In questo articolo vogliamo analizzare le scarpe da trail running in Gore-Tex, modelli considerati prettamente adattti all’uso invernale per la presenza di questa membrana protettiva.

Cos’è il Gore-tex?

Il Gore-tex è un tessuto sintetico a “membrana” che viene accoppiato  agli strati tessili di un capo d’abbigliamento o di una scarpa.
Il risultato dell’applicazione del Goretex sarà un tessuto a sandwich composto dal tessuto interno, la membrana, ed il tessuto esterno.

Perchè si usa il Gore-tex?

Il Gore-tex è una membrana,  costituita da teflon, polimero a base di fluoro, materiale che, una volta espanso termomeccanicamente, diventa politetrafluoroetilene espanso (ePTFE) la cui caratteristica principale è la porosità: ogni pollice quadrato di membrana presenta circa 9miliardi di microscopici fori, talmente piccoli da risultare impermeabili alle molecole d’acqua ( i pori son 20mila volte più piccoli di una goccia di pioggia), ma abbastanza grandi da far passare il vapore acqueo prodotto dal corpo, che così si disperde all’esterno.

La membrana è quindi impermeabile e traspirante.

Inoltre i pori sono anche poco permeabili all’aria, la membrana protegge dal vento.

Un altra importante caratteristica della membrana Gore-tex è quella di avere ottima resistenza all’usura, e di essere leggera.

Tutte queste ottime caratteristiche vengono compromesse o del tutto annullate se la procedura di accoppiamento al tessuto del capo di abbigliamento non rispettano specifice procedure.

Inoltre, le caratteristiche stesse degli strati esterni ed esterni possono influenzare le performance della membrana in Gore-tex.

Perchè le scarpe da trail running in Gore-tex?

Le scarpe da trail running in Gore-tes sono quindi fatte per  proteggere il piede da agenti esterni che possono bagnarlo (acqua, sia sotto forma di pioggia, che di pozza, che neve) e, conseguentemente, raffreddarlo. Rendendo scomodo e pericoloso il correre.

Il Gore-tex “mantiene asciutti“, dice lo slogan.

 

“Perchè No” le scarpe da trail running in Gore-tex?

Anni fa denigravo le calzature da trailrunning in Gore-tex.
Sul pregiudizio che un tessuto impermeabile non fosse abbastanza traspirante, rendendo così la scarpa molto più calda del necessario, scomoda da indossare, scomoda per correrci.
Inoltre, pensavo – ed era vero, anni fa – che con l’aggiunta della membrana in Gore-tex, le scarpe diventavano più pesanti delle corrispettive scarpe in tessuto mesh. Più robuste, è vero. Ma anche più rigide. Rendendola così più scomoda durate corsa.
Inoltre, pensavo che il Gore-tex, per quanto riparasse dalle inflitrazioni di umidità ambientali, non poteva impedire all’acqua piovana di “scivolare” all’interno dalla gamba stessa; ed una volta entrata, era più difficile il drenaggio dell’acqua imbarcata, rispetto ai tessuti mesh convenzionali.

Tutti questi mie pregiudizi, non erano soltanto miei: bastava leggere post sui forum sull’argomento, e tutti concordavano con queste idee. Ed erano persone più esperte di me. Per cui non ero tanto propenso a dubitare

Eppure, nonostante tutto,  i costruttori producevano modelli in Gore-tex.

“Perchè SI” le scarpe da trail running in Gore-tex

Potevo capire l’efficienza del Gore-tex negli scarponi da trekking, con la cavigliera alta, magari sotto i pantaloni, impermeabili pure questi.

Ma le scarpe da trailrunning?

Adesso tutti i Brand hanno modelli delle loro collezioni anche in versione Gore-tex.
Possibile sia solo una questione di marketing, solo un altro modo per aumentare i profitti?
Non credo.

Indubbiamente nei paesi nordici, dove i sentieri, le strade dei parchi, i marciapiedi, possono essere ricoperti di neve per lunghi periodi, una scarpa da trailrunning in Gore-tex offre un ottima protezione contro le inflitrazioni dovute alla parziale immersione del piede nello strato nevoso.
Anche sui sentieri delle nostre montagne, indubbiamente, quando c’è neve.

Ma per il resto, servono a qualcosa? Si possono usare anche quando non c’è neve?

I test

E così ho chiesto a diversi produttori di inviarmi un loro modello di scarpa da trialrunning in Gore-tex, per sfatare i tre pregiudizi su questo tipo di scarpa. Sottoponendoli a tre test per valutarne le caratteristiche di SATURAZIONE, DRENAGGIO e RISCALDAMENTO.

E’ vero, in generale le scarpe in Gore-tex sono più pesanti delle rispettive versioni in Mesh, perchè l’aggiunta di una membrana intermedia appesantisce la tomaia. Si tratta di un aumento di almeno un 20% del peso. Tuttavia, questo non impedisce la corsa, considerato le capacità propulsive dei moderni composti per l’intersuola. E di sicuro non ci rimette la comodità di calzata, la tomaia non è irrigidita. Anzi, nella Saucony Peregrine 8 GTX si sta anche meglio che nella versione normale!

