Altra Superior 4.0: finalmente ci siamo!

Anni fa, acquistai la Superior, prima versione, del neonato marchio Altra.  Si era nel pieno del periodo barefoot-running, ed era anche il periodo delle scarpe da barefoo-trunning, nelle  diverse interpretazioni del concetto.

Altra abbracciava il concetto dello Zero Drop, come base delle sue calzature. Contraddistinte anche da una zona avampiede – il foot shape – molto larga, per lasciare le dita dei piedi libere.

Ero incuriosito.

Comprai le Superior, che tra spese di spedizione e tasse doganali mi vennero a costare uno stonfo…

Le provai… che delusione!

L’idea non era male, ma la realizzazione non era un granché.

Una scarpa ibrida, quella che si direbbe door-to-trail, dotata di una pessima suola, che forniva una pessima calzata, un pessimo sistema di allacciatura, con quei brutti inutili tiranti esterni…

Successivamente ho provato altre scarpe di Altra, che non mi hanno entusiasmato tanto, sia dal punto di vista barefoot, che dal punto di vista di scarpa da running.

Finché non ho provato la Lone Peak 3.5, scarpa con la quale mi sono trovato molto bene. E anche tutti i modelli – anche stradali – della stessa generazione, che ho trovato molto migliorati rispetto al passato.

Le Superior successive,  per un verso o per un altro, non mi hanno mai convinto.

Fino ad adesso.

Primo approccio

Eppure, dalle prime notizie che circolavano nel web, nutrivo qualche dubbio su questa nuova versione.

Ma nel momento in cui l’ho provata, è diventata la mia scarpa preferita per correre – e credetemi, è un vero piacere correrci.

Dal primo momento in cui le ho messe, rodandole su percorso misto strada/parco, ho avuto l’impulso a spingere forte, adottando una falcata molto rotonda, tecnica che migliora l’efficienza d’uso di questo modello. Ore dopo questa uscita, ho sentito dolorini muscolari che non sentivo da tempo!

Successivamente ho provato a correrci a ritmi più lenti, anche solo stile jogging, colpasso da sgambatina leggera; e anche in questa modalità mi è risultato piacevole!

La Altra Superior 4.0 è una scarpa leggera, pesa 246gr; non tanto ammortizzante, ma morbida, con i suoi 21mm di altezza dell’intersuola; e quella pianta d’appoggio al tallone molto stretta. Ma è comunque dotata di un buon momento di impatto, ed un buon ritorno di energia in fase di spinta.

 

Calzata

La Superior 4.0 ha una zona avampiede con la stessa forma degli altri modelli Altra, ma la tomaia ed il puntale sono costruiti in modo che la calzata risulti differente. Probabilmente questo è anche dovuto al tipo di tessuto usato in quella zona, molto morbido, elastico, fasciante come se si stesse indossando un calzino. Risulta molto comoda anche senza indossare i calzini.

La tomaia non è dotata di imbottiture generose nella zona del collarino, anzi, è molto “snella”, ma la forma del collarino fascia molto bene la caviglia.

 

Tomaia

Dicevo ottimo il tessuto utilizzato per la zona avampiede, come sono ottimi anche i tessuti di rivestimento interno.

La tomaia mantiene la tipica forma di Altra, ma presenta una costruzione a burrito, che trovo molto funzionale sia a livello di calzata, sia perché permette di avere una linguetta para lacci – o meglio, una palpebra paralacci-  che non si muove, e che non ha bisogno di aggiunte di alette stabilizzanti/fascianti/anti infiltrazione, soluzione che fa così alleggerire la scarpa.

La “palpebra” non ha particolari imbottiture, ma il sistema di allacciatura, con lacci pianti, anche se stirati al massimo, non crea momenti di pressione sul collo del piede. L’unica cosa che mi ha lasciato perplesso, a prima vista,  è stato il bordo superiore, così corto sul collo del piede, coi lacci che ne lambiscono l’apice… pensavo che i lacci avrebbero sbordato sulla caviglia, ma non è successo.

Il contrafforte tallonare è poco invasivo, privo di imbottiture interne fascianti; ma presenta una forma diversa ad altri modelli Altra, col collarino arrotondato che risulta essere più avvolgente sul piede.

Allacciatura

L’allacciatura è particolare, oltre per la disposizione degli occhielli dovuta all’adozione della tomaia a burrito, è anche “corta”, nel senso che  non parte dalla zona dove iniziano le dita, ma più in alto, sul collo; e infatti gli occhielli passa lacci sono solamente 4, invece dei tipici 5.

