Peso: 337gr

Differenziale tacco punta : 27 mm al tallone, 17 all’avampiede

Correva l’anno 2009, quando comprai la mia seconda scarpa da trail, una Brooks Cascadia 2, e così commentavo allora

“E’ una scarpa molto leggera, forse troppo per le mie prestazioni su sterrato. Per questo ho sostituito le solette con un paio di solette Ironman. Giusto per avere una protezione in più, visto che, sullo sterrato, con scarpe trail di tipo racing come lo sono le Asics Gel Attack dopo una ventina di km i piedi iniziano a soffrire le asperità in appoggio. ”

Ho un bel ricordo di quelle Cascadia verdi a pois, avevano un look così stravagante! Era l’epoca in cui venivano usati pezzi di pellaccia per irrobustire la tomaia, ed il segno delle cuciture davano un tocco di sincera rudezza, quella che ti aspettavi da un mezzo adatto ad affrontare l’avventura.

Era l’epoca in cui le scarpe da training le potevo comprare solo su internet, che se chiedevi ai negozianti, ti rispondevano scarpe da che? “trail? Che roba è?”

In tutti questi anni la  Cascadia si è evoluta; io pure.

Da li a poco le nostre strade si sarebbero divise, avevamo un diverso stile, poco compatibile. Ci siamo re-incontrati di nuovo, nel corso degli anni, abbiamo percorso qualche km insieme, per metterci alla prova. Anche recentemente. “Incontri” di cui non ho mai scritto perché non hanno lasciato traccia significativa in me, solo pessime impressioni.

E così, quando mi è arrivato il pacco a casa, ed ho aperto la confezione, non sono stato tanto felice di vedere che conteneva la Cascadia 13…

Io amo le Brooks Puregrit, mi sarebbe piaciuto provare le Caldera (scarpa ammortizzante, con drop 4mm) o le Mazama (scarpa per velocità, con drop 6mm) .

E invece arrivano le classiche Cascadia, una scarpa con drop di 10mm….

Brooks Cascadia 13

Stiamo parlando di differenze di pochi mm, lo so. Eppure quei pochi mm possono incidere sullo stile della corsa. E considerando che in quel periodo stavo provando scarpe con drop zero o al massimo drop 4mm, significava dover “ricalibrare” tutto il modo di correre e subirne anche le conseguenze, perché correre con una diversa postura significa utilizzare i muscoli diversamente, e poter rischiare di accusare dolorini ai glutei e ai lombari … cosa che matematicamente è successa! ma va anche bene così, prendiamola dal verso giusto: ogni tanto bisogna stimolare diversamente il corpo!

E così, appena indossate, alla prima uscita… quanti improperi!

In pochi km ho sbattuto più volte il puntale contro sassi, e perso l’equilibrio in appoggio rischiando la caviglia, e finendo alla fine miseramente col culo per terra…

Colpa mia, colpa mia! Ho preteso di correre con le Brooks Cascadia 13 come correvo nei giorni prima su quegli stessi sentieri con scarpe come le Hoka Torrent o le Inov-8 Terraultra… scarpe con le quali si può affrontare le discese con stile allegro e/o aggressivo, molto acrobatico e divertente. Cosa che faccio anche le Brooks Puregrit, o che magari avrei potuto fare con le Mazama. Ma che non si può fare con le Cascadia.

Quindi, dopo un bel bagno di umiltà, il giorno dopo ho rimesso ai piedi queste scarpe, ed ho ricominciato tutto “da zero”: ho anche indossato uno zaino da 10L sulle spalle, bello carico, per simulare le condizioni tipiche di utilizzo per una scarpa adatta ad affrontare lunghe distanze, ed ho iniziato a correre con calma, molta calma, su un percorso collinare di tratturi con dolci saliscendi, ed addentrandomi poi in piacevoli faggete sui percorsi argillosi da mountain-bike.

Ho cercato di entrare in sintonia con la scarpa, di non pretendere da lei di assecondare il mio stile. Adottando un passo corto. Un passo rullato, naturalmente.

