Andando a cercare nel catalogo Saucony la scarpa che poteva essere considerata la versione trail della Saucuony Peregrine Iso, ho pensato alla Saucony Ride Iso 2 più che alla Saucony Kinvara 10.

Ho pensato che la Saucony Ride Iso2, con la struttura Iso della tomaia, le assomigliasse di più per tipo di calzata.

Il peso delle due scarpe è molto simile, sui 290gr. Cambia struttura e lo spessore dell’intersuola: la Ride Iso 2 ha un drop di 8mm ed è più alta al tallone di 2mm rispetto alla Kinvara ed alla Peregrine, che hanno un drop di 8mm.

Caratteristiche che comunque rendono la Ride Iso 2 più simile alla Peregrine Iso, per le finalità d’uso: corsa performante su medie e lunghe distanze.

La Saucony Ride Iso 2 si è rivelata comoda da indossare, proprio come la Peregrine Iso, ma con un comportamento su strada molto diverso. Mi è sembrata molto adatta per allenarsi su strada a chi gareggia sui sentieri con… La Sportiva Kaptiva!

Tomaia

La struttura Iso con “calzino” interno collegato alla linguetta paralacci, rende molto comoda la calzata.

La linguetta è ben imbotttita e filtra ottimamente la pressione dei lacci, anche quando questi son ben tirati.

La struttura del sistema di allacciatura Iso fascia molto bene il piede.

Llayer plastici saldati sulla tomaia, nelle zone laterali, supportano la solidità della calzata, in maniera più importante nella parte mediale interna.

Saucony Ride Iso 2

Il tessuto della tomaia è un Jacquard a doppiostrato è ben strutturata e  molto “dolce” al contatto sul piede .

L’ampia tramatura del tessuto permette un ottimale areazione interna, il tessuto è molto traspirante, rende la scarpa ottima da indossare anche con il caldo.

Saucony Ride Iso 2

Il contrafforte tallonare della Saucony Ride Iso 2 è munito di conchiglia interna flessibile, è ben imbottito e rivestito con un tessuto piacevole al contatto; si salda efficacemente al piede senza far sentire la propria presenza: come per la Peregrine Iso, vien da dubitare di essere avvolti a dovere!Saucony Ride Iso 2

La zona dell’avampiede è raccolta, la più raccolta che io abbia provato in scarpe running di questa categoria. Mi aspettavo di ritrovare la stessa calzata delle Peregrine Iso, ed invece ho trovato una calzata più compressiva intorno alle dita: all’inizio ho provato un po’ di disagio in zona alluce, che è sparita dopo una quindicina di km. Ero a piede nudo e alla fine non ho rilevato nessun segno di irritazione dovuta al contatto con la tomaia, considerando anche l’alta temperatura della giornata, sopra i 30°C.

Saucony Ride Iso 2

Ho trovato questo tipo di calzata all’avampiede molto simile a quello de La Sportiva Katpiva.

Saucony Ride Iso 2
Saucony Ride Iso 2 Vs. La Sportiva Katpiva

Anche il comportamento delle due scarpe si è rivelato molto simile.

Intersuola

La suola della Saucony Ride Iso 2 è composta prevalentemente con gomma PWRFOAM, e solo uno sottile strato posto sotto sotto la soletta interna è in gomma Everrun.  E’ parte integrante della tecnologia FormFit con cui viene progettata la calzata della scarpam per offrire massimo comfort di seduta e durante il passo.

Il PWRFOAM è una schiuma reattiva con alta resa energetica che offre un efficiente momento d’impatto a terra, ammortizzante e stabile. Non ammortizzante nel senso del trasmettere una sensazione confortevole di atterraggio, ma si percepisce una misurata compressione che non infossa, ma ti lascia “sospeso” e pronto per il proseguio del movimento della rullata.

L’intersuola pressenta una lunga scalanatura mediale che permette una comportamento ammortizzante indipendente tra i due segmenti laterali, senza che questo si traduca in un momento di instabilità. La fase di appoggio iniziale è gestita solo dall’ampio superficie di appoggio di uno dei due cuscinetti, la cui struttura è irrobustita dalla suola.  La pianta di contatto di questo cuscinetto è poi divisa dal resto del “corpo”, nella zona mediale: questa piccola zona di rottura non permette alla traslazione della gomma – dovuta all’attrito tra suola e fondo avvenuta al momento dell’impatto – di ripercuotersi nella zona mediale, che resta così più stabile al momento del contatto a terra.

Tutte le scalanature presenti anche nella zona dell’avampiede, contribuiscono poi ad accentuare l’elevatissima flessibilità dell’intersuola.

Comportamento ammortizzante

Come precedentemente detto, La Saucony Ride Iso 2 fornisce una sensazione di ammortizzazione solidità, stabile. Nel momento di appoggio si sente la gomma andare in compressione, ma senza che questo trasmetta sensazioni di comodità, morbidezza.

