La nuova Camelbak Ultra Belt si evolve fa un bel passo avanti rispetto alla versione precedente, diventando non più un semplice accessorio per accompagnare la corsa, ma uno strumento completo per poter organizzare le proprie uscite, ed anche affrontare gare che richiedono un minimo di materiale obbligatorio.

La precedente versione era un marsupio a cintura, con fibbia di chiusura; adesso è  una fascia-zaino, con una capacità di ben 2L + la softflask Quick Stow da 0.5L (inclusa), che ha la sua sede nel vano posteriore.

Camelbak Ultra Belt parte frontale
Camelbak Ultra Belt
La fascia

La fascia Camelbak Ultra Belt presenta diverse tasche e vani che consentono di organizzare efficacemente la propria dotazione.

I vani con tessuto elastico, posizionate sui fianchi, sono per lo più adibiti per portare barrette e gel,  possono contenere anche una lampada frontale.

Sulla parte frontale c’è una tasca zippata, ed un altro vano intermedio,  entrambi molto ampi: in quella zippata ci ho messo la mia fotocamera digitale; nel vano interno, quello a contatto col mesh di rivestimento, lo smartphone. L’ho portato anche senza imbustarlo in un sacchetto di plastica, e non si sono verificati problemi di formazione di umidità sullo schermo, che invece mi aspettavo.

Altre volte ho messo lo smartphone e le chiavi nella tasca zippata, ed ho usato quella interna per metterci la giacca a vento, indossata a freddo, dopo essere entrato in temperatura.

Il mesh

Dicevo del mesh di rivestimento: è lo stesso usato per gli zaini vest, a maglia molto aperta, con struttura 3D, molto arioso e traspirante, morbido e allo stesso tempo resistente.

Posizionamento

Una volta indossata la cintura, o meglio, una volta infilatomi dentro la fascia, l’ho messa ad altezza dell’ombelico, in modo che dietro non finisse sui muscoli dei glutei, ma restasse nella zona della conca lombare. Ho riempito tutte le tasche ed i vani con quanto potevo, poi ho infilato i bastoni telescopici nelle stringhe posteriori.

Camelbak Ultra Belt parte posteriore
Camelbak Ultra Belt
I porta bastoni

Per il test ho usato bastoni ripiegabili, ed anche quelli elescopici. Questi, a differenza di quelli ripiegabili, occupano meno spazio, quindi ho dovuto ben stringere le stringhe per tenerli fermi. Poi mi sono accorto di aver commesso uno sbaglio: ho messo i bastoni con le manopole sullo stesso lato, cosa ha creato uno squilibrio di carico percepibile dopo i primi passi.

Ho così tolto un bastone e l’ho rimesso in sede con senso apposto all’altro, in modo da equilibrare i pesi. In questa maniera, poi, ho fatto passare le stringhe sulle manopole, più ingombranti, che hanno così riempito bene le stringhe, stabilizzandoli meglio.

Comportamento

Una volta in movimento, ho sentito ballare  il carico posteriore:  mezzo litro di acqua + 300gr di bastoni…

… e mi son accorto che non avevo regolato il laccio di compressione in vita.

Una volta regolato il livello di compressione, la situazione è migliorata parecchio, anche se un minimo di sballottamento verticale è rimasto.  Ma non era fastidioso: a suo modo, il pendolio morbido della softflask,  era come se massaggiasse la zona lombare! Dopo qualche km, questa sensazione di “disagio” – più che altro mentale- non rappresentava più una situazione di disturbo.

Ho corso una ventina di km con 1500mt di dislivello, la cintura non mi ha mai procurato fastidio o intralcio, sempre stabile in posizione, e tutto il contenuto era molto facile da raggiungere e maneggiare.

La maggior struttura della fascia, dovuta all’uso del mesh, la rende più capace di sopportare il peso e rimanere stabile, anche col carico dei bastoni, rispetto alla Nathan VaporKrar WaistPak, che è una fascia in solo tessuto e con minor superficie di contatto.

Conclusioni

Beh, già dalle immagini che giravano in rete, mi aspettavo che la Camelbak Ultra Belt fosse un prodotto molto più completo rispetto alla precedente versione.

L’Ultra Belt è una fascia che può sostituire lo zaino per uscite sulla media distanza, capace di poter rispondere ai requisiti di materiale obbligatorio imposto nelle maggior parte delle gare su questa distanza.

Se poi si optasse per l’uso di una borraccia a mano , tipo la Camelbak Ultra Handheld Chill, con softflask da 500ml, e dotata anche questa di tasce e vani molto utili, ecco che il vano posteriore per la softflask può essere usato per infilarci una giacca antipioggia (ad esempio, la Scott Run RC Wp ci sta benissimo),  risultando così comoda anche in situazioni di meteo instabili.

La miglior fascia marsupio che ci sia.

2
Lascia un commento

avatar
2000
Foto e Video
 
 
 
 
più nuovi più vecchi più votati
Daniele
Ospite
Daniele
Valutazione :
     

Di cinture porta borraccia ne ho provate tante, tutte scomode. Ho provato a stringerle, a mettere la borraccia sul lato, a tirarle su ….. ma alla fine diventano sopportabili solo quando l’acqua sta per finire.
Qualsiasi marca abbia provato, la borraccia ballava troppo e per stringerla e rendere la cosa accettabile, lo sfregamento diventava importante.
Mi sono quindi rassegnato al fatto che e’ molto meglio uno zaino piccolino, tipo un 5L o un minimalista tipo il vecchio AK Vest della Ultimate Direction.

Questa cosa della bottiglia in orizzontale piusttosto che in diagonale ha senso, potrei dare una seconda chache alle cinture idriche.