Le scarpe running ammortizzate, o ammortizzanti che dir si voglia, sono il concentrato delle tecnologie sviluppate dai diversi Brand per fornire ai podisti il massimo della comodità di calzata e corsa, per la migliore protezione contro il formarsi di infortuni, conseguenza di un certo tipo di corsa, eseguito per km e km, sempre uguale, con appoggio di tallone.

Appoggio che comporta uno shock d’impatto che si riverbera su tutta la struttura ossea e tendinea della gamba, in special modo nell’articolazione del ginocchio.

Per diminuire il riverbero di questo impatto a terra, queste scarpe sono dotate di diverse tecnologia – “chimiche” o meccaniche, spesso entrambe – che ammortizzano il momento d’impatto.

Abbiamo avuto modo di provare diverse scarpe della categoria massima ammortizzazione, destinate all’uso su medie e lunghe – so non ultra- distanze: ognuna con caratteristiche uniche, che permettono una vasta opzione di scelta ai runners, secondo le proprie capacità atletiche. Ne abbiamo scelta una per ogni brand, quella che consideriamo il massimo dell’avanguardia della tecnologia.

Quasi tutte forniscono una calzata comoda, grazie a generose imbottiture e speciali solette interne: da questo punto di vista spiccano la Mizuno Wave Sky 3, la Saucony Triumph 17, la Brooks Adrenaline GTS 20.
Altre rinunciano ad una calzata super accogliente preferendo risparmiare grammi per migliorare le capacità performanti, come la New Balance 1080 v10 e le Hoka One One Clifton 6, che hanno tomaia ben conformate ma più “scarne”.

La Saucony Sonic Ra Max 2 è una scarpa sconosciuta ai più, ma è la scarpa con cui Matteo Grassi ha girato per 244 km agli ultimi mondiali della 24h.. Una scarpa poco appariscente, ma molto efficace, sia dal punto di vita dinamico sia per quanto riguarda lo smorzamento delle vibrazioni d’impatto.

La Topo Athletic Phantom è l’assoluta novità dell’anno, scarpa comoda da calzare – grazie anche alla sua particolare forma dell’avampiede, molto ampia intorno alle dita ma ben fasiante sul resto del piede – che è , come anche la la Saucony Triumph 17 – il giusto equilibrio di scarpa comoda da calzanre, ben ammortizzante, che riesce anche ad essere molto performante, al punto di permettere di correre una maratona sotto le 2h30″.

La Asics Gel Nimbus 22 è l’incarnazione del classico paradigma della categoria: un corretto equilibrio – verso l’alto, non per compromesso – di ammortizzazione e stabilità ed un pochino più di dinamicità rispetto alle Mizuno Wave Sky 3, forse ancora più ammortizzante della Nimbus, ma un pelo più lenta. La Asics Gel Nimbus 22 è la scarpa che più di tutte è adatta al passo lento di atleti pesanti, grazie anche ad un sistema mediale di supporto che libera dal carico l’arcata del piede. Poco sotto si potrebbe considerare la New Balance 880v9, anche questo un modello più classico nella struttua d’intersuola, ma forse più adatto, rispetto alla New Balance 1080 v10, ad accompagnare un passo lento in maniera più piacevole.

Per chi poi soffre di pronazione, un ottima opzione è rappresentata dalla Brooks Adrenaline GTS 20, scarpa dotata di sistema di controllo della pronazione molto personalizzabile, che grazie all’uso di due diversi tipi di gomma all’intersuola, riesce ad essere comoda nell’impatto ma anche dinamica nel passo, come non riesce ad esserlo la Brooks Glycerin, altro modello al top della produzione Brooks per quanto riguarda ammortizzazione.

NB: le scarpe sono state elencate in ordine alfabetico inverso

TOPO ATHLETIC PHANTOM    Recensione

SAUCONY TRIUMPH 17    Recensione

SALOMON SONIC RA MAX 2   Recensione

NEW BALANCE FRESH FOAM 1080 v10   Recensione

MIZUNO WAVE SKY 3     Recensione

HOKA ONE ONE CLIFTON 6    Recensione

Hoka One One Clifton 6

Brooks Adrenaline GTS 20   Recensione

ASICS GEL NIMBUS 22   Recensione
 

 

 

 

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