Nutrivo molto interesse per questo modello di Topo Athletic, come tanti addetti al settore: la Topo Athletic Zephyr si discosta parecchio da quanto finorea prodotto dal marchio americano, pur continuando a rimanere ispirato alla filosofia di base che contraddistingue tutti i modelli: MOVE BETTER. Ok, lo slogan continuerebbe con NATURALLY… ma in questo caso non possiamo dire sia proprio così, se confrontiamo la scarpa con altri modelli Topo Athletic –  tipo ST-03 e Magnifly 3 – che incarnano al meglio questo concetto di “naturale” grazie alla geometria della loro intersuola caratterizzata dal differenziale tacco-punta di 0mm, un impostazione che permette al meglio il tipo di cosa più naturale che si effettua con l’appoggio del piede con la parte  mediale.

La Topo Athletic Zephyr è’ un modello trasversale anche per quanto riguarda le tipiche categorie di suddivisione delle scarpe running: non è un A3, ma nemmeno un A2. Può spaziare tra le due categorie, dipendentemente dalla capacità di corsa – e peso – dell’atleta: una A3 veloce per i leggeri, una A2 per i più muscolari.

Ma non è la versione Topo Athletic di ”scarpa dei record”: quella placca posta nell’intersuola non è uno strumento che fornisce una spinta verso la massima espressione delle performance.

Con la Topo Athletic Zephyrr, grazie a questa placca, inserita all’interno di una particolare struttura di intersuola, già solo da fermi, e ancor più in movimento, si ha la sensazione di essere staccati da terra.

Peso: 255gr

Differenziale: 5 mm (28mm al tallone, 23mm all’avampiede)

Tomaia

Una cosa che rimane inalterata rispetto a tutta la produzione Topo Athletic, è la forma della tomaia: tiro fuori dalla scatola la Zephyr, la calzo, e la allaccio senza nemmeno il bisogno di tirare le stringhe, che già così com’è mi calza a pennello, come mi è successo con ogni altro modello.

La tomaia  veste il piede perfettamente, lasciando spazio per le dita, la giusta sensazione di fasciatura nella zona mediale, e una presa perfetta del contrafforte tallonare, provvisto di conchiglia interna flessibile, che in questo caso è caratterizzato da imbottiture interne di minor spessore rispetto agli altri modelli, che hanno un tipo di imbottitura più voluminosa e morbida.

Il tessuto della tomaia è un mesh ben traforato ed arioso, privo di rivestimento interno, che non provoca fenomeni di abrasioni anche se usato a piede nudo, ma non offre quella sensazione di piacevole fasciatura fornita da altri modelli.  Veste in maniera leggera, senza farsi sentire.

Il contrafforte tallonare fascia perfettamente, con imbottiture discrete. La forma diquesta zona è più snella rispetto a quella degli altri modelli, chiude maggiormente intorno al piede.

Anche la linguetta para lacci è ridotta ai minimi termini, poco imbottita, ma comunque efficace la sua funzione, anche considerando che non occorre tirare i lacci per ottenere una calzata tenace.

La seduta del piede è resa comoda da una soletta ergonomica Ortholite come quelle già usate negli altri modelli.

Una volta messa ai piedi, la Topo Athletic Zephyr trasmette una sensazione di immediata confidenza, ma non di comfort al pari di una Magnifly 3  o di una Phantom: è ben fatta, ma più spartana.

 

Intersuola

E’ nell’intersuola che si concentra la novità delle Topo Athletic Zephyr: gli altri modelli Topo hanno intersuola costruita in un unico pezzo di materiale, la Zephyr invece presenta una struttura molto più articolata, che fa interagire “chimica” e “maccanica”.

L’Intersuola è formata da due diversi tipi di gomma: un “guscio” esterno di gomma Eva ad alta intensità, nella cui cavità interna è inserita una placca in materiale plastico, il Plantar Flexion Stabilizer, sulla quale è posto uno strato di gomma Zip Foam.