La fase di ammortizzazione è efficace ma non è di quel tipo adatta ad atleti pesanti che procedono a ritmi molto lenti che cercano il piacere ed il comfort, ma è più adatta ad atleti evoluti che hanno bisogno di un intersuola che non faccia sentire dispersione della dinamica del passo, ma che fornisca ottima risposta energetica, in particolare nella fase di anticipo alla spinta.

Comportamento in fase di “rullata”

La Saucony Ride Iso 2 permette una fase di rullata molto efficiente, l’intersuola è stata progettata per favorire al meglio la naturale pronazione del piede durante il passo, in un modo del tutto nuovo. Vi spiego perché.

Si sente spesso dire o si legge questa cosa de “l’intersuola favorisce la rullata tacco-punta”.  L’avrò detta sicuramente anche io per diversi modelli che permettono il movimento pendolare tacco-punta in maniera fluida ed efficiente.

Nella Saucony Ride Iso 2 questo fenomeno avviene in maniera ancor più evoluta, e in maniera più consona al comportamento naturale del piede.

Per capirlo dobbiamo un attimo far mente locale sul fenomeno della pronazione.

La pronazione

La pronazione è quel normale movimento di curvatura che il piede fa durante lo svolgimento del passo, più accentuato se il passo è con appoggio di tallone.

Durante questo movimento, il peso del corpo si scarica sulla pianta del piede, e le analisi biomeccaniche del passo mostrano questo fenomeno graficamente, con zone che assumono un colore più intenso durante il movimento, là dove è più caricato il peso.

Come si vede, questo movimento del carico sulla pianta del piede non segue una linea retta perpendicolare alla base del tallone e che attraversa il piede, ma compie una leggera curvatura.

Le scarpe neutre hanno una struttura dell’intersuola omogenea, mentre quelle per pronatori presentano degli inserti di gomma più densa, o altri meccanismi, che forniscono un supporto nella zona mediale interna, per impedire una più accentuata pronazione che potrebbe ripercuotersi negativamente sulla meccanica del corpo, generando infiammazioni ed infortuni.

Il Ride

L’intersuola della Saucony Ride Iso, è una intersuola “neutra”, ma ha una struttura  che permette un migliore scarico del peso lungo la  curvatura della naturale  pronazione, e allo stesso tempo un migliore carico della forza al momento della spinta.

Sulle prime, muovendosi con le Ride ai piedi, sembra di avere i piedi a “banana”: sembra, ad ogni passo – ma non è – di compiere una specie di curva col piede, un giro.

Un giro… un Ride, appunto!

Comportamento in fase di spinta

Come detto qualche riga sopra, l’intersuola della Ride Iso 2 “ha una struttura che permette un migliore scarico del peso lungo la curvatura naturale della pronazione, e allo stesso tempo un migliore carico della forza al momento della spinta: ed è in questa fase che il comportamento dell’intersuola trova somiglianza più con quella de La Sportiva Kaptiva, che con quella della Saucony Peregrine Iso.

L’ho sentito sulla pelle e nelle ossa del piede le prime volte che ho corso con le Ride Iso 2. Fortuna che nel periodo precedente, usando scarpe ammortizzanti e non le Fivefingers, mi fossi “rammollito” un po’ le dita, che quando sono andato a spingere con le Ride, ho sentito bene il carico della forza di spinta, cosa a cui mi ero disabituato senza Fivefingers, e con le quali nemmeno ci facevo caso. Mi ci sono volute un paio di uscite per non sentire più questa cosa come un disagio. Altro motivo per cui dico che questa è una scarpa per corridore evoluto, o che vuole evolversi.

 

Suola

Ho avuto modo di correrci sono in situazioni asciutte, e calde, e questa scarpa mi ha dato un ottima sensazione di tenuta e allo stesso tempo di saper “scivolare” sul fondo.  (quella macchia azzurra sulla suola è una patacca di Dido’ che si è appiccicata in casa… )

 

Conclusioni

La Saucony Ride Iso 2 è una scarpa performante, da poter usare ritmi veloci, su medie e lunghe distanze, negli allenamenti per sviluppare varie tipologie di passo, specialmente in lavori sulla velocità ed in salita. Una scarpa da tenere assolutamente nel proprio box per lavorare a migliorare la propria efficienza di passo.

Secondo me il ritmo limite per usare questa scarpa è sui 5’20″/5’30” al km, fatti ad un passo leggero, non pesante, in modo da poter sfruttare, anche con poco sforzo muscalare, una risposta che riesce a sfruttare al meglio il momento del contatto a terra, e rilanciare il passo, con leggerezza, senza fatica.
Se si procede a ritmi più lenti, e si va a impattare parecchio sulla parte posteriore del tallone, ci si pianta a terra senza poter sfruttare le caratteristiche della scarpa.

Saucony Peregrine Iso

Dal Trail alla Strada: Scarpe Running Ammortizzanti

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