Ed è così che è venuta fuori l’anima di questa scarpa: scarpa comoda e protettiva, grande ammortizzatrice nel momento di impatto del tallone.

Un ammortizzazione come non ho sentito in altre scarpe. Appoggi il tallone e senti il movimento rallentato di compressione della gomma BioMoGo DNA sotto il peso del passo; compressione che non dà alcun “rinculo” verso le ginocchia, ma che indirizza la forza scaricata verso il grande pivot inserito nell’intersuola; da dove si sente una spinta ascendente, pendolare, che raggiunge un picco e poi ridiscende verso la zona dell’arco del piede, dove quel momento precedente di disallineamento del passo (dovuto alla “copiatura” del fondo dissestato ) viene ri-canalizzato, e la rullata scorre stabile fino al pivot successivo.

Ed ecco che nel punto del pivot anteriore, avviene un altra dinamica:  si sente  il momento di spinta venir anticipato rispetto alla forza impressa, quasi lanciato; cosa che si percepisce molto bene nei tratti in salita, e che rende più facile affrontare correndo percorsi con lievi pendenze.

Questo è il “super potere” del Pivot Post System della Cascadia.

Brooks Cascadia 13

Una scarpa che risulta confortevole da indossare, col piede che siede su un ulteriore strato di BioMoGo con cui è fatta la soletta interna; una scarpa che in questa versione sembra avere anche un pò di spazio in più per le dita dei piedi, con un puntale compatto che non schiaccia l’alluce, e  rivestito con uno strato protettivo di gomma esteso ed efficace, ma anche flessibile e che non intralcia i movimenti della torsione, schiacciando le dita.

La  tomaia  veste comoda sul piede, e risulta ben fasciante specialmente nella zona mediale, senza lasciare sensazione di poco sostegno, rinforzata sia dalla presenza di uno strato di gomma perimetrale che si allunga dal puntale; sia dalla presenza della struttura a semi-calzino che ingloba la linguetta; occorre però di far passare i lacci anche dentro all’ultimo occhiello per stringere meglio il collarino sulla caviglia e far risultare più stabile il contrafforte tallonare, la cui conchiglia di rinforzo interna è flessibile, rendendo così più sicuro il passo durante le discese.

Discese che vanno affrontate non con aggressività, non di punta, ma con passo corto e quasi prudente, come scendendo le scale, atterrando con appoggio di zona mesopiede o tallone, per usufruire dell’ammortizzazione dell’intersuola, minore in zona avampiede, vuoi per il minor spessore, vuoi per la presenza di un piastra protettiva, che fa bene il suo dovere, ma irrigidisce un pò la zona, rendendola meno reattiva e agile.

Suola Brooks Cascadia 13
La suola della Brooks Cascadia 13 è adatta per affrontare tutti i tipi di fondo
Considerazioni finali

Una scarpa adatta a tutti i tipi di trailrunner, che non abbiano pretese di sprinter, con la quale affrontare lunghe e lunghissime distanze su fondi sia compatti o ben dissestati, con una suola che si dimostra efficace in quasi tutte le situazioni, stando ben attenti ad appoggiare su lastricati bagnati,  come si scendesse le scale, non forzando in fase di spinta, ma andando leggeri, per non perdere grip.

 

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Edo84
Ospite
Edo84
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Wow! uso le Cascadia 13 da un paio di mesi, le ho prese perchè mi piacevano e le sentivo molto bene al piede, in negozio; mi ci trovo bene anche sui sentieri, ma solo dopo aver letto la recensione, tornando poi a correre, mi sono accorto di queste cose che descrivi. Grazie

Maria B.
Ospite
Maria B.
Valutazione :
     

Mi fa piacere leggere il tuo recensione. Anch’io ho usato le Cascadia come prime scarpe da trail anni fa, e di recente mi hanno incuriosite di nuovo, cercando di capire l’evoluzione. Potrebbe essere l’ora di riprovarle…