Guscio in EVA

La struttura in Eva è rigida, fornisce una struttura solida e reattiva, che non si occupa tanto di ammortizzare il contatto a terra, ma di fornire una struttura ferma all’interno della quale avviene la dinamica dell’ammortizzazione e del passo.

Topo Athletic Zephyr e Topo Athletic Phantom
Confronto tra capacità di compressione dell’intersuola tra Topo Athletic Zephyr e Topo Athletic Phantom
 Topo Athletic Zephyr e Topo Athletic Phantom
Confronto tra capacità di flessione / elasticità dell’intersuola tra Topo Athletic Zephyr e Topo Athletic Phantom

Questa non fornisce alcun rimbalzo propulsivo, e nemmeno un momento di contatto a terra con tocco morbido. E’ una scarpa abbastanza secca, molto diretta.

Plantar…

La placca Plantar Flexion Stabilizer interna agisce nella funzione della dinamica del passo.

La storia delle scarpe running moderne inizia con l’inserimento di placche nell’intersuola.  placche di vario tipo sono state usate per fornire stabilità mediale (il Torsion di Adidas, o Trusstic di Asics) o fornire una leva ammortizzante (Wave di Mizuno) o una leva propulsiva (il classico Fulcrum di Kahru) . Negli ultimi tempi piastre in carbonio vengono inserite nei modelli di scarpa running destinati alle super performance:( Nike Zoom, New Balance FuelCell, Hoka One One Carbon, Saucony Endorphyn e Brooks Hyperion). Ma anche placche che servono semplicemente per permettere di risparmiare la perdita di energia che si verifica durante la transizione tacco-punta dopo il momento di impatto (Metaride di Asics).

La Plantar Flexion Stabilizer di Topo Athletic può inserirsi in quest’ultimo tipo di funzionalità: è una placca la cui elasticità fornisce la base interna che promuove la transizione mediale del passo. Non serve tanto a spingere, ma a migliorare, rendere più efficiente.

… Flexion Stabilizer

 Ma cosa significa quel “Stabilizer”? E’ forse la Zephyr una scarpa stabile, per chi soffre di iper-pronazione del passo?

No. La Zephyr è una scarpa che ha una sua fermezza nel rapporto col suolo, grazie alla sua struttura in Eva abbastanza rigida. Ma non è una scarpa che fornisce supporto all’iper-pronazione. E’ vero, “stabilizzare” significa “rendere stabile, consolidare, resistente”. Ma questo “stabilizer” non si riferisce all’arco del piede, ma alla flessione plantare. E se guardate la superficie della placca, piatta, stretta al tallone e che si allarga piano piano fino alla zona dell’avampiede, è chiaro che non c’è alcun tipo di supporto all’arcata mediale che serva a impedire il fenomeno dell’iper-pronazione.

“Stabilizzare” può anche significare, se riferito alla dimensione del “movimento” – della flessione! – “durevole, costante, non soggetto a variazioni”.

Quindi questa placca non è uno strumento che stabilizza la flessione dell’arco nel momento del collasso che si verifica durante il movimento tacco-punta, non è uno strumento passivo che ferma un certo tipo di fenomeno; quanto uno strumento attivo, che promuove la flessione e fornisce la base solida che permette di stabilizzare la dissipazione dell’urto d’impatto effettuata dallo strato superiore in Zip Foam e che, grazie alla sua elasticità, non fa disperdere l’energia cinetica del passo.

Come si riscontra tutto questo nell’uso? Facendo un paragone con la Topo Athletic Fli-lyte 3, modello che ha un intersuola con misure 23/20 e peso di 285gr, contro i 25/20 e 272 gr della Zephyr. Misure abbastanza simili (il peso dipende fondamentalmente dalla tomaia, meno minimalista della Fli-Lyte 3) ma intersuola molto diversa: quella della Fli-Lyte fa sentire molto più il contatto del piede al terreno, specialmente in fase di spinta, si sente proprio la pianta del piede lavorare sul fondo, si sente il carico della spinta sotto le falangi. Con la Zephyr invece questo momento di carico non si sente, la transizione tacco-punta scivola via che è una meraviglia, il piede fatica di meno.

