Saucony Mad River TR.

Mad River, come il famoso fiume pazzo in California. O quello in Ohio, dove il sentiero che corre vicino è stato chiamato Mad River Trail. Come anche il sentiero che segue il fiume Mad River nello stato del Washtington….Ma quanto sono pazzi i fiumi in America?!?!

Come strane, un po’ pazze, sono queste Saucony Mad River TR.

Stravaganti nel look, con un paio di caratteristiche costitutive molto originali, se non uniche.

Quando le ho viste la prima volta, ed ho letto le prime impressioni, ho pensato che non sarebbe stato facile far capire questa scarpa ai gusti “europei”. Per cui non mi sono interessato a farci un giro…

Poi mi son visto arrivare un pacco, e dentro, oltre ad altri modelli Saucony, c’erano pure queste Mad River. Bene, scopriamole!

Tomaia

Sgargiante in questa veste fluo. Particolare anche nel design, con questa costruzione “booty”, di solito usata in scarpe da montagna da utilizzare in condizione di fondo innevato.

Molto facili da infilare, calzano comodamente. La struttura della linguetta del collarino e della linguetta posteriore è un unico pezzo fatto con un materiale molto morbido che avvolge dolcemente il piede.

L’imbottitura protegge bene il collo del piede dalla pressione dei lacci. Peccato per l’assenza di una palpebra nascondi lacci sulla linguetta, ci sarebbe stata proprio bene!

Pensavo che per il loro tipo di costruzione “booty”, sarebbero state calde: invece sono risultate molto più traspiranti ed ariose di quanto mi aspettassi!

 

Calzata

Una volta messa ai piedi, si ha la sensazione di una scarpa confortevole e leggera, a dispetto del peso reale, che si aggira sui 300gr.

La seduta della Saucony Mad River TR è resa molto comoda dal sistema Formfit: sotto la soletta rimovibile ben sagomata, è inserita un ulteriore soletta fissa in Everrun, che aumenta il comfort e la protezione del piede. Appendici di gomma rialzate lungo il profilo esterno, funzionano come sostegno alla calzata, rafforzando la struttura della tomaia.

Sapevo che la calzata sarebbe stata ampia all’avampiede, intorno alle dita, ma non come ho trovato!

La solita taglia con cui vesto in maniera fasciante le Peregrine 8, in maniera fasciante e comoda le Xodus Ios 3, con la Mad River TR è risultata eccessiva. Può darsi questo valga solo per il mio piede, ho pensato che forse la pratica barefoot degli ultimi giorni mi ha rialzato l’arco del piede, “accoricandolo”. Ma ho calzato sia le Peregrine e la Xodus, e queste mi vestono in maniera normale.

Ho dovuto provare un modello di mezza taglia più piccola, per sentire la scarpa compatta sul piede, sia nella parte mediale che al contrafforte tallonare; per non sentire il piede scivolare in avanti durante le discese, o sentirlo scivolare di lato durante gli appoggi traversi.

Ed anche se di mezza taglia più piccola del solito, la zona del puntale non è risultata affatto stretta, ma lascia le dita abbastanza libere.

Saucony Mad River TR

Puntale ben fatto, costruito su due livelli: un layer portante, ed un sovra-layer in materiale plastico, che copre una minor porzione del puntale, molto ben protettivo.

Sistema di allacciatura

Ed eccoci ad una delle parti più originali di questa Saucony Mad River: il sistema di allacciatura è composto da due livelli di occhielli passa-lacci: uno esterno composto da occhielli praticati sul tessuto della tomaia, ed un livello più interno composto da occhielli in tessuto cuciti sul bordo della tomaia. E’ possibile così personalizzare l’allacciatura, secondo le proprie esigenze.

Saucony Mad River TR

Ho trovato che far passare i lacci sugli occhielli esterni aumenta la tenuta della tomaia sul piede; ma aumenta anche la pressione sul dorso del collo del piede. Quindi uno può scegliere di incrociare i lacci in modo che comprimano in alcuni punti, senza pressare troppo in altri.

Intersuola

Indossando la Saucony Mad River TR si ha la sensazione di stare molto a terra, a contatto col fondo. L’intersuola è spessa 23mm, ed ha un differenziale tacco-punta di 4mm.

Saucony Mad River TR

E’ composta di due strati di gomma: Everrun e Powerfoam. Una combinazione che rende questa scarpa molto propulsiva, con un elevato grado di torsionalità, e con un momento di appoggio al terreno che definirei morbido, più che ammortizzante. Si ha una sensazione piacevole durante la rullata. E molta sensibilità del fondo: la scarpa è priva di rock-plate, e la struttura dell’intersuola-suola assorbe e copia il terreno fornendo ottima percezione del fondo su cui si appoggia. Facilità di controllo durante la corsa, che necessita maggior attenzione su dove appoggiare, per evitare di soffrire impatti. La scarpa risulta si’ piacevole per correre su single-track e fondi compatti, ma fa soffrire un po sui sentieri sassosi.

