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Ministro Spadafora

La bozza del Testo Unico dello sport, non lascia dubbi, siamo al cospetto di una riforma che sancirà un cambio epocale nella governance dello sport italiano. Il testo, proposto dal Ministro Vincenzo Spadafora, dal 9 luglio è stata inviato al Governo e alle forze politiche.

I successivi colloqui, con tutti gli stakeholders, che si protraggono anche in questi giorni, definiranno e dettaglieranno ulteriormente la norma:

“È un lavoro importante che recepisce tante osservazioni sorte durante gli incontri che ho avuto con tutti gli organismi del settore: Coni, Sport e Salute, Federazioni, discipline associate, enti di promozione sportiva, associazioni, società sportive e dei tanti atleti e cittadini che mi hanno scritto” – spiega il Ministro Spadafora, nel proprio profilo facebook – “Un testo elaborato anche grazie al confronto avuto con le forze politiche di maggioranza ed opposizione e che recepisce suggerimenti di entrambe. Perché il bene dello sport deve vederci tutti uniti. Sarà un passaggio fondamentale per garantire che lo sport (a tutti i livelli) possa crescere e rappresentare un vero e proprio motore per la ripartenza economica e sociale”.

A nostro parere avere scelto la strada del Testo Unico, riteniamo sia stata l’unica via per creare una guida certa, nell’alveo delle numerose normativa incrociate, che da anni tengono in ostaggio il settore.

Ma quali sono i punti fondamentali della futura legge?  Andiamo nel dettaglio.

Evidenziamo, prima di tutto, che viene data una definizione di sport, molto meno restrittiva di quanto attualmente, decodificato dal CONI e dall’elenco delle discipline sportive riconosciute dallo stesso.

La cosa, non è  di poco conto, in quanto vengono introdotte le correlazioni tra sport, benessere psico fisico, relazioni sociali e di competizione a tutti i livelli  (quindi anche lo sport prettamente amatoriale).

Lo sport quindi, è : ” qualsiasi forma di attività fisica fondata sul rispetto di regole codificate che, attraverso una partecipazione organizzata o non, ha per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli”

Potete ben comprendere, che tale definizione, più ampia, più moderna e confacente alle esigenze del settore, avrà un impatto pesante ed importante, su tutto quello che concerne lo sport di base e sociale, con il reintegro di sport “dimenticati” più per questioni politiche che pratiche, sicuramente più “sport” o più praticati di alcuni presenti nell’elenco ufficiale delle discipline sportive riconosciute dal CONI.

L’impatto oltre che sociale, per le ASD che praticano attività sportive “dimenticate”, sarà fondamentale anche per tutti gli aspetti fiscali e giuslavoristici che conseguono dallo svolgere delle attività sportive riconosciute.

Fatti salvi i principi generali e gli obbiettivi di alto valore morale e sociale, ci addentriamo nelle diverse parti e nei diversi titoli della norma.

Nel titolo dedicato agli Enti Pubblici, si concentra la riforma della governance dello Sport. Anche qui una riforma che dovrebbe, salvo emendamenti dell’ultimo minuto o pressioni politiche, diventare storica.

Viene istituito il Dipartimento dello Sport che avrà molte e più ampie competenze, tra le quali la vigilanza sul CONI, su Sport Salute SpA, sui contributi erogati alle diverse FSN, DSA e riconoscerà gli Enti di Promozione Sportiva, sui cui ovviamente vigilerà.

Già, gli EPS, non saranno più riconosciuti dal CONI, ma dal neonato Dipartimento dell Sport del Governo.

Malgrado alcune resistenze, da parte di alcuni di questi Enti, riteniamo, che questa possa diventare una grandissima opportunità per gli stessi e per lo sport sociale e di base, che si “smarcherà” da lacci e lacciuoli dell’attuale ordinamento sportivo.

Riteniamo quantomai opportuno scindere il mondo degli EPS dal mondo CONI. Storicamente sono sempre stati mal digeriti da quest’ultimo e di fatto poco sostenuti, rispetto alle risorse a disposizione o costretti ad essere firmatari di convenzioni capestro con le FSN.

Perché il Ministro Spadafora, allora ha incontrato delle resistenze? (non da parte di tutti ndr)

Semplice, perché gli stessi EPS, per ricevere i contributi, dovranno mettersi in una logica di meritocrazia, libera “concorrenza”, trasparenza, lavoro, cooperazione e progettazione, mentre i contributi a “cascata” saranno pochi o nulli. Non tutti ci riusciranno.

Anche il CONI, fino ad ieri, con potere di vita, morte e miracoli sullo Sport, ne esce ampiamente ridimensionato, in termini di poteri e risorse, sviluppando, principalmente le proprie attività occupandosi della preparazione olimpica e di alto livello e della lotta al doping. A livello territoriale, i comitati e i presidenti regionali, avranno mero compito di rappresentanza.

Continuerà a riconoscere le FSN e le DSA e quindi a gestire lo sport nel proprio ambito, più ristretto.

Punto dolente per i numerosi Presidenti, con mandati pluridecennali, invidiati per temporalità anche da alcuni regnanti, è l’introduzione del limite dei mandati (norma retroattiva) che inibirà la ricandidatura degli stessi.

Maggior importanza verrà data anche al Comitato Paralimpico, neo Ente Pubblico, che avrà pari poteri del CONI, ovviamente nel suo ambito di competenza.

Un discorso a parte lo merita il braccio operativo del Governo. La Società Sport e Salute SpA, vera e propria cassaforte del Dipartimento e realtà operativa per progettualità e coordinamento per lo sport sociale.

Sotto la guida di Vito Cozzoli, già in questo periodo emergenziale, ha assunto un ruolo primario nella gestione dei fondi deliberati per il sostegno del settore.

Sport e Salute SpA, materialmente erogherà, secondo dei futuri criteri stabiliti, i contributi a FSN, DSA e EPS.

Oggetto delle prossime parti di questo ampio articolo, saranno la nuova disciplina in capo alle ASD e SSD, i rapporti di lavoro sportivo, le semplificazioni e il nuovo Registro (non più in capo al CONI?), le figure degli associati e tesserati (titolo sulle persone fisiche) e le

Non dettaglieremo, le specifiche disposizioni per disciplinare e regolamentare, i gruppi sportivi militari, il vincolo sportivo nel settore dilettantistico (abolito), le norme Antidoping, la figura dell’agente sportivo, i diritti audiovisivi e le norme sulla sicurezza negli impianti sportivi, vista la particolarità e complessità delle stesse.

Segnaliamo infine che sono state normate le attività sportive con impiego di animali e sullo svolgimento degli sport invernali.