In questi giorni si sta svolgendo la più lunga e dura gara di Ultra Trail d’Italia e forse anche del mondo. Lo so … argomento già discusso mille volte sulla questione ultra e passeggiate, ma ogni tanto mi sembra giusto ricordarlo per avere una visione più oggettiva di ciò che stiamo parlando o leggendo!

Quando il trail RUNNING, si può ritenere tale? È veramente necessario esasperare le distanze per dimostrare che l’essere umano sia in grado di compiere grandi imprese? Beh oramai la risposta è ampiamente chiara! Si, siamo in grado di raggiungere traguardi al limite delle nostre condizioni fisiche e forse alle volte anche oltre!

Ma la domanda sporge spontanea…in che condizioni si arriva al termine di queste gare? Sicuramente non propriamente in forma con tempi di recupero lunghissimi, perlomeno parlo della maggior parte di finisher, che un po’ barcollanti attraversano quell’arco di trionfo che li porta nel limbo della mitologia! E si perché hanno dimostrato a se stessi, ma soprattutto agli altri, che sono in grado di non mollare mai, che se hanno oltrepassato quel limite. Da adesso in poi osservati dal popolo medio come degli highlander!

Nei loro volti si intravede l’estrema fatica, ma con uno sguardo di serenità, quasi come un asceta che raggiunge un nuovo livello di spiritualità! Tanta è la gioia del raggiungimento di quel traguardo, che vengono pervasi dalla più assoluta convinzione di essere differenti, ed in parte hanno ragione.

Ma correre è molto differente… senza nulla togliere alle citate imprese, il correre è un’altra cosa, prevede un allenamento costante, senza interruzioni, una forma mentis maggiormente evoluta, forma fisica perfetta non preparata per il singolo evento, ma una condizione permanente nel tempo adatta a qualsiasi situazione, a qualsiasi difficoltà sia fisica che naturale.

Come si raggiunge questo status? Beh in molti modi, non esiste un metodo uguale per tutti, ognuno di noi si differenzia con molte sfumature, anche se la base è sempre quella umana, i fisici rispondono in maniera inaspettata da soggetto a soggetto agli stimoli ed adattamenti derivanti dagli allenamenti. Di non seconda importanza è l’approccio mentale, che dovrà essere sempre positivo anche nei momenti di difficoltà, accettando eventuali infortuni o ritiri come errori nell’allenamento e non per motivi scaramantici!

Una volta raggiunto lo stato di forma desiderato, di qualsiasi livello la scelta della gara dovrà essere il più vicino possibile alle nostre capacità atletiche, con l’obbiettivo di mantenere il gesto della corsa per almeno l’80% del tracciato gara, diversamente abbiamo “osato” troppo oppure si sta facendo un altro sport. Ovviamente mi riferisco a manifestazioni che prevedono distanze in relazione al dislivello, non eccessivamente tecniche!

Con questa visione del trail running, le gare sarebbero miseramente poco partecipate, mi potreste obbiettare, ma nello stesso tempo posso rispondervi che allora il livello del trailer medio è veramente basso! Occorre maggiore preparazione atletica se si vuole correre veramente un trail, altrimenti per la maggior parte dei partecipanti si dovrà parlare di trekking veloce o del recentissimo fast packing!

Lo so vi ho annoiato, ma ripeto, è giusto che prendiate coscienza che correre un trail non è uguale a camminarlo, che coprire la distanza di un ultra è sì meritevole, ma facendolo in maniera prevalente di corsa è un’altra storia !

Buon allenamento e tutti e buon inizio stagione autunnale!

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La medida correcta del Trail Running – AE TRAIL

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carlosultrarun
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carlosultrarun
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Ciao Andrea, sono abbastanza d’accordo. Con il tuo permesso lo traduco in spagnolo.

Stefano
Ospite
Stefano
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Caro Andrea, più che noioso banale. Sinceramente chissenefrega di quale sia il concetto di “trail RUNNING”… viva la vita e la libertà. Ciao