Gianluca Gaggioli

Free Trailer – tester materiali tecnici per il trailrunning

Mizuno. Ovvero, tecnologia Wave.
Ovvero: Oh My God!
Perchè? ma come “perchè?” !?! io sono nel profondo un “barefoot runner”!!!
Ed il Wave, come ogni placca inserita nell’intersuola, è il mio “nemico” naturale!
Per di più, in una scarpa con un differenziale tacco-punta di 12, dico 12!, millimetri!
Quanto di più inadatto a me…

Ma il mio “mestiere” è cercare un feeling con la scarpa, cercare di adattarmi ad essa, alle sue capacità funzionali. E se c’è da correre di rullata, si deve andare di rullata, anche se dopo una ventina di km sento bruciare i tibiali…
Anni fa, quando ho iniziato a correre, lo facevo con le Mizuno. Precision 7 e Wave Rider 10 , o altro numero di versione di scarpa in quel periodo di una decina di anni fa. Non ho mai dimenticato come queste scarpe avvolgessero il mio piede, e quella sensazione dolce, setosa, che trasmetteva il rivestimento interno al mio piede nudo.

L’ultima Mizuno da trail che avevo provato era una Kazan.
Anche quella era una scarpa che si faceva apprezzare per comodità di calzata e comodità in fase di corsa.
Sono passati almeno 3 anni, e tutt’ora Mizuno riesce a trasmettermi quelle splendide sensazioni.
Questa Mizuno Daichi, se non fosse per qualche layer sintetico protettivo aggiunto sulla tomaia, sembra in tutto e per tutto una scarpa da strada. Assomiglia molto alla Wave Ultima 9.

Ed anche per quanto riguarda la calzata, sembra di stare in una scarpa stradale.
La Mizuno Daichi 3, che mi è stata data in prova, è una vera Mizuno, una scarpa veramente comoda da indossare, e che può risultare eccellente anche per un piede più grosso, che può sentirsi ben fasciato, meglio che il mio piede di media larghezza.
Una cosa che si nota subito prendendola in mano per metterla al piede, è la rigidità del contrafforte tallonare: cavoli, pare resistente alle martellate! Ampio e ben imbottito, offre un ottimo supporto, ed il collarino, con una linguetta posteriore molto alta, ha un conformazione dell’incavo che non produce sfregamenti al tendine durante la corsa.
La linguetta anteriore è molto alta e molto imbottita, ed ha una doppia sede di passalacci per stabilizzare meglio l’allacciatura.

Lo soletta interna è ha una conformazione nella parte laterale interna che va a riempire il contatto tra arcata e tomaia, non è un supporto antipronazione, ma serve a stabilizzare la calzata
Il puntale anteriore, doppiamente rivestito con un sandwich di strati, uno interno in pelle e quello superficiale in TPU, offre buona protezione e non produce fastidi alle dita durante la corsa.
Il tessuto in mesh della tomaia è morbido e traspirante, ma non sembra fragile. E quei layer di cui parlavamo prima, proteggono il tessuto dall’usura.
La Mizuno Daichi 3 è una vera Mizuno anche per quanto riguarda il comparto intersuola/suole ed il comportamento in corsa.

Questa scarpa pesa sui 330gr, non è fatta per la performance pure, ma è adatta pe qualsiasi tipo di atleta che voglia correre su medie lunghe distanze mantenendo un passo veloce/adagio, specialmente su fondi regolari e con poco dislivello, dove si può mantenere un ritmo uniforme sfruttando la capacità di rullata dell’intersuola, fatta con composto in Eva “solido” e che ha un comportamento reattivo, col Wave nella zona posteriore che mette in atto l’effetto ammortizzazione quando si impatta col tallone, rendendo comoda la corsa, efficace la rullata, persino nei percorsi in discesa .

Nella zona mediale la struttura è molto rigida, mentre all’avampiede, essendo sia poco spesa, sia priva di rock-plate, il comportamento è molto flessibile e permette un ottimo controllo in fase di appoggio, anche in discesa.
Solo in situazioni di meteo piovoso, con la scarpa bagnata, la tomaia, morbida, ed un pelino larga per il mio piede, non fasciando stretta nella parte interna lungo l’alluce, mi faceva scivolare di poco il piede all’interno, durante le discese più tecniche, dove più che correre si va di balzo in balzo, facendomi sentire quel tanto meno sicuro nell’appoggio da indurmi a rallentare il passo e procedere adagio e con cautela.

Per il resto la suola in mescola Michelin, con tasselli poco profondi e, permette di andare sicuro su tutti i tipi di fondi compatti, erbosi, anche su rocce bagnate (tenendo passo agile, non cercando “acrobazie” che comprometterebbe l’equilibro anche su asciutto..). Mentre rimane impantanate nel fango, dove occorre molta cautela, specie sulle piccole pozze che si possono trovare sui single-track argillosi, molto insidiose: è vero che il battistrada riprende il disegno dei copertoni Michelin Cyclocross Mud 2, ma un conto è passare attraverso il fango, un conto poggiarcisi sopra.
Buona la capacità di reggere la spinta in fase di salita (ampia la pianta d’appoggio), e comoda per affrontare anche lunghe camminate. Se per correre può essere indicato l’uso sulla lunga distanza, si può pensare di utilizzarla sulle ultra distanze quando si sa di dover camminare per lunghissimi tratti.

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