 

Le scarpe del Test

 

Questi sono i sei modelli di scarpe da trailrunning in Gore-tex che ho sottoposto  a diversi test, non tanto per trovare quale sia la migliore, ma solo per vedere se quei pregiudizi sono veri, e se certi risultati sono solo casuali.

Sei modelli, che elenco in ordine alfabetico, inverso, giusto per essere un po anticonformisti, come nello spirito di questi test.

Scott Kinabalu GTX  Recensione
Peso: 340gr – Altezza tallone-avampiede: 29-21mm
Scarpa Neutron 2 GTX  Recensione
Scarpa Neutron 2 in Gore-Tex nera e verde fluo
Peso: 374gr – Altezza tallone-avampiede: 27-21mm
Saucony Peregrine 8 GTX  Recensione
Saucony Peregrine 8 GTX color nero e blu
Peso: 349gr – Aaltezza tallone-avampiede: 25-21mm
New Balance Summit K.O.M GTX   Recensione
New Balance Summit Kom color nero e argento
Peso: 356gr – Aaltezza tallone-avampiede: 24-16mm
Merrell Agility Peak Flex 2 GTX  Recensione
Merrel Agility PEak Flex colore blue
Peso: 311gr – Altezza tallone-avampiede: 31-25mm
LaSportiva Lycan GTX  Recensione
La Sportiva Lycan in Gore-tex Nera e Gialla
Peso: 374gr – Altezza tallone-avampiede: 25-19mm
Adidas Terrex CMTK GTX  Recensione
Adidas Terrex CMKT in Gore-tex, nera
Peso: 341gr – Altezza tallone-avampiede: 31-25mm

I TEST

Saturazione

Sarebbe stato bello poter usufruire di un tapis roulant messo sotto una doccia, in modo da avere una situazione ambientali con fattori costanti per avere una misurazione scientifica del tempo in cui, correndo sotto la pioggia,  si arriva al punto in cui si sente il piede bagnato.

Magari in futuro ci riuscirò, adesso devo semplicemente basarmi su un esperienza quotidiana, in condizioni meteo variabili, con risultati che non hanno validità scientifica, ma che ci possono dare alcune indicazioni sulle capacità delle scarpe in Gore-tex di mantenere il piede asciutto sotto la pioggia.

Quindi ho corso sotto la pioggia su un percorso misto tra pista ciclabile, argine di fiume, strada bianca. Cercando di cogliere quel momento in cui si arriva a sentire il piede bagnato. Perchè  passare attraverso l’erba bagnata, o su di una pozza che fa qualche schizzo, non è il fattore che ti bagna il piede. Il problema è la pioggia, l’acqua che arriva dall’alto, che scende dentro la scarpa, dal collarino, scivolando dal resto della gamba. E che piano piano inzuppa il piede.

E così una mattina di pioggia, con pantaloncini corti e calzini corti alla caviglia, sono uscito sotto una pioggia che il meteo indicava di 1,8mm. Per sentirmi inzuppato ci ho messo 50minuti.

Un altra mattina, con pantalonci corti e calzini lunghi al ginocchio, sono uscito sotto una pioggia che il meteo indicava  di 1,2mm. Per sentirmi inzuppato ci ho messo 30minuti.

Stesso percorso,  stessa scarpa, stesso calzino. Com’è possibile?

Semplice: correndo, il movimento stesso della gamba “scrolla” la pioggia dalla gamba nuda. Il calzino lungo alla ginocchia, invece, si impregna d’acqua piovana, e poi questa scivola giù lungo la gamba, fin dentro la scarpa!

Così, successivamente, ho riprovato a correre con due calzini diversi, uno lungo al ginocchio, l’altro poco sopra la caviglia. Situazioni di pioggia meno intense, ma stesso risultato: calzino corto, più tempo per sentire bagnato il piede.

Il problema non è la scarpa, non è l’acqua che entra dal collarino: è l’acqua che entra nel calzino!

Allora ho pensato se fosse possibile ridurre, o meglio, aumentare il tempo di  saturazione del calzino. Con una ghetta impermeabile? troppo semplice. Nono, qualcosa di più “quotidiano”, di più semplice. La vera tecnologia non è aggiungere, ma diminuire, rendere più semplice…

Andare senza calzino! ok, io ci riesco. La mia esperienza di corridore barefoot style, anche proprio barefoot, me lo rende facile: ho corso con i sandali sotto la grandine…

No, serve una soluzione “comune”.

Un calzino impermeabile! Esistono, ma non ne ho trovati nei negozi di articoli running della zona. In assenza,  alla fine mi rendo conto che la soluzione semplice la stavo indossando: lana merino!

No, veramente non è una soluzione. La lana merino non è  na fibra wateproof, ma è una fibra igroscopica: assorbe umidità senza sembrare bagnata. Ed ha una certa capacità idrorepellente. Permette quindi di assorbire più lentamente l’acqua piovana, e di rendere comunque l’esperienza del bangato meno fastidiosa.

