PCA Affinity

La Topo Athletic Ultrafly 3 è il terzo modello di Topo Athletic che utilizza il materiale ZipFoam all’intersuola: le altre sono la Zephyr e la Phantom.

La Zephyr ha unaa particolare struttura di intersuola che utilizza una piastra in Pebax per migliorare l’efficienza del passo ed uno strato di Zipfoam sopra di esso, mix che comporta lo sviluppo di un certo tipo di passo e prestazione molto diverso da qualsiasi altro tipo di scarpa.

La Phantom è la “maxi” di casa TopoAthletic,  ed ha geometria con differenziale tacco-punta di 5mm ed una superficie di appoggio a terra identica a quella della UltraFly 3, ma un comportamento molto diverso.

Questo non è solo dovuto al diverso spessore dell’intersuola, ma anche alla particolare conformazione del Rocker della Phantom, ed anche alla disposizione dei cuscinetti della suola.

E, cosa fondamentale, per la presenza, nella Ultrafly 3, di un inserto mediale, situato nella parte interna sotto l’arco del piede, la cui funzione è di dare stabilità a quel tipo di passo che, durante la rullata tacco-punta, presenta un accentuato “collasso” verso l’interno.

Se non si soffre di pronazione, non si sente poi tanto l’effetto di questo strato di gomma più densa. Cosa che permette anche chi ha un passo neutro, e al corridore con “passo mediale” che, di usare questa Ultrafly 3: perchè grazie  al basso differenziale tacco-punta – di soli 5mm – si riesce ancora ad  effettuare un passo con appoggio mediale.

Perchè un “neutro” potrebbe usare una scarpa dotata di supporto antipronazione?  per il suo particolare carattere, che all’inizio ho avuto molta difficoltà a capire, ma che, che una volta scoperto, l’ha resa una delle mie scarpe preferite.

Tomaia

Sono un estimatore del modo in cui Topo Athletic disegna la tomaia delle sue scarpa, la cui forma segue quella del piede lasciando il giusto spazio alle dita per poter restare “aperte”; e permettendole di aprirsi ancora di più, in fase di spinta.

Ma ogni scarpa Topo Athletic veste in maniera un po differente dalle altre, dipendentemente dal tipo di tessuto usato, o dal differenziale tacco-punta, anche dal rocker dell’intersuola.

Ed anche il contrafforte tallonare di ogni modello differisce dagli altri forma e per tipo e quantità di imbottitura usata: la Magnifly 3 ha una curvatura più ampia e veste fasciente e leggera, più leggera sul piede di una faccia una Phantom che abbonda di imbottiture ed ha una forma più alta e chiusa.

La forma della zona avampiede della Ultrafly 3 è la stessa per quanto riguarda la superficie di appoggio, con un tessuto che sembra lo stesso della Magnifly 3, un mesh arioso e comunque robusto che riesce a tener su la forma della tomaia anche senza ausilio di layer esterni di rinforzo. Eppure nella Ultrafly 3 sembra di avere un po più di spazio sopra le dita dei piedi.

La linguetta paralacci è moderatamente imbottita, molto traspirante, e dotata di due passalacci nella palpebra che ne stabilizzano la posizione.

La qualità del tessuto permette di calzarla piacevolmente anche senza calze.

La seduta è perfetta grazie alla tipica soletta interna ergonomica Ortholite, ed il sistema di allacciatura risulta efficace anche senza tirar troppo.

Il contrafforte tallonare della Ultrafly 3 differisce da tutti gli altri modelli Topo Athletic: il collarino utilizza lo stesso materiale di quello della Magnifly 3, ma estende la sua superficie anche sul tallone, con una forma più racchiusa ed una imbottitura contenuta che fascia perfettamente il piede, senza fornire una sensazione di pressione come accade nella Phantom, ma più fasciante rispetto alla Magnifly 3.

 

Beh, sia per quanto riguarda zona avampide, che collarino, che contrafforte tallonare – per quanto sia munito di conchiglia, ma abbastanza flessibile – mi son trovato molto bene ad indossare questa Ultrafly 3, penso che Topo Athletic abbia trovato la misura giusta di ogni particolare per produrre la sua miglior tomaia e, probabilmente, la più comoda tomaia in assoluto tra le scarpe da running (io preferisco la Topo Athletic ST-2 per come veste sul tallone, ma si tratta di un modello estremo per corridori particolari…)

Intersuola

L’intersuola della Topo Athletic UltraFly 3 è fatta con materiale ZipFoam a tutta lunghezza, con un inserto mediale in gomma a maggior densità che irrigidisce la struttura nella parte interna per fornire un “freno” alla caduta accentuata verso l’interno dell’arcata del piede quando si effettua una rullata tacco-punta.

L’intersuola è anche munita di una struttura in plastica che va a rinforzare la zona intorno al tallone, per fornire una maggior stabilità alla seduta del piede nel momento dell’appoggio a terra.

Con un spessore di 28mm al tallone e 23mm all’avampiede, e grazie alla sua morbidezza ad alla ampia superficie di contatto – identita alla Phantom – riesce a dissipare molto bene il carico del passo senza però risultare pastosa.

La zona dell’avampiede presenta dei solchi trasversali che favoriscono molto la flessibilità, che risulta maggiore persino della Magniflyy, d modello molto più natural running della Ultrafly3!

