Parola d’ordine … adattamento

Nel primo articolo avevamo evidenziato alcuni concetti di massima per intraprendere un lungo viaggio verso un approccio differente agli allenamenti. In questo articolo vorrei farvi riflettere su un altro aspetto importante prima di entrare nel merito agli allenamenti.

Allenamento significa; creare delle condizioni fisiche per cui il nostro fisico apporti degli adattamenti o cambiamenti per sopportare i carichi di lavoro proposti durante le sedute di allenamento.

Da questo presupposto, dovremmo capire perchè il nostro fisico modifichi la propria condizione per “sopportare” gli sforzi. La risposta la possiamo trovare solamente guardando al nostro lontano passato.

Lo so incomincio a diventare noioso e ripetitivo, ma trovo questo approccio molto più proficuo in termini di resa concettuale. Acquisire questa consapevolezza ci aiuterà nel prosieguo del nostro metodo di allenamento e non solo, anche per quanto riguarda eventuali approcci alimentari.

Quindi partiamo con ordine: l’evoluzione della nostra specie è il frutto di milioni di anni di adattamenti ambientali. Potrebbe risultare anche banale, ma sembrerebbe che sia stato proprio così. Dai recenti studi di paleoantropologia moderna, si possono avere delle ipotesi abbastanza attendibili su come si siano evolute le varie specie di ominidi, per poi perfezionare quella esistente ancora oggi sul nostro pianeta.

Questa capacità di adattamento, non esclusiva della nostra specie, ci permette di adottare delle strategie di allenamento interessanti, ma sopratutto indirizzate alle varie specialità sportive, nel nostro caso di endurance trail, si andrà a lavorare sui vari distretti del corpo in maniera più naturale possibile, rispettando quelle che sono le caratteristiche evolutive.

Quali sono queste caratteristiche evolutive ? Osservando la nostra struttura fisica, possiamo notare alcune peculiarità interessanti che possono farci riflettere sulla tipologia dei lavori che dovremmo eseguire:

  • Sudorazione: nessuno di noi bada molto a questo aspetto, in quanto si da per scontato che il nostro fisico, se supera una certa temperatura, incominci a produrre delle goccioline d’acqua intrise di sale, permettendo un rapido e costante raffreddamento. E fin qui tutto normale. Ma quando ci chiediamo veramente perché tutto ciò accade, molti non sanno rispondere, ed anche in questo caso il nostro passato ci viene in aiuto. Ad un certo punto della nostra storia evolutiva, rispetto ai cambiamenti ambientali e di conseguenza nutrizionali, i nostri predecessori, in un processo evolutivo durato diversi milioni di anni, hanno incominciato a perdere il pelo (così definite scimmie nude) per aver una migliore termoregolazione, rispetto ad altre specie animali. Questo perché ? Su un ipotesi abbastanza accreditata, tale processo si è avviato per raffinare una tecnica di caccia così chiamata di persistenza. L’uomo non avendo capacità di rapidità e scatto, ma prevalentemente di resistenza, la sfruttatava  per portare allo sfinimento sia termico che muscolare le prede, ricoperte da pelliccia, e quindi non dotate di un sistema fisiologico di raffreddamento, subivano colpi di calore che non permettevano il proseguo della fuga e si lasciavano predare [video] . Questo importante adattamento ha permesso la nostra specie di proseguire attraverso i secoli fino alla transizione neolitica. Ovviamente, anche l’uomo avendo dei limiti fisici, ma sfruttando doti cognitive importanti, sapeva ottimizzare al meglio tale caratteristica, un pò come facciamo noi quando ci vogliamo preparare ad una gara.
  • Andatura bipede: palesemente per spostarci, utilizziamo prevalentemente gli arti inferiori, tranne per arrampicarci facendoci aiutare dalle mani e dalle braccia. Ed anche in questo caso non notate nulla di strano? Anche questo aspetto, cioè il fatto di ergersi su due gambe è un aspetto evolutivo molto importante ! Liberando gli arti superiori, la nostra specie ha imparato ad utilizzarli per altri scopi come, lanciare, trasportare e manipolare manufatti ect… tutto qui ? Assolutamente no ! Il fatto di aver sviluppato un andatura bipede, il nostro fisico, rispetto ai quadrupedi, ha evoluto una capacità di respirazione più efficiente, sopratutto durante la corsa. Prendiamo da esempio un ghepardo in azione predatoria… velocissimo rapidissimo, ma la sua azione dura pochi istanti, per due fattori; primo per la famosa termoregolazione, secondo per la respirazione ! Essendo quadrupede e non dotato di addominali, le sue viscere durante una fase della corsa compiono dei movimenti oscillatori comprimendo i polmoni conseguentemente riducendo la capacità respiratoria, quindi costretto a predare in maniera fulminea, con soste frequenti, mentre l’uomo essendo appunto in stazione eretta, questo problema non si pone. Ci avevate mai riflettuto ? Rispetto al giaguaro preso d’esempio, abbiamo tecniche di caccia differenti, ma con finalità identiche, cioè predare per il sostentamento.

Adattamenti importanti, che hanno permesso alla nostra linea evolutiva di transitare attraverso i secoli. Questi concetti dovranno essere di spunto per i vostri allenamenti e per i prossimi articoli che seguiranno sull’allenamento di endurance trail !

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