Quindi ho provato a correre con calzino in lana della Injinji ad un piede, e della Bandavej all’altro, ed i tempi di saturazione si sono allungati al punto che il mio percorso di un’ora, sotto pioggia di 1,2mm,  non è bastato per raggiungere il punto di sentire i piedi bagnati.

Un altro test per verificare la tenuta contro l’acqua delle scarpe da trail running in Gore-tex è stato quello di correre sui prati bagnati sulle sponde del fiume. Questo novembre è stato caldo, e l’erba era molto alta, arrivava fino alla ginocchia.

Così sono passato attraverso questi prati erbosi alle prime ore del mattino, quando l’erba è bella carica di umidità, indossando ad un piede una scarpa in normale mesh, nell’altro una scarpa  in Gore-tex.

Ed ho ripetuto questa prova cambiando diversi modelli di scarpe da trail running in Gore-tex Vs scarpe da trail running in mesh.

Dopo nemmeno un centinaio di metri, la scarpa in mesh era completamente bagnata, e l’umidità si sentiva sul piede. Dall’altra parte, ginocchia, stinco erano comletamente bagnati, sulla superficie della scarpa in Gore-tex si notava la presenza di gocce di acqua, ma il piede era bell’asciutto.

 

Drenaggio

Dice che quando la scarpe da trail running in Gore-tex si carichino d’acqua, questa non va più via.

Ho elaborato così un test molto semplice. Beh, magari disponendo di sensori di umidità o non so cos’altro, si poteva fare una misurazione scientifica…  Ma l’unico metodo disponibile di registrazione è stato quello… sensoriale: il mio piede nudo.

Per cui sono andato al fiume vicino, ho immerso le scarpe nell’acqua, aspettando che si riempissero bene, cosa che si capisce quando dal collarino della scarpa finiscono di uscire le bollicine d’aria. Poi sono uscito ed ho iniziato a correre per sentire dopo quanto tempo la scarpa  – in normale mesh od in Gore-tex – si sarebbe liberata dell’acqua imbarcata, ovvero quando non sentivo più il piede sguazzare nell’acqua, perchè comunque la tomaia resta impregnata d’acqua.

Quindi, le scarpe da trail running Gore-tex ci mettono di più a riempirsi d’acqua, e, nello scontro diretto dello stesso modello, ci mettono un po di più a liberarsi dell’acqua in eccesso. Ho sentito l’acqua restare sotto la suoletta interna: penso che la conformazione e il materiale della suoletta possa determinare questa situazione, tant’è che giorni dopo, sono andato a correre con le scarpe Peregrine 8 in Gore-tex, e quando ho trovato un piccolo ruscello, ho avuto l’idea di  immergermi togliendo la suoletta  interna, ed  il problema dell’acqua stagnante  non si è verificato.

La soletta interna della Scarpa Neutron 2 ha la parte anteriore – dove tende a stagnare l’acqua – traforata ed in un materiale spugnoso, non plastico, che migliora il confort in presenza di questo fenomeno, migliorando l’espulsione dell’acqua stagnante.

Suoletta interna della New Balance Summit Ko, Peregrine 8 e SCarpa Neutron 2

 

 

Riscaldamento

Un altra leggenda sulle scarpe da trail running in Gore-Tex è: “Eh, ma il Gore-Tex riscalda!”

Per citare un saggio “Ma che hanno il termometro ai piedi?!?”

Ed allora ho preso un termometro laser, ed ho misurato la temperatura del piede dopo 10minuti e dopo 20 minuti aver indossato scarpe da trail in mesh e scarpe da trail in Gore-tex. Da tenere presente che la temperatura registrata poteva aumentare/diminuire di 0.2°C nei momenti della misurazione, ho comunque voluto stare largo e pubblicare le foto scattate che testimoniano il momento di temperatura massima registrato.

Partendo ogni volta da una temperatura  di circa 28,5°C  circa del piede senza scarpa, questi sotto sono i dati registrati.

Le due scarpe in mesh hanno registrato la minore e la maggior temperatura di surriscaldamento. Le temperature delle scarpe da trail running in Gore-tex sono variate di pochi decimi di grado all’interno di quei due estremi.

Poi, il test successivo, era misurare il surriscaldamento raggiunto durante la corsa.

In questo caso ho corso in garage, su tapis roulant, per venti minuti con inclinazione 9 e velocità 9. Ho ricevuto tutte conferme da quanto verificato da fermo, e la verifica migliore è stata il confronto diretto tra una versione in Gore-tex ed una in mesh dello stesso modello, le Saucony Peregrine, con le quali ho corso, una per piede: dopo 20minuti di corsa, in entrambe c’è stato lo stesso incremento di temperatura!

E con questo penso si possa dire sfatato il mito del surriscaldamento delle scarpe da trail running in Gore-tex!

 

Le mgiliori scarpe da trail running in Gore-Tex

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