Perfezionare un allenamento adatto all’endurance e non solo, bisogna prima capire come funzioniamo e quali sono meccanismi del movimento e di come si completano fra di loro.

Quando nasciamo ereditiamo il nostro pacchetto genetico, con tutti i suoi pregi e difetti. Nel corso della nostra vita, in base all’ambiente in cui viviamo ed agli stili di vita, avvengono dei continui cambiamenti, come evidenziato nel primo articolo.

Questa metamorfosi in parte possiamo domarla, non resteremo giovani per sempre, ma possiamo perlomeno rendere il nostro invecchiamento il meno invalidante possibile. Come? Semplice dobbiamo dare al nostro fisico ciò che gli occorre quindi MOVIMENTO – NUTRIENTI.

Quando nasciamo compiamo dei movimenti che nessuno insegna come eseguirli, dallo sgambettare nel seggiolone all’afferrare oggetti e successivamente, gattonare, rotolare eppoi, con un po’ di barcollamento, anche camminare e nel proseguo dei primi anni della nostra esistenza anche, ma soprattutto, correre! E già… perché questo schema motorio l’abbiamo ereditato è nel nostro DNA di sapiens, perché l’abbiamo fatto per milioni di anni.

Questo fantastico metodo di spostamento è il prodotto da una serie di muscoli ossa e tendini in connessione fra di loro. Adesso andremo ad analizzare solo una parte di questo complesso sistema locomotore.

Il nostro corpo è suddiviso in distretti, ognuno dei quali viene comandato dal sistema nervoso centrale come una macchina funzionante con leve e cavi, alimentata ad elettricità e non solo. Partiamo con ordine:

  • tronco o busto
  • arti: due inferiori e due superiori

Gli arti inferiori che ci interessano maggiormente rispetto alla nostra capacità di spostamento anch’essa viene suddivisa nel seguente modo:

  • coscia: è la parte dell’arto inferiore compresa fra l’anca e il ginocchio
  • gamba è la parte dell’arto inferiore compresa da ginocchio alla caviglia
  • piede è la parte terminale dell’arto inferiore

Il nostro corpo si muove liberamente nello spazio che lo circonda con ampia capacità di movimento. Tali movimenti seguono delle linee immaginarie definite come segue:

  • piano sagittale o mediale: è il piano di simmetria che divide il corpo nella parte destra e sinistra;
  • piano coronale o frontale: è il piano verticale perpendicolare a quello sagittale passante per il baricentro del corpo;
  • piano assiale o traverso: è il piano orizzontale passante per il baricentro del corpo.

Sempre in riferimento agli arti inferiori sono composti da un complesso sistema di ossa muscoli cartilagini così suddiviso:

OSSA

  • bacino
  • femore
  • rotula
  • tibia
  • perone
  • caviglia
  • 26 ossa del piede

MUSCOLI: COSCIA ANTERIORE

  • sartorio: consente la flessione, l’abduzione e la rotazione laterale dell’anca
  • pettineo: permette l’adduzione e la flessione dell’articolazione dell’anca
  • quadricipite: consente l’estensione della gamba in direzione del ginocchio e la flessione dell’anca.
  • ileo-psoas: supporta la flessione e la rotazione laterale dell’anca

MUSCOLI: COSCIA MEDIALE

  • gracile: consente l’adduzione della coscia e la flessione della gamba.
  • otturatore esterno: consente la rotazione laterale della coscia.
  • adduttore breve consente l’adduzione della gamba
  • adduttore lungo permette l’adduzione e la rotazione mediale della coscia.
  • grande adduttore consente l’adduzione della coscia.

MUSCOLI: COSCIA POSTERIORE

  • Bicipite femorale: consente la flessione del ginocchio e l’estensione e la rotazione laterale della gamba, rispetto ad anca e ginocchio.
  • Semi tendinoso: permette la flessione della gamba e l’estensione della coscia in direzione dell’anca. Inoltre, consente la rotazione mediale della coscia rispetto all’anca e la rotazione mediale della gamba rispetto al ginocchio.
  • Semimembranoso: consente la flessione della gamba e l’estensione della coscia rispetto all’anca. Inoltre, permette la rotazione mediale della coscia rispetto all’anca e la rotazione mediale della gamba rispetto al ginocchio.

MUSCOLI: GAMBA

I muscoli della gamba sono 13

  • Muscoli estensori: estensore dell’alluce, estensore delle dita del piede
  • Muscoli flessori: gastrocnemio (o gemelli), soleo, popliteo, flessore dell’alluce, flessore delle dita dei piedi.
  • Muscoli adduttori: tibiale anteriore, tibiale posteriore
  • Muscoli abduttori: peroneo anteriore, peroneo lungo e breve

Tralasciando l’anatomia del piede, dove farò un post ad hoc, potete notare la complessità della degli arti inferiori, evoluti per seguire un solo schema motorio ben preciso. Tutto ciò che allontana o non permette una corretta funzionalità, probabilmente, è la maggior causa degli infortuni ai corridori. Non solo, anche se venisse applicato uno schema motorio perfetto, gli allenamenti troppo intensivi e prolungati nel tempo, possono alla lunga causare patologie parzialmente e temporaneamente invalidanti. Quindi, se si rispettano semplici regole di allenamento e recupero, tale complesso sistema motorio ci accompagnerà per tutta la nostra vita!

Grazie per l’attenzione, alla prossimo articolo tratteremo un argomento molto complesso; “i nostri piedi” !

Foto in evidenza di Roberto Roux, tratta dal Tor des Geants 2018, che ringraziamo!

Fonti: https://www.my-personaltrainer.it/fisiologia.htm

 

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