzo secolo dopo son ancora di moda, con diversi costumi ed usi: dal Nylon, alla Lycra, al Cashmere; a rete, autoreggenti, medicali e da quest’ultime l’evoluzione alle calze a COMPRESSIONE! Ciclisti, corridori e negozi di articoli sportivi in primis ne sanno qualcosa dell’Abbigliamento Tecnico a Compressione (ATC). Ma è grazie all’ATC che riusciremo a concludere il “Tor de Geants” o la “Marathon des Sables”?

Scopriamone i dettagli.

GENERALITÀ

Composizione: filato di Elastene (alias Lycra) e Poliammide  (alias Nylon); in maggior percentuale fibre sintetiche come Poliestere o Polipropilene. In alcuni capi d’ATC si sfrutta anche l’effetto del cosiddetto taping inserendo nel tessuto delle bande di materiale sintetico che mimano l’azione dei famosi “cerotti colorati”

Forma: calze, gambali, pantaloncini, collant, manicotti, fasce per il capo.

DESTINAZIONE D’USO

Soggetti sportivi: lavoro aerobico, nello specifico corridori di lunghe distanze. Il muscolo è un motore che trasforma l’energia chimica in meccanica (metabolismo), mediante meccanismi di contrazione (biomeccanica) dinamica.

MODALITÀ D’USO

Scegliere il distretto corporeo. Indossare ATC durante e dopo allenamenti/competizioni di lunga distanza.

POSOLOGIA

Prendere la misura della circonferenza del distretto corporeo interessato in centimetri (es. caviglia e polpaccio) e lunghezza. In commercio si potranno trovare catalogati per Classe 1, 2, 3; circonferenza; grado di compressione espresso in millimetri di Mercurio.

La compressione sarà graduata in maniera decrescente (es. dalla caviglia a salire).

CONTROINDICAZIONI

Assolutamente NON indossare ATC troppo stretto, va evitato l’effetto laccio, che ridurrebbe l’apporto di sangue ai muscoli.

EFFETTI DESIDERATI

Sono stati presi in considerazione 4 recenti studi della letteratura scientifica mondiale (*); in ognuno di questi venivano presi a campione soggetti corridori che indossavano ATC (gambali, collant, pantaloncini, manicotti) e soggetti corridori che non lo indossavano, entrambi i gruppi a velocità di gara. Venivano misurati indicatori di Performance, Risposte fisiologiche a seguito di un esercizio prolungato su sentiero fuori strada e Recupero.

  1. I risultati suggeriscono che indossando ATC, i corridori possono migliorare leggermente le variabili relative alla prestazione di resistenza (cioè il tempo di esaurimento), a causa di miglioramenti nell’economia di corsa, variabili biomeccaniche, percezione e temperatura muscolare (soprattutto se l’attività viene svolta in ambienti freddi, favoriscono un riscaldamento più rapido, con benefici annessi). Dovrebbero anche beneficiare di una riduzione del dolore muscolare, dei microtraumi muscolari e dell’infiammazione o gonfiore.

Non ha effetti statisticamente significativi sulla prestazione di velocità di corsa.  

  1. La compressione graduata favorisce la circolazione venosa e con essa l’allontanamento dell’acido lattico e di altri cataboliti dal muscolo in attività, lasciandolo più ossigenato e diminuendo i microdanni muscolari. Funzione coadiuvante del sistema linfatico.  
  1. Sono state raccolte diverse evidenze positive sulla capacità di ridurre i dolori muscolari dopo l’esercizio intenso (DOMS) e accelerare il recupero. In questo senso l’ATC sarebbe molto utile da indossare sia durante l’attività fisica, sia nelle ore successive.

AVVERTENZE

C’è chi non né può fare a meno, chi non cederebbe mai o chi ne è semplicemente attratto dai colori psichedelici. Che cosa è veramente utile e sicuro in questo “mondo di corsa”, minimal di pesi e spessori ma a volte maximum di equipaggiamento? TESTATE su VOI stessi!

Per durare di più? Mani, braccia, acqua e sapone. Di cosa sto parlando? Del lavaggio. Rigorosamente a mano!

Illustrazione di Lorenzo Cantaluppi (2018)

Sappiamo dove siamo e dove stiamo andando, le nostre Gambe hanno percorso Chilometri di Soddisfazioni e Fatiche, potremo avere con noi l’ultimissimo accessorio, ma ricordiamoci che la peculiarità per esser ultra sta anche nel sapersi Motivare ed  Autoricaricare on the road!

(*) Hugo A Kerhervé et al. Front Physiol. 2017. (*) Fabrice Vercruyssen et al. Eur J Sport Sci. 2014. (*) Florian Azad Engel et al. Sport Med. 2016. (*) Fabrice Vercruyssen et al. Int J Sports Physiol Perform. 2017. (*) Hugo A Kerhervé et al. Front Physiol . 2017.

La foto in evidenza è stata gentilmente offerta  [Oxeego]

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