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MARIO ROSSI, 52 anni TABAGISTA, 15 sigarette al giorno (in quarantena è passato al pacchetto);

Mario Rossi, si alza tutte le mattine verso le 6:30 puntuale con un colpo di tosse, il grumo catarroso è ormai la sua sveglia. Caffè, due biscotti e sigaretta guardando alla finestra perché, dice, “aiuta ad andare di corpo”.

La sigaretta aiuta a pensare: quei due minuti che ti prendi tutti per te. Mario si mette alla finestra e guarda, pensa, osserva; e odia:

“Guardalo lì, eccolo lì, puntuale, alle 7:30 del mattino. Sole, pioggia, vento sempre li quello stronzo. Caspita ci trovi a girare come un criceto intorno al palazzo? Ti piace? Ma figurati se ti piace. Sei uno sfigato e non fai altro che consumare ossigeno. Ti piazzi in mezzo alla strada perché il marciapiede ti fa schifo? Guarda guarda! Guardalo lì adesso come gode delle poche macchine che ci sono in questo momento. Vergognati! La gente in ospedale e tu che corri in giro, tossisci, sputi e fai girare le tue goccioline ovunque. Ah perché io ti vedo eh? Sei al quarto giro e ne fai almeno 12 tutti i santi giorni. Stai almeno almeno 50’ per strada a rompere le palle a tutti. Guarda adesso! Guarda! Quella macchina stava uscendo dal garage e per poco non lo prende sotto, peccato che lo ha mancato.

Ieri è pure passato vicino a un signore anziano che stava uscendo. E mica passa a un metro, no no, erano meno di 100 cm. Che schifo, una vergogna. Tu guarda se devo uscire per fare la spesa e rischio di trovare uno che mi passa affianco sudato, contagioso e puzzolente. Non a caso il “paziente uno” era un runner, blah”.

Sigaretta finita.

52 anni, sportivo;

Mario Rossi, si alza tutte le mattine alle 5:30, si prepara una colazione leggera perché alle 7.15, puntuale, 5 volte alla settimana si fa un allenamento di corsa. Stava preparando la sua prima mezza maratona, mancava poco e poi… Lockdown, tutti a casa. Sogni però non svaniti ma solo rimandati. Ex fumatore e obeso, felice del suo grande cambiamento: dopo un piccolo problema cardiaco  aveva capito che doveva cambiare vita e abitudini; così dal 23 aprile 2018 ha deciso di passare dall’altra parte e di spolverare le scarpette del liceo. Dopo la prima fascite plantare ha iniziato a fare le cose in modo più serio e ora guardalo li: felice, contento, scarpe ultimo modello ai piedi, maglia tecnica e via a correre quei 50/60’ a velocità media. Adesso, ore 7:30 in punto si trova a dover girare come un criceto intorno alla casa, un percorso di circa 550 metri. Ogni 3 minuti circa, alza gli occhi verso quella finestra dove scorge il fumo di una sigaretta uscire e attaccate due labbra di un uomo un po’ grassoccio che lo guarda con disprezzo. Una volta gli ha addirittura urlato “devi stare a casa” con un odio estremo. Chissà se lo ha mai urlato a uno spacciatore, si chiede. Non importa, Mario corre, si lascia tutto alle spalle, anche gli insulti perché sta così bene e si sente così libero e felice che niente lo intacca. Non ha più bisogno di andare dal tabaccaio o di attaccarsi alle torte per sentirsi felice.

A lui basta correre per amare la vita.

Allenamento finito

Mario Rossi, 42 anni, operaio;

Si alza perché la sveglia gli ricorda che è ora di andare a lavorare. Se ne starebbe a casa ma gli tocca così: la sua azienda non ha chiuso. Una colazione veloce mentre guarda Facebook, instagram,tik tok, insomma tutto ciò che è social. Giornali? Telegiornali? Statistiche? Neeeeeh, tutte cose montate e inutili. Crede così. “Meglio la voce del popolo”, sostiene; “libertà di pensiero” dice. Così le fonti principali di informazione sono Facebook. Però il tempo è quello che è perciò meglio la quantità che la qualità. Alla fine il succo sta nel titolo, copia incolla e inoltra almeno 3/4 volte al giorno. Mario Rossi sta uscendo dalla rampa del suo garage quando un tipo che corre cli taglia la strada, ma porc! A pausa pranzo guarderà le tendenze sui social e deciderà cosa provare per il runner. Amore o odio?

Mario Rossi, 75 anni, pensionato

Mario Rossi si alza tutti i santi giorni alle 5 del mattino. Sua moglie già pronta in cucina con caffè caldo pronto e pastiglia per la pressione. Mario non ama più Rosetta dal ’92 ma si vogliono un gran bene e si sopportano anche in questo periodo di bar e giochi a carte serrati. Il suo amico Giulio (80 anni compiuti il dicembre scorso) è grave, lui è triste ma non può farci nulla. Il TG 4 manda le notizie; poi c’è Forum, La Durso e tutte quelle trasmissioni che fanno passare la giornata. Mario non odia o non ama nessuno in particolare, vorrebbe solo poter tornare a bere il suo bianco alle 12 e fare due parole al Bar Sport in piazza del suo paese. Invece niente, tutto chiuso, tutti a casa; unico sfogo è fare la spesa e buttare la pattumiera la mattina. Ogni giorno gliela allunga Rosetta e non gli dice più “vai a buttare la sporcizia” ma gli dice; “vatti a fare un giretto bah” porgendo un sacchetto mezzo vuoto. Puntuale alle 7:30 esce per i suoi 10’ d’aria; a volte dimentica la mascherina. Un runner gli taglia la strada proprio mentre sta uscendo dal cancello. La Durso dice che ci sono rischi seri se un runner ti passa affianco.

Il Buon Senso

da 10.000 anni vive di stenti ultimamente.

Non ha quasi più voglia di alzarsi dal letto, è grave.

Tutti i giorni alle 7:30, anzi 24 ore su 24, viene a mancare un po’ da tutte le parti.

Non si capisce perché, nemmeno lui lo capisce. Non ci vuole molto: non pesa, non infetta, è un toccasana per la comunità, non dice parolacce, si potrebbe portare facilmente dietro… E invece

Sta morendo.

Se lo vedete, mi raccomando, state attenti perché ultimamente è un po’ diffidente e non si fida molto della razza umana. Cercate di assecondarlo ma accoglietelo con voi. Sappiate che fa solo del gran bene e che tutti dovrebbero averne almeno un po’…sportivo, atleta, amante della natura, facebookaro, nerd, qualunquista, single, dongiovanni, famiglia, mangione, beone, razionale, equilibrato, invidioso, quello che sequele regole.