Il Ferrino Dry Run 12 è un interessante zaino da trailrunning costruito con tecnologia Outdry, tessuto che, se da un parte ne aumenta il peso (circa 500gr),  dall’altra gli consente di essere totalmente impermeabile, cosa molto utile se si considera di intraprendere un raid su lunghe distanze con meteo instabile, tendende al piovoso.

Ferrino Dry Run 12 in tessuto impermeabile Outdry e tessuti mesh traspiranti e drenanti
Il Ferrino Dry Run 12, oltre ad essere costruito con tessuto Outdry, ha parti in tessuto mesh molto traspiranti e che drenano facilmente umidità
Struttura zaino

La struttura della sacca del Ferrino Dry Run 12 è quella tipica di una drybag, con chiusura “roll top” , ed è fornita di stringe laterali e di una stringa superiore per comprimerla a seconda del carico stipato.

Sono riuscito a metterci dentro la tenda Ferrino Sintesi 1, il materassino Klymit Inertia X-Frame, la giacca in Primaloft Ferrino Saguaro ed il Bivvy Bag Escape Sol.

Al cinturino ho agganciato un kit mini-pack Highlander First Aid e un altro pouch di quelli da fotocamera portatile, dove ho stipato due headlamp Black Diamond (Cosmo e Spotlite) e le pile di ricambio.

Sulla superficie esterna posteriore è aggiunta un tasca “marsupio” in tessuto espandibile, molto capiente, con doppia apertura superiore,  dove si possono mettere i bastoni da trekking, una giacca antipioggia (ci ho messo una Patagonia StormRacer).

Questa tasca  si può usare  per infilarci  di traverso una giacca antipioggia e/o termica, qualora non serva e si voglia farla asciugare durante il tragitto.

Anche le tasche zippate laterali sul cinturino, tipiche di zaino da trekking, sono molto capienti: ci ho messo sei barrette energetiche (ognuna da 55gr, per un totale di 2100kcal) in ognuna, oppure  una giacca minimalista, tipo la Patagonia Houdini.

Tra la sacca e lo schienale è ricavato il vano – accessibile tramite apertura a velcro – per la riserva idrica

Non usando la riserva idrica, l’ho utilizzato per metterci  un pantalone tight di ricambio ed un paio di calze in Polartec, per avere un ricambio notturno.

Vestibilità

Nel vano ci sono anche gli attacchi tramite i quali si può regolare la lunghezza degli spallacci, secondo le misure di taglia S/M/L.

Questa opzione è molto comoda, perchè permette di regolare la posizione sul torso a seconda non solo della dimensione dell’utilizzatore, ma anche a quelle che sono le esigenze dovute al carico portato, ed al tipo di “marcia” da adottare.

Io sono taglia L, ma dovendo caricarlo ben bene, ed usarlo in modalità di corsa lenta, ho preferito settare la lunghezza degli spallacci su taglia M,  e poi ho tirato bene i lacci di regolazione che collegano gli spallacci alla sacca, che così stringono solo intorno al torace.

In questa maniera la sacca rimane più in alto sulla schiena,  si evita di caricare sulla zona lombare e di essere coinvolta nei movimenti del bacino.

Anche il cinturino resta più in alto sul busto, sopra l’ombelico.

In questo modo lo zaino, posizionato più in alto sul tronco, risulta più stabile durante la corsa, anche se l’ho sentito scaricare maggiormente il peso sugli spallacci e sulla spalle, che non adottando la regolazione degli spallacci su taglia L.

Gli spallacci del Ferrino Dry Run 12 sono ampi e comodi da portare
Gli spallacci dello zaino Ferrino Dry Run 12 hanno un ampia superficie di contatto, scaricano ottimamente il peso
Lo schienale

Lo schienale, privo di struttura rigida di sostegno o di imbottiture, con la sua ridotta superficie in larghezza, si conforma ottimamente alle forme della schiena.

Il tessuto assorbe l’umidità e si asciuga rapidamente. Soprattutto non si impregna di acqua in caso di pioggia.

Ferrini Dry Run 12 ha uno schienale stretto e non tanto lungo
Lo schienale del Ferrino Dry Run 12 si conforma alla schiena e rimane molto stabile anche a pieno carico.
Gli Spallacci

Gli spallacci del Ferrino Dry Run 12, seppur privi di imbottitura, ma con ampia superficie di contatto, scaricano ottimamente il carico sulle clavicole e sul petto, e molto comode.

Hanno due tasche in tessuto espandibile dove mettere borracce da 5000ml, è su una di esse è presente un ulteriore vano, anche questo in tessuto espandibile, molto capiente: ci sta bene un Garmin GPS Map, se non vi piace agganciarlo ai lacci pettorali o al cinturino.

I lacci di regolazione tra gli spallacci possono essere posizionati su diverse posizioni facendoli scorrere sui “binari” posti al bordo delle sacche porta borraccia.

Il tessuto con cui sono fatti gli spallacci e lo schienale è molto morbido, ma allo stesso tempo resistente, e traspirante. Si bagnano ma non si inzuppano d’acqua. Penso proprio che la mancanza di imbottiture in questo zaino sia voluta proprio in prospettiva di un uso in condizioni di bagnato!

Considerazioni finali

Beh, forse ho esagerato anche nell’usarlo a pieno carico, ma era mio intento porte il Ferrino Dry Run 12 al limite, perché considero questo zaino uno strumento molto utile se si intende affrontare gare e situazioni al limite.

In tale senso , mentre ero sui sentieri, ho pensato non solo ad una corsa come il Tor Des Geants o la PTL, ma a qualcosa tipo Ultra Trail della Bora, o ancor di più alla Grande Corsa Bianca, 170km in ambiente nevoso.

Così quando sono tornato a casa ho svuotato lo zaino e ci ho messo dentro il solito telo termico, il sacco a pelo Ferrino Nightec Lite Pro 600, i Pantaloni Ferrino Crevacol (nel regolamento della GCB dice “copri pantaloni imbottiti”, non so se poi questi siano tanto adatti…), la pala e la sonda l’ho piazzati all’esterno nei porta bastoni, le due headlamp con pile nel pouch al cinturino, solite barrette nei taschini laterali, e due softflask CamelBak Quick Stow Chill, et voilà, pronto per partire! Caso mai….

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