Differenziale 4mm (27mm al tallone, 23 all’vampiede)

Peso 366gr circa

Primo approccio

Ho indossato le Saucony Xodus Iso 3, per la prima uscita di rodaggio, su un percorso pianeggiante, indossando uno zaino da 10L con tutto quanto il materiale obbligatorio richiesto per affrontare un ultratrail.

Passo lento, intorno ai 6’/km, un primo km di asfalto che è scivolato sotto i piedi come stessi indossando una scarpa stradale.

Comoda, molto ben ammortizzata, ma senza essere spugnosa, senza dare quella sensazione di atterraggio soffice col tallone.

Sono passati altri 3 km di argine di fiume, per ritrovarmi su una strada bianca. Bianca accecante, sotto la luce del sole estivo in un pomeriggio di luglio… E dopo 5 di km mi sono rotto le palle di correre così lento su un percorso così noioso, non mi passava mai.

E così ho accelerato il passo, progressivamente, impercettibilmente; poi, pian piano, sempre più veloce, anche aiutato e dallo zaino che, come spinto dalla forza gravitazionale, mi lanciava ancor di più.

Una scarpa con cui correre …

Le Saucony Xodus Iso 3  sembravano non aspettare altro che ricevere energia dalla falcata per sentirsi vivere, rispondendo gioiosamente al passo più spinto, energicamente; spingendomi a loro volta ad andare più forte. E così mi sono ritrovato a correre ad un bel ritmo, piacevolmente, senza spendere tanta fatica.

E’ quella cosa che riesce a fare l’intersuola in Everun, esperienza che avevo già vissuto mesi fa con le Peregrine 8 (che ad oggi posso dichiarare essere la migliore scarpa trail provata nel 2018, anche se non la mia preferita in senso assoluto).

La cosa buffa è che questa scarpa è pesante, molto più pesante della Peregrine 8!
Quanto pesante?
Così, a maneggiarla, pensavo pesasse intorno ai 350 gr.

Quando sono tornato a casa dopo questo rodaggio, l’ho messa sulla bilancia, e con stupore, ho scoperto che questa segnava 428gr!

Ho pensato ci fosse un errore, ho resettato la bilancia, ed ho rimesso le scarpe sopra la bilancia.
Segnava sempre 428gr.

Il miracolo dell’intersuola Everun

Eppure, nonostante il peso, ci si può correre!
Eh beh: miracolo dell’intersuola Everun!
Che sarà pure un composto più pesante delle gomme utilizzate da altri marchi, ma a quanto pare ha un comportamento che porta grandi vantaggi.

Espressi bene dal suo nome : “Sempre di corsa”

L’Everun, seppur privo di quel tipo di ammortizzazione soffice e comoda di altre gomme, riesce a scaricare molto bene le forze d’impatto e a restituire efficientemente l’energia.

Cosa che si percepisce molto bene sulla distanza camminata: io non sono un amante del trekking di lunga distanza, mi affatica molto le articolazioni; evito lunghe distanze con alti dislivelli a causa di quei problemi alle cartilagini delle ginocchia che anni fa mi hanno portato a ricercare un impostazione di natural running per evitare di caricare troppo le ginocchia col movimento della rullata. Non ho risolto il problema, l’ho aggirato. Ma se cammino, il problema mi si ripresenta.

..ma anche una scarpa con cui camminare

Nonostante questo mio problema, ho camminato a lungo con queste Xodus Iso 3, per una ventina di km e 1500mt di dislivello, con zaino da 20L ben carico di tenda, materassino, fornellino, etc etc.

Trovo che camminare, oltre al poter essere più stancante per il piede e le ginocchia, possa essere anche più pericoloso del correre, soprattutto in discesa: son più le volte che mi ritrovo in fallo con la caviglia al limite della storta quando cammino che non quando corro!
Ma con queste Xodus Iso 3 non ho sofferto di stanchezza e di “insicurezza”.

Questa calzatura ha un differenziale tacco-punta di soli 4mm, cosa che permette un miglior gioco della caviglia, nel caso di messa diel piede in fallo, facilitando la reazione di ricerca del’equilibrio.

Saucony Xodus Iso 3

Per quanto poi sia pesante e stabile, l’intersuola risulta abbastanza flessibile all’avampiede da copiare e assorbire bene le asperità del fondo, in maniera così efficiente da non avere nemmeno il bisogno dell’inserimento di una placca antiurto, all’avanpiede, tipica soluzione delle calzature da trailrunning che hanno una intersuola di pari spessore.
L’Everun inoltre offre un buon sostegno al piede nella zona mediale.
L’ampia superficie di appoggio – anche nella zona mediale – concorre alla dissipazione dello lo scarico del peso, migliorando il comfort.

Una scarpa da ultra distanze

Tutte queste caratteristiche fanno di questa Xodus Ios 3 una scarpa adatta per affrontare  ultratrail dove, specie per caratteristiche di dislivello da affrontare, si calcoli di impiegare lungo tempo di  percorrenza con corsa a bassa velocità alternata a tanta camminata.  Un mio amico, che le ha da poco provate, mi ha detto che è stato un peccato non averle potute indossare all’UTMB dello scorso anno – portata a termine al limite dei cancelli orari , e  fatta con le Saucony Xodus 2 –  perché le ha trovate migliorate proprio in tal senso.

Saucony Xodus Iso 3

Ciò che mi ha colpito di più in questa Xodus Iso 3a è il suo comportamento nell’affrontare le discese: ti permette di andare con qualsiasi tipo di approccio di corsa ed appoggio.

Nel senso che ci si puo correre bene con  passo controllato o anche a ritmo blando, poggiando di tallone e rullando; oppure anche affrontare affrontare una discesa  tecnica con passo spigliato e aggressivo, con appoggio del piede caricato sull’avampiede o sul meso-piede.

Una calzata comoda

Il piede non ha problemi di scivolamento nella scarpa, grazie alla struttura della tomaia fatta come un calzino ben fasciante e ben trattenuta dal collarino alto e da un contrafforte tallonare ben stabilizzante: mi ha impressionato il fatto che non mi è mai capitato di sentire l’alluce premere contro il puntale, anche nelle discese più ripide..

Il sistema allacciatura Isofit, comprime senza pressioni il piede avvolto nella tomaia a “calzino”.

La zona dell’avampiede risulta molto comoda per le dita dei piedi., e ben protetta dal puntale rinforzato, oltre che da una curva dell’intersuola molto rialzata verso la punta.

Saucony Xodus Iso 3
Una suola aggressiva

Questa Xodus Iso 3  ha una suola ben “artigliata”, con la zona perimetrale che si flette con una sua  certa indipendenza rispetto alla parte centrale della suola,  permettendo di copiare al meglio il fondo negli appoggi “traversi”.

I tasselli sono molto aggressivi e profondi 6mm, molto adatti a fondi friabili e fangosi, e  dall’utilizzo di due diverse mescole , il Powetrac, quello più “avvinghiante” , per i tasselli perimetrali, quelli adibiti al controllo; mentre è stata utilizzata la gomma XT-900 per quelli centrali, per garantire una maggiore resistenza a quelli più coinvolti nella fase di corsa.

Saucony Xodus Iso 3

 

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