La Hoka One One Evo Mafate è il modello di punta della collezione Hoka One One per il Trail Running. Evoluzione della Hoka One One Mafate Speed 2, rielaborata nella tomaia, pesa 275gr, è stata alleggerita di ben 25gr! E pesa 22gr in meno rispetto alla Hoka One One Speedgoat 3, modello che offre un tipo di diversa, e anche di poco maggiore, capacità di ammortizzazione. Solo 16gr in più della Hoka One One Torrent, modello veloce per brevi/medie distanze.

Sono 50gr in meno da portare ai piedi. Cosa sono 25 grammi in meno per scarpa? poco, da fermi.

Ma è stato calcolato  che 100gr in più di scarpe significhi un consumo di ossigeno maggiore dell’1%. E una diminuzione di velocità che si può misurare nell’ordine di 2.94mt al minuto, 176mt in un ora. 50gr, quindi, sarebbero 88mt in più ogni ora? Questi studi sulle fermormance sono stati effettuati sulla distanza dei 5000mt in pista di atletica. Sono dell’opinione che questa differenza possa incidere maggiormente con l’aumentare della distanza da percorrere, e, soprattutto,  del dislivello da affrontare.

Al di là di tutte queste chiacchiere da Bar, questa scarpa è il mezzo con cui Jim Walmsley è riuscito, nel giugno 2018, a segnare il nuovo record alla Western States , gara di 160km con 5500mt di dislivello, finita in 14h30min e qualche secondo. Avesse usato le Mafate Speed, probabilmente avrebbe impiegato 15minuti in più… Vincendo comunque! Visto che il secondo, un certo Francois D’Haene, ci ha messo 1h25min in più per tagliare il traguardo…

Jim Walmsley, vincitore alla Western States 100, con le Hoka One One Evo Mafate
Jim Walmsley, vincitore alla Western States 100, con le Hoka One One Evo Mafate ai piedi

Tomaia

La tomaia della Hoka One One Evo Mafate è costruita con tecnologia Matrix, che consiste nell’uso di fibra Kevral nel tessuto, che lo rende più resistente. Toccando la tomaia, si può percepirne la maggior consistenza  rispetto ad un normale mesh. E che abbia una maggior capacità di resistenza all’usura. Toccando all’interno, sorprendentemente, non si percepisce quella “rudezza”, ma  si ha una sensazione vellutata, dovuta al rivestimento.

Hoka One One Evo Mafate: si notano , più scure, le fibre in Kevlar inserite nella tomaia
Hoka One One Evo Mafate: si notano , più scure, le fibre in Kevlar inserite nella tomaia

L’adozione di questo tessuto non ha reso necessario layer di rinforzo, specie nella zona dell’avampiede, quella più soggetta a stress da movimento (come invece presente sulla Mafate Speed).

Il puntale è privo di rivestimento protettivo per le dita, che, considerata l’elevata altezza da terra e l’angolo del rocker anteriore, difficilmente possono colpire qualche ostacolo.

Una volta al piede, sarà per il tessuto usato, che per l’assenza di strati di rivestimento in plastica,  la tomaia risulta ariosa (provata a piede nudo, poi dipende molto dal calzino).

Sempre per limare grammi, la linguetta paralacci è stata ridotta al minimo, sia per dimensioni, che per imbottitura. La linguetta non ha  le tipiche alette interne di congiunzione con la tomaia, ma il bordo del tessuto si allunga molto lateralmente, come a rivestire il piede e creare così una fasciatura tenuta ferma dalla pressione della tomaia; non ho riscontrato problemi di traslazione laterale durante le uscite, fatte su terreni molto impervi dove maggiore è lo stress subito dalla scarpa. Lo spessore della linguetta, nella parte mediana, riesce bene a filtrare la pressione dei lacci contro il collo del piede.

Hoka One One Evo Mafate: la tomaia è ottimamente profilata per assicurare una presa sicura in tutte le situazioni di appoggio
Hoka One One Evo Mafate: la tomaia è ottimamente profilata per assicurare una presa sicura in tutte le situazioni di appoggio

Calzata

La calzata della Hoka One One Evo Mafate è molto fasciante. Nonostante la zona dell’avampiede abbia la stessa forma e dimensione delle Speedgoat 3, la Evo Mafate sembra più comoda. Forse questo è dovuto all’assenza di un layer di rivestimento del puntale, che rende la zona meno “chiusa”, più morbida.

Ottimo tutto il profilo della scarpa, ben fasciante nella zona del contrafforte tallonare, anche grazie all’applicazione della tecnologia Active Foot Frame che forma una culla contenitiva alla base del tallone, rendendo più solida la tenuta. Rispetto alla Speedgoat, che adotta questa stessa tecnologia costruttiva, il bordo interno di gomma si allunga maggiormente, per fornire maggior supporto alla zona mediale, dove la tomaia è priva di rinforzi contenitivi.

La soletta Ortholite fornisce un ottima seduta ed un ottimo contenimento. E’ differente da quella adotta per la Speedgoat; stessa forma, stesso materiale, ma risulta leggermente meno spessa.

Hoka One One Evo Mafate: tanto spessore, ma anche tanta flessibilità che permette di copiare bene il fondo
Hoka One One Evo Mafate: tanto spessore, ma anche tanta flessibilità che permette di copiare bene il fondo

Intersuola

L’intersuola, alta 33mm al tallone e 29mm all’avampiede, è anche molto ampia, proprio come nella Speedgoat 3: le pianta d’appoggio ha proprio le stesse dimensioni.

