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La Biomeccanica è stata definita in diversi modi nel corso del tempo, essendo un tema di ampio aspetto, ma trattando un tema sportivo mi sento di definirla così durante le mie sedute di Istruttore: è semplicemente la valutazione e l’analisi delle strategie di movimento umano nello sport.

Attenzione però al definire quest’ultima, in quanto a volte la si confonde con la semplice descrizione dei movimenti del corpo umano, creando così un fortissimo divario tra quella che è la valutazione matematica del movimento, tipica degli ingegneri, e quella che è la descrizione del movimento avvenuto, tipica degli operatori della salute e dell’attività fisica e sportiva: due poli di interpretazione contrapposti con concetti che spesso non rendono applicabili in maniera utile le informazioni che ne derivano.

Un esempio di scarsa o non totale applicabilità dei modelli teorici di origine matematica può essere la “trascurabilità” dell’attrito o della resistenza dell’aria durante il gesto della corsa; valutare matematicamente una maratona o un ultra trail non considerando l’attrito al suolo delle scarpe o valutare matematicamente una gara di sprint trascurando la resistenza dell’aria è cosa ben diversa dal sostenerle realmente queste gare.

Quindi è chiaro che i modelli teorici servono a spiegare concettualmente un fenomeno, ma non possono essere applicati totalmente a causa delle molteplici variabili che si manifestano in un modello pratico e che si dovrebbero tenere in considerazione.

Al contrario invece, un esempio di scarsa applicabilità della valutazione di movimento avvenuto, si può trovare descrivendo un piegamento sugli arti inferiori basandoci solo sul movimento dei singoli segmenti senza tenere conto delle sequenze di attivazione muscolare e dei vettori di forza generati; ciò è totalmente inutile perché non si possono estrapolare metodi pratici sul tipo di allenamento da consigliare al soggetto per migliorare la propria prestazione.

Tali esempi ci aiutano a comprendere la frequente lontananza tra la Biomeccanica da laboratorio e le presunte analisi biomeccaniche che vengono svolte quotidianamente sui campi.

Quindi ne la prima, ne la seconda analisi di valutazione risulta essere così vincente.
Infatti la Biomeccanica non si ferma al solo studio dei movimenti articolari, ma anche i tessuti corporei, ì fluidi e gas corporei, le dinamiche cellulari e le tensioni interne applicate ai tessuti connettivali.

Per questa ragione è utile considerare altre discipline che si occupano dello studio dei movimenti articolari come la Biomeccanica:
_ Chinesiologia: studio scientifico del movimento umano
_ Anatomia funzionale: studio descrittivo delle strutture anatomiche che concorrono alla realizzazione di un
movimento e della relativa sequenza di attivazione
_ Fisiologia Articolare: descrive le tipologie di movimento che ogni articolazione può svolgere in forma fisiologica e naturale senza impedimenti (entro o oltre determinati limiti)
_Tecnica di movimento: trattasi della tecnica di sport specifica per eseguire un determinato tipo di gesto motorio volto ad ottenere un determinato risultato prestativo. Essa è condizionata da diversi fattori tra cui aspetti puramente strutturali ed altri funzionali e di apprendimento. Per questo motivo la tecnica di movimento non può essere sovrapposta alla Biomeccanica ma sicuramente da quest’ultima può essere
misurata e descritta.

….. PER ESSERE Più CHIARI ….
Il corpo umano é un insieme di segmenti rigidi (ossa) e giunzioni (articolazioni) con diversi gradi di libertà; é mosso da forze applicate sull’inserzione del muscolo nell’osso, e come retta d’azione la linea che congiunge i due capi del muscolo attivo.
Il muscolo però può solo contrarsi, ciò significa che le forze muscolari agiscono sempre e solo lungo una direzione parallela all’asse del muscolo, e puntano sempre verso il centro del muscolo stesso.<<

Quando queste semplici forze interagiscono con il complesso sistema di leve generato da ossa e articolazioni possono dare vita ad una gamma di azioni, tutt’altro che semplici, che gli esseri umani (e non solo) possono compiere.
Le reazioni delle articolazioni permettono infatti di convertire gli accorciamenti in movimenti rotatori su più piani alla base di ogni nostra azione.

Tutte le azioni dalle più semplici alle più complesse sono (almeno in linea teorica) descrivibili tramite un sistema di forze e di reazioni vincolari, e quindi tramite le leggi di azione e reazione che lo governano.
Da questa volontà di descrivere le azioni motorie tramite le leggi della fisica classica nasce la biomeccanica.
Nello specifico la biomeccanica è l’applicazione dei principi della meccanica agli organismi viventi (sia animali che vegetali).

In particolare, la biomeccanica analizza il comportamento delle strutture fisiologiche quando sono sottoposte a sollecitazioni statiche o dinamiche. La biomeccanica ha un vasto impiego sia in ambito clinico che in ambito sportivo.