La Saucony Triumph 17 si presenta completamente rinnovata, abbandonando la struttura della tomaia ISOFIT per una costruzione più convenzionale, e con un intersuola fatta con un nuovo materiale e diversa geometria.

Per quanto aumentata nei volumi, dovuti alle maggiori dimensioni dell’intersuola, la scarpa pesa solamente 305gr, ed una volta ai piedi, sembra ancor più leggera.

Tomaia

La tomaia della Saucony Triumph 17 perde la fisionomia ISOFIT per tornare ad adottare una struttura di tipo più tradizionale, con una forma più snella, ed un tessuto mesh che si stende morbidamente sul piede.

La zona dell’avampiede è molto snella, per la categoria! la punta della tomaia è un po più raccolta rispetto a quella della Triumph ISO 5: si percepisce la compressione del tessuto sulla parte laterale alla base dell’alluce, ma non è una di fastidioso. Buono lo spazio intorno alle dita, anche in altezza.

La tomaia fascia molto bene il piede, trasmette un bel senso di supporto nella zona mediale interna quando si stringono i lacci, che schiacciano il piede alla scarpa al punto da far sentire di avere un impostazione da scarpa performante. Io preferisco una allacciatura più soft quando viaggio a 5’/km, e sembra quasi di non avere la scarpa sul piede! ma quando mi dico di abbassare il ritmo di una ventina di secondi, sento il bisogno di adottare una stretta maggiore.

La linguetta para lacci è ben imbottita, molto morbida, come morbide sono le abbondanti imbottiture del collarino e del contrafforte tallonare, molto estese in senso verticale, che assicurano una tenuta tenace sul piede, con un elevato senso di comfort: sembra quasi di non sentire la presenza della scarpa sul tallone! Questo grazie alla schiuma utilizzata per le imbottitura, del tipo a bassa densità, che si adatta delicatamente senza creare punti di pressione.

La seduta è resa comoda dalla presenza di una soletta fissa interna, in gomma PWrRUN+, posta sotto la soletta rimovibile Formfit, ben modellata, ergonomica.

Intersuola

L’intersuola della Saucony Triumph 17 colpisce per i suoi volumi, più simili a quelli di una Maxi ammortizzante, che non quelle di una scarpa categoria A3, avendo uno spessore di ben 33.5mm di altezza a terra nella zona del tallone, e 25.5mm nella zona dell’avampiede. Ben 3mm in più della Triumph Iso 5!

Quest’intersuola ha anche rocker dell’intersuola più accentuato rispetto al modello precedente, con l’angolo esterno del tallone è smussato, per favorire un corretto appoggio a terra ed uno sviluppo più naturale del passo “tacco-punta”

Nonostante i volumi, l’intersuola risulta molto flessibile, con una grande e insospettata capacità torsionale. Che non significa che la scarpa sia instabile. La capacità reattiva del materiale di cui è costituita, quando sottoposto a pressione, la rende molto stabile durante lo svolgimento del passo.

Il materiale di cui è composta è il nuovo PWRRUN+ , una mescola che combina Eva con il TPU, un materiale che negli ultimi anni è stato reintrodotto nelle scarpe running, grazie a nuove tecnologie di produzione che riescono ad aumentarne la durata di rendimento, molto performante dal punto di vista della resa energetica e del rimbalzo.

PWRRUN+

Il PWRRUN+ è uno sviluppo di questa mescola che riduce il peso del 25% rispetto a quella usata nei precedenti modelli premium di Saucony: questo fa si che, nonostante i maggiori volumi, la Triumph 17 pesi solamente 305gr, ben 20gr in meno della ISO 5!

Questo PWRRUN+ è un materiale meno denso rispetto all’Everun, più soffice nel comportamento al momento del contatto a terra ed in fase di spinta: si comprime più facilmente – anche alle basse andature – e rimbalza prontamente, mentre l’Everun reagiva in in maniera progressivamente diretta alla forza impressa.

Il PWRRUN+ fa si che la scarpa abbia un comportamento morbido e reattivo a qualsiasi velocità. Anche correndo piano sembra di compiere un gesto dinamico!

Questa mescola è anche accreditata di avere un comportamento meno sensibile alla temperatura esterna, specialmente rispetto ai composti in EVA, che possono cambiare proprio carattere con le diverse estreme temperature: la scorsa estate mi è capitato di tornare a correre con una scarpa in Eva, dopo mesi che non la utilizzavo, e con la temperatura di 50°C a terra, la gomma sembrava flaccida, il rendimento della scarpa molto meno efficace rispetto a quanto mi ricordavo: ad ogni passo sembrava di sprofondare a terra! Verificherò la prossima estate se questa scarpa cambia comportamento con il caldo.

Suola

La suola della Saucony Triumph 17 è fatta in materiale Crystal Rubber, e presenta dei cuscinetti in mesco Carbon Rubber, al tallone e nella zona dell’avampiede: un materiale più resistente all’usura proprio la dove i carichi di lavoro – appoggio e spinta – sono più intensi.

Il disegno è molto simile a quello della precedente verione, ma anche qui sembrano maggiori le scalanature tra le diverse parti della pianta, per favorire la flessibilità di comportamento dell’intersuola.

Solo sul fondo umido e ghiacciato ho avuto al sensazione di perdere un po di contatto col fondo in fase di spinta, nella zona dell’avampiede, specie se tentavo un accelerazione. Bene su fondo bagnato se la temperatura non è troppo bassa.

Comportamento

Abbiamo parlato di come si comporta il materiale dell’intersuola. Ma il comportamento della scarpa non dipende solo da questo. L’intersuola presenta un rocker accentuato al tallone, dove è anche presente una zona più scavata che permette di favorire l’appoggio a terra per indirizzare meglio la naturale pronazione del piede, proprio come nelle Saucony Ride. La rullata si sviluppa in maniera fluida, più fluida rispetto a quella della ISO 5, nonostante il differenziale tacco punta sia rimasto lo tesso. A dire il vero non sembra di stare effettuando una rullata perché non si percepisce il cambiamento di carico del peso lungo la pianta del piede, quanto è invece presente sotto al piede una sorta di pressione di spinta al momento in qui la scarpa poggia a terra.

Correre con la Saucony Triumph 17 viene facile anche a ritmo sopra i 6’/km, e con passo corto: l’ho provata indossando lo zaino in modalità fastpacking, 5kg di zavorra che cambiano anche la postura durante la corsa, con passo corto senza quasi tempo di volo, come fosse una camminata veloce. Anche in questo caso non è tanto il senso di compressione – stile Asics Nimbus 22 – o comodità – stile Hoka One One Clifon – che si prova durante il passo, quanto una dinamicità – stile New Balance 1080 v10 – con un pelo di morbidezza in più.

Como ed efficiente  nel modo in cui accompagna la rullata: le depressioni che scavano la supericie dell’interuola servono a permettere una maggior compressione strutturale sotto al tallone al momento della “caduta” e di non avere il materiale che rimbalzi e faccia pressione sotto  l’arcata mediale. Tutto questo evita il riverbero dell’energia d’impatto, aumentando il confort di marcia.

Conclusione
La Saucony Triump 17 è una scarpa ben ammortizzante e molto dinamica, adatta a tutti i tipi di corridori , passo e peso, per affrontare medie, lunghe e ultra distanze, con un efficienza di passo che permette di massimizzare l’impiego dell’energie.

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