Quelli più esperti in calzature, il primo elemento che andranno a controllare sarà…  “l’ammortizzazione”!

Questa fantomatica ammortizzazione permetterebbe incredibili performance senza alcun danno alle articolazioni, in quanto studiato e realizzato dai migliori ingegneri, utilizzando le migliori mescole.

Ma se fosse veramente così, perché ogni anno si registrano moltissimi infortuni agli arti inferiori, per la gioia di medici e fisioterapisti? Non me ne vogliano queste due categorie citate, fortuna che esistono!

Qualche domanda me la porrei… ma le domande dovrebbero essere quelle giuste, o meglio quelle che ti possano far visualizzare nel suo insieme il problema.

Con questo semplice post, spero di aiutarvi nel valutare alcuni aspetti a cui non avevate mai pensato, o almeno credo. Andiamo con ordine:

  • che caratteristiche dovrebbe avere la calzatura (peso, suola, intersuola, tomaia…)?
  • quanti km vorrei fare con la scarpa?
  • su che tipo di percorsi generalmente corro?
  • Qual è il mio peso corporeo… e quindi quanta ammortizzazione mi occorre?

Bene… dopo che avrai risposto a questi quesiti amletici, posso già dirti che parti col “piede” sbagliato! E si, perché si continua a pensare al supporto invece di pensare alla struttura che indosserà la scarpa. Le domande corrette saranno le seguenti:

  • perché spesso soffro di dolori articolari dopo la corsa?
  • come mai quando ho finito di corre mi fa male la schiena?
  • il mio tendine di Achille è dolorante?
  • soffro spesso di fascite plantare … come mai ?
  • perché la mia corsa non è efficiente?
  • com’è il mio stile di corsa?
  • cosa sbaglio quando corro?

Queste ed altre domande dovrebbero essere alla base prima di lanciarsi nel primo negozio di calzature ed essere fagocitati dai colori e dai brand!

Una cosa importante da tenere in considerazione è la nostra “carriera” sportiva, o meglio la nostra esperienza in qualità di atleta:

  • 1 da quanti anni corro?
  • 2 a che età ho incominciato a correre?
  • 3 i miei obbiettivi per il futuro?
  • 4 per quanti anni vorrei correre?

Risposto a questa sequela di domande, bisogna porsi di fronte allo specchio e rispondersi sinceramente!

  • Il punto 1 è molto importante, perché di solito gli anni di esperienza sportiva sono fondamentali per capire a che obiettivi abbiamo raggiunto e se hanno soddisfatto le nostre aspettative, se il nostro stato di salute è migliorato o peggiorato in termini di infortuni fisici di qualsiasi natura.
  • Punto 2, di rilevanza, in quanto stabilisce se sei un atleta con alle spalle corso di formazione oppure un autodidatta.
  • Punto 3 quali sono le mie aspettative di atleta, o meglio per quanto vorrei prolungare la mia vita agonistica o semplicemente mantenere uno stato di forma ottimale.

Inquadrato tutti questi aspetti, ritorniamo al discorso “ammortizzazione”; ma tu lo sapevi che i nostri piedi sono dotati di un sistema di “ammortizzazione” naturale? Incredibile vero? Ebbene si, madre natura è arrivata milioni di anni prima dei famosi ingeneri progettisti delle più avanzate tecnologie!

Scalza uno dei tuoi piedi, osservane la curvatura più o meno pronunciata, quella è la tua ammortizzazione… gratuita!

Ovviamente bisognerà insegnarli nuovamente che il suo compito è quello di dissipare a terra l’aumentato peso corporeo, in fase di atterraggio, causato dall’effetto gravitazionale.

Se il nostro piede da sempre ha vissuto e corso dentro alle calzature, avrà ben poco da esprimere, in termini di efficienza!

Quindi? Come faccio a sfruttare questa capacità podalica, oltretutto gratuita?

Semplice, bisogna fare un paragone in termini di stili di vita e contesti in cui noi viviamo… e ripartono le domande:

  • quante ore porto al giorno le calzature (di qualsiasi tipo)?
  • per quanto tempo i miei piedi sono liberi da calzature?
  • le mie dita dei piedi, hanno una forma a palma o a pino?
  • alleno i miei piedi ad essere forti?

Quando avrai risposto a questa ennesima sequela, incomincerai a capire quanto poco tempo i nostri piedi sono liberi di sviluppare una muscolatura adeguata per reggere ed alle volte anche correggere posture non adatte alla corsa o semplicemente al cammino.

Il processo di ri-educazione del piede, potrebbe durare anche anni, dipende dallo stato di “pigrizia” cui vertono le vostre appendici.

Una volta compreso le vere funzionalità e potenzialità dei vostri piedi, incomincerete ad osservare le calzature sotto un altro punto di vista, che dopo tutto quei supporti di “ammortizzazione” non sono così indispensabili, anche perché se avessero scoperto la formula definitiva, ogni azienda non lancerebbe nuovi modelli migliorati rispetto a quelli dell’anno passato… ma come? Ma se l’anno passato me li hanno venduti come soluzione rivoluzionaria? Mah!

Vorrei aprire una veloce parentesi sulle solette, che evocano strumenti di correzione coatta per bambini coi piedi completamente retroversi! Sappiate una cosa… le solette non permettono delle performance migliori, altrimenti rientrerebbero nella categoria doping, ma semplicemente trasmettono una illusoria sensazione di comfort, eliminando completamente l’auto correzione che solo il piede nudo può trasmettere, ma soprattutto impigriscono i piedi! A meno che voi non abbiate delle importanti patologie valutate da medici competenti, questi supporti meglio evitarli!

Quindi concludendo… incominciamo a lavorare sui piedi, incominciamo a rinforzarli, incominciamo ad avere una visione differente dalla massa, incominciamo a riflettere a informarci, ma soprattutto non abbiate fretta, perché potenziale nemico per una transizione ideale.

Non inventatevi scalzisti da domani mattina, perché fareste maggiori danni rispetto alle calzature in commercio, un minimo di protezione occorre sempre e evitare infortuni, tipo ferite o contusioni o peggio ancora fratture!

Quindi le risposte saranno:

  • potenzialmente posso correre con qualsiasi calzatura!
  • una calzatura potrebbe essere utilizzata per migliaia di chilometri!
  • “l’ammortizzazione” è un concetto superato da un passato evolutivo!
  • migliorando la muscolatura dei piedi, avrò una corsa più efficiente!

Se deciderete di potenziare le vostre capacità podaliche, sarebbe consigliabile non interrompere ciò che s’è cominciato, non per qualche nefasto problema, ma semplicemente perché sarebbe un vero peccato, ma soprattutto rivolgetevi al vostro preparatore o istruttore specializzato o meglio ancora fisioterapista, che vi aiuteranno in questa transizione!

Buon trail a tutti!

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