Nell’approfondimento precedente   è stato dimostrato come la parte del corpo sottoposta a maggiori sollecitazioni durante la corsa in salita sia l’apparato muscolare dell’arto inferiore (in particolare polpaccio, glutei e quadricipite) piuttosto che le articolazioni, non essendo presente una fase di caduta dall’alto come – ad esempio – nella corsa in discesa.

Ma cosa accade, nello specifico, ai vari distretti muscolari coinvolti? Il Dottor Emanuele Botti, osteopata e fisioterapista con alle spalle una lunga collaborazione con la Nazionale Italiana di Atletica Leggera, pone in evidenza i seguenti aspetti.

La componente di forza muscolare necessaria nella corsa in salita è maggiore rispetto alle altre tipologie di corsa. Questo comporta una condizione di sovraccarico muscolare che porterà il muscolo ad affaticarsi maggiormente, traducendosi in due aspetti: l’incapacità di produrre contrazione e decontrazione muscolare continua (il muscolo tenderà a rimanere sempre in spasmo) e la tossicità del muscolo (quando viene prodotto acido lattico, il muscolo non riesce più a rilassarsi).

Nella corsa in salita, i tempi di contatto si allungano e quindi i tempi di stiramento e di richiesta di forza del muscolo sono più lunghi.

Osserviamo nel dettaglio cosa accade ai diversi muscoli coinvolti:

POLPACCIO

Il polpaccio – ossia la parte posteriore della gamba – subisce l’affaticamento maggiore. Durante la corsa in salita, infatti, l’appoggio del piede si trova su un piano inclinato in salita, il tendine d’Achille risulta in condizione di importante stiramento e la stessa cosa accade alla muscolatura del polpaccio in continuità con il tendine stesso.

GLUTEO

Durante la corsa in salita, il gluteo viene stirato maggiormente rispetto alla corsa in piano. Questo perché l’angolo tra il femore e la colonna si chiude in avanti e quindi si allunga questo muscolo inserito sul bacino e sul femore. Questo permette di produrre più forza perché è favorito, ma aumenta anche, inevitabilmente, l’affaticamento.

Ad esempio la corsa in salita viene utilizzata dai velocisti su tratti brevi (50-100 mt) come esercizio di forza perché, a parità di gesto, si otterrà un allungamento maggiore del gluteo.

QUADRICIPITE

Il quadricipite è un muscolo che, in condizioni normali, non dovrebbe servire a produrre movimento, ma piuttosto a trasferire la forza, ad esempio producendo forza attraverso il gluteo il contribuisce a trasferirla al terreno.

Il quadricipite viene attivato molto durante la corsa in salita quando il gesto non viene eseguito correttamente: la persona che corre in salita con baricentro posizionato troppo indietro (posizione semi-seduta), sovraccaricherà eccessivamente il quadricipite al posto del polpaccio.

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Omar
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Omar
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Ottimo articolo come sempre, sintetico e semplice da comprendere.
Omar