Allenati poco per andare più forte!

Può sembrare strano ma è proprio così… chi si allena meno ha migliori performance!

Per arrivare a questo ragionamento ho fatto, negli articoli precedenti, delle premesse abbastanza chiare, cioè che nonostante la tecnologia moderna e le conoscenze mediche, il nostro organismo è semplicemente, se così si può affermare, un prodotto evolutivo che non sopporta gli stili di vita moderni, né tanto meno dinamiche di allenamento intensivo, specchio dei nostri tempi.

Il tutto e subito in natura non esiste, come pure il fatto d’incrementare le sedute di allenamento pensando che un maggiore volume di lavoro possa portare migliori risultati o benefici, in parte potrebbe essere anche vero, ma prima bisogna aver seguito un periodo di adattamento abbastanza lungo.

Alcuni atleti di punta i risultati li ottengono apparentemente grazie ad un importante mole di lavoro, ma si pensa che questo sia il presupposto applicabile a tutti. Se fosse così gli atleti che potrebbero ambire a risultati importanti, anche olimpici, sarebbero moltissimi, invece non è così.

Cosa c’è di sbagliato?  Semplice, non vengono rispettati i principi evolutivi negli allenamenti. Un atleta papabile per le olimpiadi, dovrebbe rispondere alla sua natura di sapiens, cioè mangiare cibo specie specifico, condurre una vita tranquilla e rilassata alternata a sedute di allenamenti molto intensi ma distribuite in un tempo più ampio (alternanza di allenamento e riposo). Un’altra banalità? Forse, ma da quello che si vede in giro non direi proprio.

Altro fattore da tenere in considerazione è quello che gli atleti di élite possono esprimere la loro massima performance in pochissime occasioni che durano, nel corso della loro vita, per un brevissimo periodo, mentre sappiamo che la vita media di un essere umano fortunatamente è ben più longeva. Questo è solo per farvi riflettere che dopo gli allori sportivi si dovrà, prima o poi, rientrare nella vita “normale” con lavoro famiglia e tutte le consuete abitudini.

Quindi osservando i grandi campioni del passato, oggi sono irriconoscibili, ma non per via dell’avanzamento dell’età ma del completo abbandono della attività sportiva abbracciando stili di vita inappropriati. Un atleta dovrebbe mantenere questo status per tutta la vita accettando il fatto che le performance non saranno quelle degli allori, ma sarà sicuramente un investimento per una vecchiaia senza farmaci.

Tutti gli atleti di punta che hanno proseguito la propria attività agonistica, magari ad un tono minore rispetto prima, godono di ottima salute. Vorrei stuzzicarvi nel produrre alcuni esempi in merito la discussione !

In ultima analisi sono gli infortuni…  un ritmo di allenamenti molto intenso, senza i giusti periodi di riposo, sono la causa principale degli infortuni, ovviamente collegata ad un’alimentazione che non apporta sufficienti nutrienti per il recupero, quindi rientra perfettamente nel nostro ragionamento evolutivo.

Cosa c’è di sbagliato il mondo dello sport in generale? Semplice, quasi tutti gli allenatori e tecnici rispettano poco la fisiologia umana, non per poca formazione, ma semplicemente applicano dei protocolli di allenamento in base ad esperienze personali o evidenze che tengono di poco conto le mille sfumature umane.

Incomincerò ad introdurvi, finalmente, ad un metodo che trovo innovativo ma nello stesso tempo ancestrale.

I nostri antenati, sulla base delle ricerche e ricostruzioni paleo-antropologiche, hanno recentemente dedotto, rispetto alla linea evolutiva il più vicina alla nostra, alternanza di grandi sforzi con periodi di ozio completo, permettendo la costituzione di un fisico praticamente perfetto. Grazie ai ritrovamenti ed alle più avanzate tecnologie, si può affermare con maggiore precisione che i nostri antenati fossero dei veri atleti in perfetta salute.

E quindi, perché non partire da questo presupposto tentando di applicarlo? Quindi occorre seguire un semplice schema che nei prossimi articoli andremo a sviluppare nel dettaglio.

Partendo dal presupposto che avrai già il tuo bel da fare nella vita quotidiana e trovare il tempo da dedicare agli allenamenti non è cosa facile, il tutto si può organizzare, o meglio non organizzare ma semplicemente ascoltare le proprie necessità, con un minimo di obbiettivo .

Quindi tenetevi pronti per il prossimo passo di avvicinamento!

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