Suola

Ecco l’altra caratteristica molto originale, unica, della Saucony Mad River TR: è dotata di punti dove poter praticare fori per l’aggiunta di bulloni per fondi invernali, e punti dove praticare fori per facilitare drenaggio.

Saucony Mad River TR

Al di là di questa caratteristica che aumenta la capacità di personalizzare questa scarpe secondo le esigenze territoriali/stagionali, la suola, in materiale PowerTrack, mi ha ricordato quella di uno storico modello Saucony dell’era del minimalistmo: la Kinvara TR!

La sua superficie è segnata da un elaborata forma e disposizione dei tasselli: grandi chevron nella parti più impegnate nella trazione, con due binari di tasselli a dente di sega nella parte centrale, e piccoli chevron posti nella zona perimetrale della pianta d’appoggio, molto curvata a formare una maggior superficie di appoggio quando si percorrono fondi friabili o si attacca il fondo in discesa.

La trazione è ottima, e la tenuta è coadiuvata dall’estrema flessibilità dell’intersuola,capace di copiare ottimamente il fondo.

Nella parte mediana, un zona di gomma segnata dall’assenza di tasselli, gomma molto più rigida del resto della suola, è dedicata per il passaggio della fascia delle ghette, che si possono agganciare ad un anello situato nella parte superiore della tomaia, alla base del sistema di allacciatura.

Conclusione

La Saucony Mad River TR è una scarpa originale e ingegnosa, con qualità di comportamento molto apprezzabili, con cui è comodo correre su brevi e medie distanze, specialmente su fondi compatti e percorsi corribili.

La possibilità di poterci aggiungere dei bulloni a funzione di tassello, aumenta la possibilità di utilizzarla su fondi innevata molto compatti e ghiacciati.

Sinceramente non so se tutte queste opzioni possano servire nell’ambiente del trail italiano. Magari nel nord Italia, in quota, dove è più facile incontrare situazioni innevate, può risultare comodo poter aggiungere dei bulloni per aumentare la tenuta sulle superfici ghiacciate. Ma allora avrei gradito la costruzione della tomaia con tessuto Gore-tex, molto utile in certe situazioni.

E i fori di drenaggio? E’ vero che fanno espellere meglio l’acqua, ma è altrettanto vero che la fanno entrare meglio… E in fondo a che servono, nel Trail? Se si voleva migliorare il deflusso dell’acqua imbarcata, bastava magari qualche canale di drenaggio come nei modelli da Triathlon, op raticare dei fori sul puntale…

Ho detto che non sarebbe stato facile far capire queste scarpe. Sinceramente, questa volta non riesco proprio a capire l’identità di questa scarpa.

Con una tomaia in Gore-tex, una rock-plate all’avampiede e tasselli più profondi, la Saucony Mad River TR sarebbe stata una diretta rivale de La Sportiva Tempesta, un modello specialistico che manca nella collezione Saucony.

Con una tomaia classica, senza la costruzione booty, e qualche grammo in meno, sarebbe stata una splendida minimalista adatta per i “barefoot runner” che avrebbero trovato in questa scarpa un mezzo comodo, sensibile e molto divertente per affrontare percorsi trail duri, ed anche lunghissime distanze (considerando la loro maggior capacità di sopportare le asperità del fondo e il loro minor bisogno di ammortizzazione). Che comunque possono “consolarsi” con la spettacolare Saucony Swtichback Iso

SWIMRUN

E allora, forse, se avessereo messo, al posto di TR,  la sigla OCR (Obstacle Course Race ) o SWR (non so se è la sigla giusta ad indicare lo Swimrun, disciplina di cui ho sentito parlare, ma che non conosco), questa scarpa avrebbe avuto miglior caratterizzazione?

Beh, forse forse la Saucony Mad River TR è da considerarsi una scarpa da Swimrun!

Ecco dove avevo recentemente visto l’impostazione booty: nelle Vivobarefoot Primus Swimrun! Era un articolo pubblicato su una rivista di sport outdoor inglese, in cui si parlava della  Otillo Swimrun Wolrd Series, e c’erano queste scarpe specialistiche:

Eureka! La Saucony Mad River TR , con la possibilità di poter fare dei buchi di drenaggio nell’intesuola, è proprio una scarpa specialistica per questa disciplina dove si nuota attraversando fiumi e mari, per raggiungere la terraferma, dove correre indossando la tenuta con cui si è nuotato.

Ed ecco che usciti dall’acqua, si inizia a correre, goffamente, con le scarpe completamente bagnate… a meno che non si indossi una scarpa che permette un immediato deflusso dell’acqua! Le Saucony Mad River TR!

E magari su fondi dei fiumi, sui fondi sabbiosi delle spiaggie, o paludosi, sulle brughiere melmose… ecco che avere dei bulloni che artiglino il terreno, ti da un appoggio migliore per correre!

Ecco quindi che la Saucony Mad River TR, con la possibilità di fare fori di drenaggio e aggiungere bulloni alla sua suola,  è la più completa scarpa da Swimrun che esista!

 

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