PCA Affinity

La Salomon Sense Pro 4 può benissimo definirsi una Sense Ride 4 da gara, pensata per atleti PRO: adotta le stesse tecnologie, ma è alleggerita, rifinita in maniera da valorizzare caratteristiche inerenti alla performance: agilità e capacità di controllo.

Caratteristiche

Peso: 255gr / 215 gr versione femminile

Differenziale tacco-punta: 4 mm  (25/24mm)

Tomaia

La tomaia della Salomon Sense Ride 3 è fatta con tessuto mono strato ben traspirante, rinforzato da layer interni, con una struttura interna a semi-calzino costituita dalla linguetta para-lacci che si unisce alla tomaia tramite soffietti laterali.

Il tessuto ho scoperto essere accreditato anche di capacità idrorepellente: me ne sono accorto attraversando un prato d’erba al mattino, che mi bagnava gli stinchi ma che non ha impregnato il tessuto bagnandomi il piede.

La linguetta para lacci è praticamente un velo, privo di imbottitura, di cui si sente la mancanza quando si va a tirare bene il sistema di allacciatura Quick-lace, con la stringhe che premono sul collo del piede… Strano, per una scarpa che per il resto veste in maniera confortevole! Può darsi che i “Pro” non facciano tanta attenzione, avendo altro a cui pensare, correndo a velocità che non riesco ad immaginare…

La scarpa è priva di un vero e proprio puntale da trail-running, tuttavia la costruzione della tomaia, sulla punta, presenta una sua intriseca struttura e rigidità che un poco protegge dagli scontri. Un poco.

Calzata

La calzata è sicura, fasciante ma non soffocante, persino comoda! In effetti non sembra tanto di stare in una scarpa da trail running. E nemmeno in una da running, per quanto il concetto di scarpa stradale ispiri questo modello. Eppure ha tutte le caratteristiche di una scarpa stradale molto performante. Soprattutto nella zona anteriore, che porta a spostare l’alluce verso la parte interna, a compattarsi con le altre dita dei piedi, anche queste compresse verso la zona centrale. Un’impostazione da performance che non risulta scomoda, perché questa compressione non è dovuta ad una tomaia troppo fasciante, ma alla forma della pianta d’appoggio, che guida le dita in questa formazione: andando a premere sulla tomaia nella zona dell’alluce, sul “puntale”, si vede bene che c’è persino spazio tra il tessuto ed il dito!

Il collarino ha imbottiture molto estese in senso verticale che proseguono per tutta la parte interna della conchiglia tallonare, che ha una struttura molto flessibile, che fornisce una presa anche troppo comoda per la tipologia di scarpa, non trasmettendo quella rassicurante sensazione di presa tenace che ci si aspetta da un mezzo così portato alla corsa veloce ed anche acrobatica… Ma non manca affatto di tenuta, col piede che non va mai a spostarsi di lato, neanche quando si sbaglia un appoggio o un sasso si smuove di lato sotto il piede seduto su una soletta sagomata Ortholite.

Intersuola

Avevo provato la Sense Pro, prima versione, circa 6 anni fa, trovando fosse una scarpa buona… per piantare chiodi nel granito, quant’era duro il tallone al momento dell’appoggio!

Ma la Salomon Sense Pro 4 è tutt’altro che dura! molto flessibile e con il sistema Optivibe – visibile togliendo la soletta interna – che ha reso persino comodo il momento della caduta; non p certo una scarpa ammortizzante, ma comoda.

Anche l’intersuola ha una certa capacità di compressione che alleggerisce il momento d’appoggio a terra.

L’ìntersuola è dotata di un sistema Profeel Film, una specie di placca anti-roccia inserita tra intersuola e suola, che non è affatto un una vera e propria “placca”, e non impedisce al piede di percepire le caratteristiche del fondo. Molto fine e flessibile, non offre una reale protezione da vere e proprie intrusioni del fondo: mi è capitato di poggiare su un sasso che si è mosso, rotolando sotto la pianta del piede, ed ho quasi avuto la sensazione che mi stesse portando via il calzino! Occorre stare attenti a poggiare il piede su rocce acuminate, che si sentono bene, specie in zona mediale…

Suola

Materiale Contagrip mi ha stupito per la resistenza dei tasselli, che facevo più deboli. E’ una suola molto versatile, che permette anche di andare a 4:30 su asfalto con disinvoltura, ama fondi compatti, ma si comporta bene anche su fondi argillosi molto friabili

 

Comportamento

Già calzandola, la Salomon Sense Pro 4 sembra più leggera di quanto pesa. Non sembra di avere ai piedi una scarpa da trail running, quanto una scarpa stradale categoria A1, tipo una Saucony Type A.

L’esecuzione del passo rullato è piacevole, e risulta facile ed efficiente anche un passo impostato più con appoggio di meso piede, che non è affatto duro, e che non presenta una struttura che di rimbalzo va a premere contro l’arcata del piede.

La Salomon Sense Pro 4 ti da la sensazione di stare ben a contatto col terreno, con le dita dei piedi ben puntate a terra

Il differenziale tacco-punta così basso – 4mm – permette di correrci in maniera “naturale”, tant’è che mi è piaciuto correrci sia a 4e30 che e 5e30, poggiando sempre di meso piede, in maniera leggera.

Se si poggia di tallone, si percepisce un momento dolce d’impatto e un breve momento di compressione interna sotto il tallone dove è presente il pad ammortizzante in materiale Optivibe.

La geometria del differenziale poi permette una più ampia mobilità del piede, facendo in mono che questa scarpa, leggera e poco voluminosa, permette movimenti agilissimi. E con quella struttura molto flessibile, un gran bel controllo del passo. Dove i 5mm di tacchetti – che sembravano non esserci durante l’iniziale tratto di corsa su asfalto – si fanno valere.

Proprio per questo mi è piaciuta molto in discesa, dove ha dimostrato anche un buon grip in quelle situazioni in cui ti trovi una tratto molto inclinato col fondo friabile in cui ti tocca andare un po in frenata; e dove, puntando bene l’avampiede contro il fondo, non ci sono scivolamenti del piede, non si ha la sensazione spiacevole di andare a premere le dita contro la punta della scarpa.

In salita si fa apprezzare la flessibilità del piede che permette sempre un ottimo contatto col fondo, e la già menzionata capacità dei tasselli, anche su fondi friabili.

La mancanza di una vero puntale protettivo e un rocker poco accentuato, con le dita molto a contatto a terra, comporta un atteggiamento molto attento durante la corsa, che può stancare mentalmente un atleta soprattutto se neofita al trail running, attenzione che di solito un atleta Pro molto esperto mantiene ormai a livello inconscio (cosa che riesce anche a me, non perché sia o abbia avuto un passato da Pro, ma solo perché ho un esperienza di corsa trail in fivefingers e sandali, che ha sviluppato questa capacità di… sopravvivenza)

Conclusioni

Questa scarpa è fatta per andare forte. E se andate forte, magari anche lontano, molto lontano. Non è una scarpa con cui camminare, se non di forza, in salite molto pendenti.

Manca di protezione adeguata per affrontare lunghi percorsi più rocciosi, alpini, dove magari è più indicata una Salomon X Alpine /Pro.  Ma anche qui, dipende molto dall’atleta, che deve essere ben preparato, col piede abituato a un certo tipo di stress.

 

Salomon Sense Ride 3

Salomon Supercross GTX