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Camminare migliora la Corsa: risulta essere una delle metodologie più efficaci in circolazione: il metodo “Run Walk Run” ossia “Corri Cammina Corri”.
Viene da chiedersi: è adatto solo per principianti e/o anche per atleti maggiormente evoluti??

I Vantaggi

 I principali vantaggi che questa metodologia di allenamento fornisce sono:
 • l’alternanza corsa e camminata consente a muscoli e tendini di affaticarsi più lentamente permettendo di coprire una distanza maggiore;
• la fatica cala sensibilmente, poiché il livello di sforzo viene mantenuto entro i limiti accettabili;
 • i tempi di recupero tra un allenamento e l’altro si riducono, consentendo di evitare l’overtraining;
• la distanza diventa mentalmente più gestibile;
• il rischio di incorrere in infortuni si abbassa, poiché viene ridotto lo stress sulle parti corporee più delicate (ad esempio un muscolo post-infortunio o durante un periodo di transizione/riabilitazione).

Come si applica? 

Risulta essere una pratica preziosa sia per un principiante che per un podista evoluto:
Run Walk Run per podisti principianti  è la miglior tipologia di allenamento per chi vuole iniziare a correre in maniera preventiva e sostenibile.
Di fatti uno dei primissimi “ostacoli” per chi inizia è quello di percepire la corsa come uno sforzo troppo faticoso e, molto spesso, se si prova fin da subito a correre di continuo fino allo sfinimento fisico, si ha la conferma di tale timore.
Ma “la corsa non dovrebbe essere sinonimo di dolore, infortuni e frustrazione, ma di salute, benessere, stimolo e vigore”.
E quindi, per favorire il benessere psico-fisico durante la corsa, il metodo RWR ci viene in aiuto.

RWR per podisti avanzati 

È meno intuitivo a pensarci, ma risulta essere un’ottima metodologia di allenamento anche per chi è già in grado di correre con continuità lunghe distanze;
anzi, il Run Walk Run viene utilizzato sempre più spesso anche da atleti professionisti.
Succede spesso purtroppo che i podisti più allenati evitino di inserire tratti di camminata nei loro allenamenti per 2 ragioni principali:
• il loro ego, non vogliono farsi vedere “camminare” durante i loro allenamenti;
• la convinzione interna che “maggior fatica” equivalga a “miglior allenamento” e quindi, secondo questa visione, camminare sarebbe solo uno spreco di tempo, rovinerebbe l’allenamento.

Pertanto nel caso di un atleta avanzato camminare durante l’allenamento non è segno di debolezza, ma se usato in modo mirato e consapevole è un metodo di allenamento efficace e intelligente.

Maurizio Raimondo Vanotti