La mia Dolomiti Extreme Trail

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Ciao! Sono Ilaria, runner appassionata, yogi entusiasta e oggi inviata speciale di trailrunning.it.

Dolomiti Extreme Trail 2019

È la mia prima esperienza come reporter, mi preparo minuziosamente e parto: sono davvero emozionata.

All’arrivo mi accoglie Michela, gentilissima, con cui si instaura subito un ottimo feeling, questo mi mette ancora più di buon umore.

Mentre mi dirigo dove mi è stato indicato, succede una cosa divertente. Alla reception ci sono due donne ed una ragazza, c’è stato un piccolo disguido con le stanze e la comunicazione con la proprietaria del B&B è complessa perché la signora, natia del posto e persona con grande esperienza di vita non ha dimestichezza con l’inglese (ma avremo modo di parlare: ora porto con me tutta la storia della sua valle).

Così la parola passa a me e troviamo la soluzione per le loro stanze. Parlo con Claudia Foster che viene dalla Svizzera, ha conosciuto la DXT con il web, non vede l’ora di godere della bellezza del luogo, anche se è un po’ preoccupata per via delle discese sulle rocce.

La giornata continua al village DXT, i volontari e gli organizzatori, tutti molto disponibili, mi raccontano di come sia cresciuto l’evento: 45 nazioni presenti e una crescita da 980 partecipanti competitivi del 2018 ai 1300 del 2019.

Ritiro il mio pettorale da Veronica emozionandomi nel vedere una ragazza giovane impegnare tempo e cuore per la sua terra. L’atmosfera è festosa e il tempo scorre velocemente così, tra un’intervista e l’altra, mi preparo a partire. Alla sera sono stravolta.

La mattina alle 3:30 nemmeno sento la sveglia, così devo fare tutto di fretta e mi precipito alla partenza dove trovo il mitico speaker che mi chiede di fare un commento. Biascico qualcosa – sono troppo assonnata – neanche il tempo di riflettere e via si parte! Devo rendermi conto che le gambe non girano, la testa non c’è, mi faccio forza! Arrivo da allenamenti ad alta intensità e ne ho ancora i postumi.

Finalmente mi rilasso, respiro, alzo la testa: davanti a me il paradiso.
Il Pelmo è spettacolare, con la natura selvaggia. Ecco quello che amo: il sentiero, la libertà, i sorrisi dei volontari ai ristori. Al primo bivacco il punto più bello.

Mi fermo un attimo per ammirare il paesaggio e poi riparto. Mi sento leggera, la salita che ho appena affrontato per arrivare su e stata dura, ma ora vado dritta in discesa.
Al ristoro successivo sto bene mentalmente, ma quando riparto per la salita arrivano i crampi.

Se c’è una cosa che è cambiata nella mia vita, attraverso il kundalini, è che mente, corpo e anima devono andare nella stessa direzione. La strada è importante più del risultato e come la percorri è ciò che fa la differenza. Ecco perché in quel momento ero divisa: la mente avrebbe continuato, ma il corpo era stremato, la mia anima combattuta. Così, a mente ferma, ho deciso che il corpo, tempio della mia anima, mi ha dato dei segnali inequivocabili: è il momento di ascoltarlo.
Torno indietro e mi ritiro.

In pace, felice della mia scelta, e di essermi goduta 26 km nella meravigliosa Val di Zoldo.

Al rientro, l’unica cosa da fare è buttarsi a letto.  Quattordici ore dopo sono nuova, leggera e pronta per finire il mio lavoro.

Incontro Paolo da Padova, alla sua prima corsa così lunga (che conclude! Bravissimo!). Ama questa gara e sa che, da ottobre, l’organizzazione ha fatto miracoli per pulire i sentieri dopo l’alluvione.

Anche lui concorda: la natura spettacolare, in questa gara, è accompagnata da tanto calore umano.

Così come in tutta questa valle.

Tornata al village saluto tutti e guardo le premiazioni, scopro che Claudia è arrivata settima alla 103 km, sorrido tra me e me e penso: quella che aveva paura delle rocce! Davvero felice per il suo risultato!

È ora di ripartire, ma non ne ho voglia, qui è tutto così bello che mi lascio attrarre da un banchetto. È di un artista del legno che mi racconta la meditazione che ha con le piante, e che il legno lo chiama e parla con lui. Rimango affascinata dalla sua esperienza, dai suoi lavori e dal suo essere, così decido di portare con me due sue creazioni, per avere lo spirito del bosco sempre con me.
Saranno il simbolo del mio ricordo di questa meravigliosa esperienza.

Grazie a: Val di Zoldo, trailrunning.it e Dolomiti Extreme Trail

Grazie ai miei amici, che mi sono stati vicini e agli sponsor che permettono a questa valle di vivere e di far vivere grandi emozioni!

Grazie ai volontari e a tutti gli organizzatori.

Vi sono grata! Namaste !

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