Peso: 260gr
Drop: (dichiarati) 9mm all’avampiede e al tallone (esclusi i tacchetti)

Inov-8 Terraultra 260
Inov-8 Terraultra 260

Ho sempre estimato le scarpe della Inov-8, casa che fin dagli inizi ha abbracciato – forse proprio per prima – una impostazione “minimalista”, adottando drop bassi, costruendo scarpe leggere e molto flessibili. Scarpe con cui poter …”Run Natural”.

E modelli iperspecializzati, specialmente per quanto riguarda le caratteristiche della suola, per affrontare i diversi tipi di fondo.

La Inov-8 Terraultra 260 è invece una scarpa polivalente, seppur sempre minimalista.

Tomaia

La Inov-8 TerraUltra 260 è una scarpa con una tomaia ben fasciante e fatta con tessuto resistente, ampia il giusto intorno alle dita, con contrafforte tallonare privo di conchiglia interna, tuttavia stabile nella calzata.

Lo strato di gomma che ricopre il puntale è molto morbido, non protegge un granché da eventuali urti.

Suola

La suola è caratterizzata da tasselli alti 4 mm, al cui interno sono presenti dei canali di drenaggio dell’acqua: Inov-8 è un marchio che ha sede in un villaggio del Lake District National Park, non manca proprio l’acqua, e fondi fangosi, e percorsi off-trail, sulle moorland inglesi.

Inov-8 Terraultra 260, molto flessibile
Inov-8 Terraultra 260, molto flessibile

 

La suola è segnata da zone “vuote”, dove l’intersuola presenta profondi solchi, che fanno parte del cosiddetto sistema “meta-flex”, che permette al reparto suola-intersuola un ampio raggio di flessibilità, specialmente sotto le dita, che favorisce l’agilità di corsa sui sentieri impervi e aumenta la capacità della scarpa di copiare il fondo, migliorando ulteriormente il grip.

Intersuola

Agilità che viene supportata anche dal “Drop Zero” tra l’altezza dell’intersuola al tallone e all’avampiede, geometria che favorisce la naturale capacità torsionale della caviglia e la distensione del piede.

Caratteristica del drop che è “certificata” sul retro dell’intersuola, dove è stampata la scritta “ZERO”.

Quel “zero” si può interpretare anche come “zero ammortizzazione” “zero propulsione” e “zero protezione”.

“Zero” che non è da intendersi come segno negativo in senso assoluto.

A me, che pratico spesso la corsa con Fivefingers, piace questa caratteristica : questa scarpa replica le condizioni di stile barefoot, pienamente.

Certo, l’intersuola è più spessa rispetto allo chassis-suola della cinquedita, e quindi la protezione dalle asperità del fondo è superiore … ma se poniamo come termine di paragone qualsiasi altra scarpa da trail di pari-peso, non abbiamo però pari-condizioni di protezione dalle asperità del fondo e di ammortizzazione di impatto: se si corre su un fondo sassoso, magari in discesa, e si appoggia di tallone su un qualche sasso più sporgente… son dolori!

Ci ho corso sui miei abituali sentieri di cava e basso appennino, tratturi, tutti belli ricoperti di sassi di varie dimensioni, e dopo una dozzina di km, e specialmente alla fine delle discese – mi sono ritrovato il piede molto affaticato dal sentire le asperità; in maniera persino maggiore di quanto normalmente mi capiti con le Fivefingers, in quanto, sentendomi più protetto all’interno di una scarpa, spingo di più, e aumentando la velocità, aumenta anche la velocità di caduta, e l’energia di impatto è maggiore… e quindi anche la fatica.

Zero ammortizzazione e zero protezione, quindi; ma anche “zero propulsione”. Nel senso che la gomma di quest’intersuola non ha capacità di “ritorno” dell’energia, ha un comportamento molto secco. Il che è una buona caratteristica se si vuole sviluppare una corsa di tipo barefoot. Ma implica maggior sforzo di spinta. Maggior consumo e più energia.
E se si pensa di correre di rullata, occorre avere un passo veloce, che velocizzi la transizione tacco-punta, per poter mantenere velocità e non rimanere piantati.

Considerazioni finali

La Inov-8 Terraultra 260 è una scarpa esigente, che abbisogna di un atleta forte che voglia esprimersi al massimo della competitività, anche su lunghe e ultra distanze, con poco dislivello (tipo la Lakeland 55 k, che ha solo 1700 mt di dislivello); ma se siete dei corridori gaudenti, anche in forma, che in piano vanno al ritmo medio di 5′ al km, questa scarpa è da utilizzarsi al massimo, e siamo proprio al limite, su distanze intorno ai 20 km, con dislivelli intorno ai 1500 mt, e discese importanti, come spesso accade in Italia…

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