Andrea Fergola
Andrea Fergola
Istruttore Tecnico Trail Running e Corsa Naturale responsabile portale trailrunning.it 

Vorrei un po’ riflettere questi due concetti di approvvigionamento idrico durante le gare o allenamenti di trail runing.

Qualcuno di voi si potrà chiedere come cavolo ti vengono in mente certe elucubrazioni su oggetti di consumo comune? Beh correndo per lunghe distanze qualcosa si dovrà pur fare!

I due supporti, per me, rappresentano una linea temporale fra due epoche del mondo del trailrunning già ben distinte, dove la borraccia rigida è un vintage mentre quella flessibile rappresenta l’attuale modo di affrontare il trail.

Il cambiamento sta prevalentemente negli gli zaini che le accolgono sugli spallacci, in modo differente, dove uno zaino così detto a gilet non potrà mai contenere una borraccia rigida, mentre molto probabilmente uno zaino studiato per accogliere la rigida potrà quasi sicuramente trasportare la flessibile. E beh? Mi direte voi! E beh…? Cavolo, è una differenza non da poco dove il passato è sempre pronto ad accogliere le novità, mentre il nuovo raramente guarda al passato!

Quello che ho notato è quasi il completo abbandono della sacca idrica collegata al famoso tubicino, evocativo di supporti medici non troppo sportivi, dove, nonostante l’impiego di materiali sempre più all’avanguardia non garantiscono una purezza dell’acqua trasportata per lungo tempo ma soprattutto sembra di bere acqua arricchita al PVC!

Ma ritornando al discorso borracce, esiste anche quella a trasporto a mano, dove il minimalismo spinto, ha fatto di questo supporto uno status simbol, mi viene in mente l’Anton Kupircka di qualche anno fa, a torso nudo, con la sua borraccetta in mano, che percorreva i deserti americani con mezzo litro d’acqua, ma anche in questo caso tale supporto è destinato ai top runner o per allenamenti mediamente brevi!

Ma lo zaino con la borraccia rigida a me piace per eccellenza, mi da l’idea del vecchio trailer dei primi anni 2000, dove gli zaini non avevano ancora le tasche per contenerle, dove la fantasia dei singoli spaziava in contenitori in neoprene fissati con nastro americano agli spallacci e geniali arrangiamenti casalinghi. Ovviamente le aziende, osservando questi prototipi, non hanno certo storto il naso, anzi, hanno  preso spunto aggiustato il tiro nel venire incontro alle varie esigenze.

Ad oggi gli zaini sono veramente un supporto importante, in base alla distanza capacità atletiche, si possono trovare le più svari  litraggi, ma lasciando poco spazio a quella famosa rigidità della borraccia, che necessita l’estrazione dalla tasca per l’approvvigionamento, ma consente un riassortimento idrico più veloce rispetto a quel budello mollo, che ai ristori, dilemma dei volontari che tentano di centrare il buco di una tremolante mano del trailer frettoloso, dove metà del rifornimento si spreca.

Morale della favola… la borraccia rigida è vero che rappresenta un po’ il passato, anche se oggi viene ancora ampiamente utilizzata, ma vuoi mettere interrompere la tua corsa per quell’istante per l’estrazione, l’apertura del beccuccio, sollevarla quel tanto per permettere al liquido di entrare nella bocca, ma soprattutto in quell’istante tutto tuo, osservi il paesaggio che ti circonda dove assapori la distanza in modo differente, insomma speriamo che il trail running spinto all’eccesso lasci comunque spazio a chi vuol essere più romantico!

E tu, di che borraccia sei?

Lascia un commento

avatar
2000
Foto e Video