PCA Affinity

La Saucony Peregrine 10 cambia decisamente rispetto alla precedente versione, pur rimanendo un modello – soprattutto nella variante con suola “normale” – che rappresenta una delle migliori opzione di scelta in fatto di scarpe tutto-fare per chi vuole approcciarsi al mondo del trail running, per la sua capacità di accompagnare la corsa, e di farlo in maniera comoda e protettiva.

Differenziale tacco-punta 4 mm (27/23)

Altezza tasselli: 5 mm

Intersuola PWRRUN+

Suola PWRTRAC

Peregrine 10 ST: Configurazione “Sloppy Terrain”

Mentre le precedenti versioni erano dotate di una suola abbastanza polivalente, la Saucony Peregrine 10 permette di scegliere fra due tipi di suola, sempre in mescola PWRTrac, di cui una denominata ST – quella del test- che sta per Sloppy Terrain, ovvero fondi friabili, umidi, fangosi; quei fondi dove servono suole con tasselli profondi e ben distanziati per ben penetrare il fondo ed avere una trazione efficiente.

La Saucony Peregrine 10 ST ha una suola che risponde a queste esigenze, abbinata anche ad una tomaia pensata proprio per affrontare l’ambiente in cui di solito si incontra quel tipo di fondo, un ambiente umido, probabilmente nella stagione autunno-inverno.

Una tomaia fatta con un tessuto idrorepellente, che per questo rende la scarpa meno ariosa rispetto alla versione normale – forse anche meno traspirante.

Ho voluto provare la ST, benché non sia proprio la stagione adatta e non disponendo di sentieri adatti, per capire se, comprandola d’autunno, uno può portarla sui sentieri anche durante l’estate.

Perché quando la vedi esposta sugli scaffali di un negozio, così bella nella sua livrea rossa, accanto al modello normale… ti vien voglia di prender questa!!! E ti chiedi “ma farò una cazzata, non sarà meglio l’altra?”.

Io preferisco la versione normale, perché i sentieri che percorro quotidianamente presentano fondo compatto, in tutte le stagioni. Anche in autunno, non vengono invasi da viscido fogliame che crea un tappeto dove farebbero comodo tasselli ben aggressivi… Per trovare quei fondi devo spostarmi in macchina, e sinceramente preferisco correre sempre sugli stessi sentieri che sprecare tempo in macchina… ogni tanto lo faccio, certo, ma per occasioni speciali, non per la corsetta quotidiana di un oretta che posso svolgere tranquillamente sui sentieri a km da casa… Ma se vivessi in montagna, e i sentieri attraversassero faggete e castagneti, ed in autunno, che è anche la mia stagione preferita per correre… beh, userei le Peregrine ST senz’ombra di dubbio!

Differenza tra Peregrine 10 e Peregrine 10 ST

La Saucony Peregrine 10 ha una tomaia con tessuto più “leggero”, più morbido e traspirante, che rende la calzata più comoda, molto più simile ad una scarpa stradale.

La tomaia della ST è più rigida rispetto a quella della versione normale, veste in maniera più fasciante.

L’intersuola ha tasselli meno pronunciati, meno grandi e più fitti, quindi si ha maggior superficie di contatto a terra, maggior flessibilità della struttura suola/intersuola che riesce a copiare con più facilità il terreno e a trasmettere una sensazione di maggior confidenza col fondo; si ha proprio la sensazione di essere ben piantati a terra.

L’intersuola sembra non offrire lo stesso grado di ammortizzazione dell’impatto: l’intersuola è la stessa, così come la soletta interna, le due versioni hanno la stessa configurazione. Eppure con la Peregrine 10 ST si ha una sensazione di minor morbidezza di contatto a terra al momento dell’impatto. Forse questo è dovuto alla struttura della suola.

Il comportamento della versione normale durante la corsa è più fluido: la Saucony Peregrine 10 è una delle migliori scarpe con cui approcciarsi al mondo della corsa sui sentieri, se si viene dalla corsa stradale.