A me non dispiace, ma potrebbe risultare strana a chi ha bisogno di sentirsi “schiacciato” nella zona. Questo tipo di allacciatura potrebbe essere anche il motivo per cui si sente la scarpa muoversi sotto al piede durante i passaggi più tecnici, e nei momenti di spinta in salite in cui occorre far forza per superare un ostacolo o un cambio di pendenza.

Protezione

Il puntale ha una forma poco avvolgente, ed è fatto in materiale molto morbido. Temevo che questo potesse causarmi qualche problema, anche perché la parte laterale al mignolo non è affatto coperta dal puntale, ed è quella la zona dove di solito mi capita di sbattere il piede, anche a causa del mio accentuato passo supino.  Tuttavia, non mi è ancora capitato di urtare contro qualcosa, ed i miei sentieri sono abbastanza pericolosi, da questo punto di vista.

Può darsi che il fatto di aver corso parecchio con le Fivefingers negli ultimi tempi, mi abbia allenato anche mentalmente ad evitare eventuali pericoli, ed abbia aumentato/migliorato l’attenzione nel correre, rendendomi più abile ad evitare i rischi, in maniera inconsapevole.

Ma penso anche che sia dovuto al fatto che  la Superior 4.0 sia una scarpa poco voluminosa, che sento far parte del mio piede,  e mi permetta di muovermi bene, di danzare in mezzo ai pericoli.

Intersuola

E’ una scultura, spettacolare a livello estetico! Dal punto di vista della prestazione, questa nuova versione della Superior abbandona il materiale A-Bound, adottando il Quantic. L’A-Bound era un materiale più duro e responsivo, il Quantic risulta più morbido e flessibile, ma non privo di reattività, fattori che rendono la Superior 4 molto più capace di copiare il fondo del terreno, e di permettere anche una migliore percezione del fondo.

La Superior 4.0 è dotata di un rockplate rimovibile, posto sotto la comoda soletta interna. La presenza di questo piastra si fa sentire, persino correndo su tapis roulant, dove ho corso con una scarpa con la piastra ed una scarpa senza piastra, proprio per capire la differenza di comportamento.

Nella scarpa priva di piastra, il piede partecipa di più nel movimento, si sentono i polpastrelli premere sulla seduta, quasi sprofondare. Nella scarpa con la piastra non si ha questa percezione, il movimento del piede è meno coinvolto con i movimenti dell’intersuola. Andando su sentieri, nella scarpa senza piastra si ha molta più sensibilità delle asperità, che non risultano fastidiose, comunque filtrate al punto da non provocare sensazioni negative. Nella scarpa con la piastra questa percezione diminuisce parecchio.

Quindi, chi vuole una scarpa che trasmetta sensazioni barefoot style, con le Superior 4.0 prive di piastra si troverà a suo agio.

Chi invece vuole una scarpa più tradizionale, si troverà meglio con la piastra inserita.

Suola

La suola è un po’ “spoglia”, con quei tasselli non troppo profondi né aggressivi.  La Superior 4.0 è una scarpa adatta a fondi compatti, ci si può correre ottimamente anche su asfalto. Risulta poco performante su fondi fangosi. Manca di tiro in fase di salita su fondi friabili. La tenuta è ottima, specie su fondi dissestati, dove si fa valere la grande flessibilità del reparto suola-intersuola, la grande capacità di copiare il terreno.

 

Conclusioni

La Altra Superior 4.0 è una scarpa stupenda per godersi il piacere della corsa, leggera e poco voluminosa, comoda da calzare come una pantofola;  molto flessibile, elastica, agile sul tecnico. Fa sentire il piede a contatto col fondo, fa vivere il piacere – perchè può essere un piacere – di percepire le asperità del terreno.

La Superior 4.0 permette di esprimersi in uno stile di corsa corretto, naturale, anche mantenendo all’interno il rockplate, che di sicuro può risultare utile sulle medie/lunghe distanze. Meno adatta a chi ha bisogno di una scarpa con più struttura, e/o ammortizzazione dell’impatto col tallone.

Ma è una scarpa che tutti dovrebbero usare, anche su brevissime distanze, per imparare la naturale tecnica della corsa, per riallineare il corpo, per connettersi coi sentieri.

 

 

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