La Brooks Caldera 3 è una piacevole scoperta.

Appena indossata, ho avuto buone sensazioni, trovandola comoda, sia sul piede, che sotto, nel contatto col fondo.

L’ho portata a “rodare” su un percorso door-to-trail molto facile e corribile.

Mi ha sorpreso immediatamente il comportamento su asfalto, sembrava di correre con una scarpa stradale, una A3 ammortizzante, ma più leggere, più soffice, senza essere fiacca.

Il fatto che abbia un drop basso, di soli 4mm, non significa che questa sia una scarpa adatta ad un passo stile barefoot, anzi! la Caldera 3 rende meglio procedendo con passo rullato, fornendo una transizione tacco-punta molto fluida. Il crash pad ammortizza bene il momento di impatto senza infossarsi, ma anzi sostenendo bene e rilanciando armoniosamente il movimento pendolare della rullata.

La tomaia

La Brooks Caldera 3 ha tomaia fatta con un pezzo unico di tessuto mesh ben traspirante, priva di overlays strutturali se non quello protettivo posto sul puntale.
E per protettivo non è da intendersi che sia capace di proteggere le dita dei piedi, quanto proteggere la tomaia dal consumarsi, e a dare struttura alla zona avampiede.

La linguetta paralacci è provvista di alette laterali in tessuto che la collegano con la seduta della scarpa, a formare un mezzo calzino che avvolge la parte mediana del piede, contribuendo a fasciarlo.

Tuttavia la tenuta laterale della tomaia non è proprio salda, sui percorsi tecnici dove occorre un approccio più acrobatico, si sente un po mancare il contatto con la seduta. Migliora tirando molto forte i lacci, ma a quel punto si sentono premere sul collo del piede, poco protetto dalla linguetta poco imbottita. Personalmente preferisco evitare questo tipo di situazione, che mi provoca disagio, e che trovo  snaturare il carattere di questa scarpa. Ma son certo che ad altri piacerà.

Calzata

Perchè la Caldera 3 è in fondo una scarpa piacevole da indossare.  Veste comodamente sul piede, ha una zona avampiede più larga rispetto alla Cascadia 13, assomigliando molto di più alla PureGrit, con un puntale raccolto ma che non produce costrizioni intorno all’alluce o al mignolo.

Intersuola

La Brooks Caldera 3 ha un intersuola in BioMogo DNA, il cui comportamento è molto piacevole durante la corsa, ammortizzante nella zona tallone, alto da terra 28mm, ma senza essere molle, fiacca. Non ha un carattere propulsivo, ma una volta in movimento, accompagna bene uno stile di corsa fluido, un andatura veloce e spensierata. Ma non disdegna anche un passo più calmo, riflessivo.

La zona avampiede è flessibile, priva di rockplate protettivo, visto che l’intersuola – spessa 24mm – riesce a proteggere il piede dalle asperità del terreno.  Il piede è ben separato dal fondo, il che appunto ne fa una scarpa che accompagna una corsa confortevole, spensierata.

Suola

La suola è composta da delle placche di gomma Trailtack inserite sull’intersuola, che hanno tasselli poco profondi, e poco aggressivi. Sinceramente non sembra nemmeno una suola di scarpa da trail running!

Eppure, queste “placche”, divise tra loro, permettono all’intersuola di flettere al contatto col suolo, e di copiare bene il fondo. E questo penso sia la caratteristica che più contribuisce alla capacità grippante di questa scarpa, e che risulta molto vantaggiosa su fondi che son come tappeti pietrosi. E’ una suola che privilegia fondi secchi.

Conclusioni

Come già detto la Brooks Caldera 3  è una scarpa adatta ad una corsa spensierata su sentieri compatti o anche sassosi, tipo percorsi da mountainbike o strade bianche, carrettiere, e si comporta benissimo anche asfalto.

Accompagna molto bene la corsa fluida, permette di andare veloci. Perde un pò efficienza su fondi con erba alta, dove il “tappeto” erboso smorza parecchio la risposta alla forza impressa, e quindi si fa un po di fatica a spingere il passo.

La scarpa si comporta bene anche sul tecnico, riesce ad avere un contatto sicuro col fondo per quanto il piede non percepisca niente di quello che sta attraversando.

L’unico criticità deriva dalla tomaia che ha poco sostegno laterale, specie nella zona mediale, che si fa sentire nei cambi di direzione, sugli appoggi carambolati, dove si perde unità scarpe/piede e si può sentire di perdere il controllo. Meglio quindi non avere un atteggiamento aggressivo.

Una scarpa che gli americani chiamano “Door To Trail”, che io invece chiamo “Couch to Trail”, quanto è comodo starci dentro. Io di solito uso la Brooks PureGrit 7 per percorsi strada-sentiero su brevi/medie distanze, la Brooks Caldera 3 è la scarpa che uso su medie/lunghe distanze.

E’ una scarpa adatta a tutti  i tipi di corridori, a tutti i tipi di passo, per correre in condizioni meteo preferibilmente asciutte,  fino anche ad ultra distanze, se avete gamba, una 100km tipo il Tuscany ce la potete benissimo fare.

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