Tomaia

Ho corso con la Peregrine 10 ST sui sentieri dietro casa con 32°C s.l.v., un umidità pazzesca, facevo fatica a respirare e sudavo copiosamente… non mi sono nemmeno accorto se avevo caldo ai piedi! E dopo due ore non mi sono proprio accorto di aver patito surriscaldamento ai piedi!

In altre condizioni meno bollenti ho effettivamente sentito un po più caldo rispetto ad altre scarpe da trail. Ed allora ho fatto un test comparativo, da fermo, calzando diverse scarpe: dovendo fare un paragone di “freschezza” provata tra diverse scarpe, solo La Sportiva Helios e la Hoka Torrent fanno sentire ben areati. Con le Saucony Peregrine 10 ST ci si sente effettivamente più isolati dall’ambiente esterno di quanto si possa provare con altre scarpe. Ma non è una sofferenza!

 

Molto protettivo il puntale, ben rivestito con un materiale plastico spesso ma non rigido

Calzata

La calzata della Saucony Peregrine 10 ST è in gran parte affiddata al sistema Formfit che vede coinvolte l’intersuola, la soletta intersna fissa in Everun e la soletta rimovibile: si ha una seduta-culla che lavora insieme al piede creando un base di appoggio che si personalizza a seconda del tipo di passo dell’utilizzatore.

La tomaia ha poi una forma molto avvolgente, ma che non infastidisce il piede in nessuna condizione, con un sistema di allacciatura tradizionale ma che, grazie al supporto di layer di rivestimento laterali, assicura una presa tenace.

Il contrafforte tallonare è più stretto rispetto alla versione precedente, con una forma più profilata del collarino, ha meno imbottiture, e offre una sensazione di maggior presa. Ottime le imbottiture del collarino, fasciano in maniera perfetta e comoda.

All’inizio si può percepire la presenza del “becco” che forma il collarino nella parte posteriore, a contatto col tendine; non provoca fastidio, ma si sente. E’ una sensazione che presto scompare.

Suola

Per quanto riguarda la suola, sui fondi secchi e sassosi dei sentieri appenninici, non ho poi trovato difficoltà a tenere il piede sul fondo. Certo, si percepisce un diverso comportamento della scarpa durante la corsa, rispetto alla versione normale, come se non ti permettesse di far sviluppare bene la dinamica del passo – dal momento dell’impatto, durante il ride e poi nella fase di spinta: forse proprio perché avendo minor contatto col fondo a causa dei tasselli alti e alla minor superficie di appoggio – si scarica a terra in maniera meno efficiente l’energia impressa.

 

Ma quando ha avuto modo di addentare il fondo dei single track argillosi ancora umidi, beh, si è espressa tanta efficienza: dove altre scarpe possono lasciare un segno di scivolata con queste si vedono solo i segni dei tasselli!

Tasselli che hanno una forma molto aggressiva, col profilo pro & contro marcia allo stesso tempo, molto efficaci nell’aumentare il controllo e la stabilità d’appoggio

Intersuola

L’intersuola della Peregrine 10 è fatta in PwrRun+, un materiale che oltre ad avere una buona capacità di assorbire il fondo, è molto elastico, quindi rende la struttura molto attiva, sia nel promuovere la corsa, che nell’agevolare l’agilità del passo, permettendo al piede di trovare sempre la giusta posizione nel rapporto col fondo, operazione agevolata anche dal basso differenziale tacco-punta, che permette alla caviglia di operare al meglio, facilitando così anche chi non ha una preparazione muscolare molto sviluppata di avare ampio margine di movimento per intervenire nelle correzioni del passo nelle situazioni più estreme.

La piastra anti roccia presente nella zona avampiede è molto flessibile e non impedisce alla zona anteriore di adattarsi al fondo fornendo così una base di appoggio sempre stabile, permettendo anche un passo aggressivo.

Conclusioni

Beh, se vi piace proprio questa Saucony Peregrine 10 ST rosso fiammante, prendetela, anche se non è inverno: certo, in fatto di fluidità del gesto la versione normale è sicuramente più piacevole quando fate scorrere il passo sul fondo, ma se avete la fortuna di affrontare spesso fondi morbidi e sporchi, la ST vi assicura maggior grip.