Gianluca Gaggioli

Free Trailer – tester materiali tecnici per il trailruning

Una scarpa che mi ha sorpreso. Per il suo essere “normale”.
Se guardo tutti gli altri modelli de La Sportiva, hanno tutti della caratteristiche che sono  o erano, al momento della loro uscita, molto particolari, uniche, originali. Fin dai tempi delle Wildcat (che ho amato tanto), per poi passare alle Raptor, alle C-Lite, e poi le sfortunate Quantum e Q-lite, troppo innovative per il loro tempo; quindi le Helios, le Bushido, le Akasha, le Mutant, le Akira. E adesso le Unika e le VK. Tutte scarpe originali sia dal punto di vista estetico che strutturale. Scarpe che colpiscono, che stupiscono al primo sguardo. Scarpe mitiche, a prescindere.

E poi ci sono le Lycan. A vederle, così normali, convenzionali. Così scarpa …. da strada.
E forse, proprio la scarpa che è sempre mancata a La Sportiva. Non che le altre scarpe non sia da corsa. Non fraintendete!
E’ che questa Lycan sono scarpa da corsa. Anche le Helios sono scarpe da corsa, molto originali, le adoro. Ma sono un’altra categoria, una specie a parte, un ibrido.
Le Lycan invece, sono proprio scarpe da corsa.

Quando ho aperto la scatola e annusato quell’odore sintetico di plastica e colla, ho subito dato un occhiata alla suola, la cui caratteristica d’impatto sono i tasselli, che ricordano nel disegno quelli della mitica C-Lite, scarpa che ancora oggi potrebbe dire la sua.
I tasselli non sono profondi, non hanno un disegno aggressivo, non sono quanto potrebbe servire per affrontare fondi da “fellcross“, prevalentemente morbidi e magari bagnati, fangosi, di sentieri fuori traccia.
No, questi tasselli sono quelli di una scarpa che è adatta a veri sentieri, con fondi duri, come single-trak di rocce di sedimenti di arenaria ben battuti, o magari di argilla umida o secca; fondi di tratturi e strade bianche. Sentieri dove correre.

L’altra caratteristica fondamentale di questa scarpa, è l’Intersuola, fatta con Injected Eva. Ora, voi sapete benissimo di cosa si tratta no? No? Ma a voi che ve frega di come è fatta?!? A noi interessa quel che fa. E quel che fa è spingere. O meglio, respingere. Respingere forte quando si batte il piede sul terreno. Quindi, che atterriate col piede con appoggio di zona mediale, o di tallone, ma soprattutto voi che pestate il fondo di tallone, pesantemente, non aspettatevi un atterraggio soffice, morbido, comodo. No, no, scordatevelo: come ho già detto, questa è una scarpa da corsa! D’altronde, nonostante i rivestimenti di rinforzo antiabrasione sulla tomaia, nonostante il puntale con rivestimento rigido protettivo anti-urto, nonostante una soletta interna Ortholite che ha una sua bella consistenza e funzionalità per la calzata – questa scarpa pesa solo 255gr.
Leggera come dev’essere una scarpa da corsa, una scarpa veloce.

A questo punto… si prova!

La calzata viene dichiarata “Normal Volume” – dei tre adottati da LaSportiva. Ed il piede ci sta bene, compatto intorno alle dita, ma senza punti di costrizione. Nemmeno il puntale, durante la corsa, in qualsiasi situazione, arriva a schiacciare le dita dei piedi. E nemmeno durante le discese, si presentano problemi di scivolamento e problemi di schiacciamento: la tomaia fascia il piede su entrambe i lati, non si sente mancanza di supporto nella zona mediale interna, il piede resta ben fermo (cambiando soletta con una meno strutturata, la faccenda cambia).L’allacciatura è tradizionale, la linguetta è tradizionale da scarpa stradale, ben imbottita con un materiale spugnoso compatto, ma non c’è la presenza di alette interne di collegamento tra linguetta e tomaia, il cosiddetto “sockfit” o roba del genere, messo a stabilizzare la linguetta: non ci sono mai stati problemi di spostamenti .
La talloniera ha un volume medio, media rigidità strutturale, discreta imbottitura, il piede è tenuto saldo, senza una pressione tenace.
Il collarino è basso e non ha infastidito il piede né provocato abrasioni (provata anche senza calzini) al tendine.
La seduta è ottima, la soletta Ortholite è una scelta azzeccatta.
Il piede è isolato dalle sensazioni aspre del fondo. Questo senza necessità di inserti antishock nemmeno, all’avampiede. Merito del materiale adottato e dello spessore dell’intersuola, non ci sono problemi per quanto riguarda il “filtro” delle sensazioni di disturbo dell’off-road: durante la percorrenza su tratturi e strade ghiaiose, o nelle pietraie delle cave, non mi sono mai accorto delle asperità del fondo.

I primi 10km sono scivolati sotto la suola su un percorso senza dislivello, alternando asfalto, strada bianca, argine di fiume; alternando tipo di corsa: passo lento (5″20/Km) rullato – passo spinto (4″45’/km) con appoggio mediale – passo veloce stile “guearrilla”, scatti da 30 – 50- 70 metri con pause da fermo, spingendo d’avampiede. La Lycan si comporta come una scarpa stradale. Ha un breve fase di compressione al tallone, in fase di appoggio, che rende più gradevole l’impatto, per poi diventare risposta elastica. All’inizio la scarpa sembrava molto rigida, ma dopo questo primo rodaggio si è come “animata”, risultando anche flessibile quando all’uscita successiva sono stato a cercare salite e discese bastarde, dove pensavo avrei incontrato difficoltà, invece è stato molto divertente; la zona mediale, che all’inizio era sembrata molto rigida, si flette ad incassare il profilo del fondo, in maniera elastica, assecondando bene un andatura acrobatica nelle discese più tecniche. Il materiale dell’intersuola non è di quello che assorbe e copia il fondo, ma di quelle che assorbe e “respinge” il fondo: rende meglio, se si procede con fare aggressivo, più che prudente. E nella sua natura corsaiola.

Sono rimasto sorpreso dal fatto che, dopo aver allacciato la scarpa a sensazione di comodità, senza stringere tanto, non ho dovuto fermarmi a correggere il tiro mentre scendevo saltando a destra e sinistra: la Lycan non mi ha dato mai sensazione di “scivolare” sotto il piede, di avere vuoti di sostegno della tomaia, di essere “debole”, poco contenitiva per andare in sicurezza e precisione.

Purtroppo non ho avuto modo di provarla sotto la pioggia…

Comunque sono dell’idea che questa scarpa sia una scarpa di impronta “estiva”, adatta alla corsa, su medie e lunghe distanze, per atleti in forma che cercano un mezzo per correre, più che camminare.

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