Suola

La suola della Ultrafly 3 è fatta dello stesso materiale degli altri modelli TopoAthletic, molto durevole all’abrasione, presenta cuscinetti di dimensioni maggiori nella zona mediale che così irrigidiscono un po la struttura dell’intersuola, ed una diversa disposizione dei cuscinetti all’avampiede che, seguendo i solchi dell’intersuola, le permettono massima flessibilità.

Ultrafly 3 Vs Phantom

 

Topo Athletic Phantom

La Topo Athletic Phantom è un modello strano.

Dovrebbe essere una scarpa A3. C’è chi ci ha fatto una maratona in 2h30minuti.

Io ci ho provato a correrci velocee, ma non riesco ad andare sotto i 4minuti e 40secondi al km. Io non la sento proprio per questo tipo di utilizzo veloce. Ma la trovo spettacolare per correre tra i 4e50 e i 5:20 al km con un tipo di passo ed un tipo di sforzo impresso che mi permette di tenere il ritmo di battito cardiaco sotto i 130bpm, rendendo la corsa efficiente e per niente stancante. Non a caso avevo scelto la Phantom per affrontare una 8ore a circuito.

Topo Athletic UltraFly 3

La Topo Athletic UltraFly 3 è pure un modello strano.

Dovrebbe essere una scarpa di categoria intermedia con supporto anti pronazione, ma grazie al differenziale tacco-punta di soli 5 mm, permette anche un passo con appoggio mediale senza che l’inserto anti pronazione provochi sensazioni di fastidio durante il passo.

Ha un ampia superficie di appoggio a terra, identica a quella della Phantom, che offre una piacevole sensazione di contatto col fondo, di leggerezza, come se l’ampia superficie dissipasse meglio il carico.

Comportamento

Essendo una scarpa con supporto anti pronazione, ho deciso di correrci con passo rullato.

Ed ho iniziato con un ritmo sui 5e20/km. Non ho sentito un gran livello di ammortizzazione dell’impatto, ma la gomma è abbastanza morbida da rendere piacevole il contatto a terra.

Poi, durante lo svolgimento della rullata, ho percepito un contatto morbido a terra che risultava invece più consistente nella parte interna, dove appunto c’è l’inserto in gomma più densa. Un supporto presente, ma non invadente.

D’altronde, anche l’esecuzione della rullata è diversa in una scarpa con soli 5mm di differeziale tacco-punta, rispetto alle “normali” scarpa per pronatori, che hanno un differenziale di almeno 10mm!

Ho avuto la piacevole sensazione di avere una gomma ben flessibile sotto all’avampide, che con la sua morbidezza mi ha reso la fase di spinta molto piacevole e fluida.

Ma devo essere sincero: andandoci ad un ritmo lento, non è che sentissi di avere una scarpa particolarmente efficiente o piacevole.

Morbida, certo, ma che non mi dava niente di più di quel che mettessi… Cosa in cui riesce meglio una Phantom, o una Fli-Lyte 3…

Magari era la giornata mia particolare, forse un po di mancanza di lucidità fisica… quindi ho riprovato altre volte, sempre a quel ritmo, e sempre rimanevo un po’ deluso: perché, al di là della fantastica comodità di indossarla, non è che mi fornisse un motivo di preferirla ad altre scarpe running…

Poi ho provato a cambiare tipo di passo, invece che di tallone, ho iniziato a correrci di meso piede: ma anche qui, non ho sentito particolare reazione che me la rendesse preferibile ad una Magnifly 3

Poi ho provato a pigiare di più, a correre intorno ai 150bpm. E mi son ritrovato a correre a 4 al km. E mi sono reso conto che è un piacere correrci. Questa scarpa mi fa sentire bene se ci corro sotto i 4e40.

E’ correndo veloce che si apprezza il tocco leggero a terra, la scivolata scorrevolissima, un senso di leggerezza totale.

Ultrafly! con quell’ “ultra” che quindi non è da associarsi al senso di lunghe, lunghissime distanze, ma al senso di volo durante la corsa, che è persino superiore alle Fli-lyte!

Con le Ultrafly 3 riesco a tenere un ritmo veloce con molta più facilità che con le Zephyr. Certo, sento anche un maggior carico sull’avampiede nella fase di spinta, che lavora di più (cosa che non mi dispiace, da barefoot runner…) ma tutto lo svolgimento del passo mi risulta più piacevole. Più fluido, appunto più naturale.

Conclusioni

Forse questo comportamento della Ultrafly 3 dipende solo dal mio modo di correre: essendo “natural runner” e correndo molto trail, sono abituato ad usare molto l’avampiede durante la corsa.

Comunque, trovo che la scarpa sia più dinamica che ammortizzante, adatta ad un corridore evoluto ed in peso forma, non ad un corridore un po pesante che cerca ammortizzazione e supporto sulle medie e lunghe distanze.

Ottima per correre veloci su brevi e medie distanze, lunghe se siete ben preparati, risponde bene alle accelarazioni – certo, non esplosiva , ma pronta a seguire la spinta.

Non ti regala più di quanto ci metti, ma ti fa sembrare la cosa più facile, facendoti sentire il piede lavorare bene e girare veloce sul terreno.

In questo caso, per quanto sia un mezzo pensato per chi soffre di pronazione, può essere benissimo essere usata da chi ha appoggio neutro e stile molto natural.

Caratteristiche

Peso 283gr / 219gr versione femminile

Differenziale tacco punta 5mm (28mm al tallone, 23mm all’avampiede)