Ma a differenza di quella della Speedgoat 3, l’intersuola della Evo Mafate è composta di due tipi differenti di gomma: uno strato spesso di morbida gomma Eva sotto il piede, ed uno strato inferiore di gomma R-Bound, un composto più denso che rende l’ammortizzazione della Hoka One One Evo Mafate meno morbida rispetto alla Speedgoat, ma più propulsiva, reattiva.

Questo strato migliora ancor di più l’efficacia del movimento pendolare permesso dal Meta Rocker, la forma curvata della pianta d’appoggio, che favorisce una migliore transizione tacco-punta.

 Hoka One One Evo Mafate: lo strato di gomma R-Bound più spesso nella zona interna, sotto l'arco del piede
Hoka One One Evo Mafate: lo strato di gomma R-Bound più spesso nella zona interna, sotto l’arco del piede

Lo strato di gomma R-Bound è più spesso nella zona mediale interna.  Forma un arco, come a svolgere, con la sua maggior densità, una funzione di supporto anti pronazione.

Attenzione, pero: questa è una scarpa neutra, nel comportamento. Ve lo garantisce un supinatore!

Tuttavia, è accertato che il piede, oltre una certa distanza – che dipende anche dal livello di allenamento – tende comunque ad andare in pronazione. Motivo per cui in passato, quando affrontavo ultra distanze, non esitavo ad usare scarpe stabili.

Ed ecco così che, ad un certo punto, con la Evo Mafate, in cui il piede sta seduto su uno spesso strato di morbida gomma, si può trovare una certa resistenza al “collasso” verso l’interno, nel momento in cui il piede inizia a soffrire di questa inevitabile tendenza alla pronazione. Mantenere l’equilibrio vuol dire di conseguenza non stressare tutta la struttura della gamba, vuol dire mantenere l’efficienza del moto. Meno fatica. Più risparmio energetico.

Hoka One One Evo Mafate: ampie scalanature trasversali e longitudinali rendono la zona dell'avampiede e del mesopiede più flessibile al contatto del suolo, aumentando la capacità di controllo
Hoka One One Evo Mafate: ampie scalanature trasversali e longitudinali rendono la zona dell’avampiede e del mesopiede più flessibile al contatto del suolo, aumentando la capacità di controllo dell’appoggio

Ampie e profonde scalanature nella zona dell’avampiede e mediale rendono l’intersuola flessibile, e più efficace nell’accompagnare la fase di spinta, specialmente nelle salite corribili; ed anche molto più agile e controllabile nelle discese, anche molto tecniche.

Hoka One One Evo Mafate in azione su discese molto tecniche ed acrobatiche
Hoka One One Evo Mafate in azione su discese molto tecniche ed acrobatiche, sempre in piena sicurezza

Ottima la capacità mediana – anche se priva di suola, e forse proprio per questo – di copiare il fondo, cosa utile se si vuole affrontare le discese con appoggio mediale a velocità più controllata. Ottima anche nell’approccio “frenato” alle discese.

Suola

La suola è composta da placche di gomma Vibram Megagrip, con tasselli profondi 5mm, ben distanziati tra loro, posti nei punti di maggior contatto al suolo durante fase di atterraggio e spinta. Sono molto efficaci sia sui percorsi secchi e friabili, che su terreni umidi. Buono il comportamento sui fondi sassosi, dove pare di viaggiare sul “piatto”.

Conclusioni

La Hoka One One Evo Mafate è una scarpa eccezionalmente ammortizzata, non “cuscinosa” come le Speedgoat 3 ma più reattiva, propulsiva, più dinamica, più adatta a supportare un passo veloce su qualsiasi tipo di distanza, e di fondo, per atleti di alto livello, ma anche per atleti che vogliono solo migliorare le propria performance, non tanto in termini di velocità, ma di resa del gesto, che, grazie alla maggior capacità propulsiva, risulta più efficiente, meno dispendiosa dal punto di vista energetico.

Soprattutto, si percepiscono i benefici di questa capacità propulsiva correndo con zaino di parecchi km (ne ho usato uno da 24L con 5kg di zavorra). Con uno zaino pesante in spalla, il passo si fa più corto, si trotterella: con le Evo Mafate si percepisce una miglior dinamicità nell’andatura, rispetto ad altre scarpe super ammortizzate. Maggior efficienza, minor consumo. Cosa di cui tener conto sulle lunghe distanze.

Prezzo

Io non parlo quasi mai del prezzo delle scarpe. Non è questo dato  che deve condizionarci nell’acquisto del più importante mezzo con cui affrontare i sentieri, e le distanze, specialmente quando si tratta di ultra distanze.

Il prezzo di listino della Evo Mafate è di 190€. Ovvero 50€ in più della già valida Speedgoat 3. Eppure vi garantisco che quelle 50€ in più della Evo Mafate li valgon tutti! Sono soldi spesi bene.

Volete fare gare ultra fino 80-90km, bene, può bastare la Speedgoat. Ma se volete andare più a lungo e/o anche più forte, in tutta comodità e ben protetti, la Evo Mafate è la scelta migliore, sia che vogliate correre su percorsi “dolci” della 100miglia del Tuscany Crossing, che sui ben più vari tipi di fondo e più dislivello nei 140km dell’Orobie Ultra Trail.

 

 

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