Ma tutto questo solo se si procede ad una certa velocità: la Zephyr è una scarpa da passo veloce, che sia sotto i 4’30/km, altrimenti diventa faticosa da portare, non avendo grande rimbalzo dall’intersuola in Eva e nemmeno tanta ammortizzazione d’impatto. Mentre diventa piacevole andando col ritmo del jogging leggero, passetto corto e svelto, senza tanto tempo d’appoggio a terra.

Strato in Zip-Foam

Lo strato interno in Zip Foam si “occupa” della funzione ammortizzante, agendo come un materassino, assorbendo l’urto al momento dell’impatto a terra del tallone. Questo strato si occupa di fornire uno stato di confort durante il passo, senza far disperdere l’energia cinetica della rullata.

Suola

La suola presenta la stessa costituzione di tutti gli altri modelli, con cuscinetti di gomma molto resistenti all’usura, posti nei punti più coinvolti nella dinamica del passo.

Conclusione

Alla luce di tutto questo “spiegone”, la domanda legittima è:”Tutto questo come serve, a chi serve, a cosa serve?”

Come?:  a passo veloce, al momento dell’impatto, non si avverte un appoggio cuscinoso contro il fondo, ma un appoggio solido che non si “perde” nella compressione della gomma, ma scivola via; mentre si avverte un senso confortevole di “sprofondamento” all’interno della scarpa, ma non si avverte l’impatto a terra, non si avverte qualsiasi riverbero dovuto al rinculo. Il senso di sprofondamento è limitato alla zona sotto al tallone, dopo di che, vuoi per il cuscinetto Zip Foam e la soletta interna, vuoi anche grazie alla soletta interna Ortholite, il passo prosegue comodo senza affossarsi, senza che si percepisca un senso di collasso dell’arcata mediale, fino al momento di spinta, che avviene “di rilancio”, sembra quasi che non si faccia fatica a spingere con l’avampiede. Questo si traduce nel fatto che dopo una corsa sulla media distanza non si provi alcun senso di affaticamento, il piede resta riposato.

A chi?: ad atleti leggeri e performanti per avere una scarpa dinamica e riposante per allenamenti a velocità costante su medie e lunghe distanze; atleti di peso forma e capacità amatoriale, per allenamenti bravi/medi a velocità non più alta dei 4’30”-40”/km.

A cosa? correre in maniera efficiente, sfruttare al meglio le proprie capacità rimanendo nella fascia di sforzo ottimizzato: non al massimo, ma al meglio. Se volete pigiare di più sull’acceleratore, correre in zona anaerobica, meglio la Fli-Lyte 3 per brevi e medie distanze; la Topo Athletic Phantom (che offre qualcosa in più in fase di propulsione, grazie ad un intersuola tutta in Zip Foam, che rende qualcosina in più rispetto all’Eva della Zephyr) per le lunghe distanze.

In conclusione, la Topo Athletic Zephyr è una scarpa fatta per correre, per allenarsi a dare il massimo. Non è fatta per facilitare il compito fornendo un mezzo che aiuti oltre modo la fase di spinta: ci vuole impegno, anche nel modo in cui ci si pone nella corsa, nella postura, per sfruttarla al meglio. E allora sentirete i quadricipiti ed i glutei lavorare in maniera più efficiente, e forse le prime volte li sentirete pure affaticati come mai prima, se non siete atleti già ben strutturati per la velocità.

 

Peso: 255gr

Differenziale: 5 mm (28mm al tallone, 23mm all’avampiede)

Scarpe Running Performanti categoria A2

 

 

Topo Athletic Phantom

Topo Athletic Fli-lyte 3

Lascia un commento

avatar
2000
Foto e Video