PCA Affinity

La Asics Gel Cumulus 22 appartiene a quella categoria di scarpe dette “daily trainer”, abbastanza leggere e discretamente ammortizzanti, da usare per allenamenti quotidiani su brevi e medie distanze, da atleti già esperti, anche evoluti, in forma, che vogliono tenere un passo abbastanza veloce, al limite della zona aerobica, ed effettuare anche esercizi di qualità che portano a superare tale limite, per lo sviluppo delle capacità da esprimere in gara.

Persino una corsa di “recovery”, ma comunque studiata e fatta con metodo.

E per i “principianti”, ma abbastanza atletici, la Asics Gel Cumulus 22 è un mezzo per evolvere, per migliorare nel gesto della corsa, senza rinunciare ad un buon livello di comfort e protezione

Insomma, la Cumulus 22 è una scarpa fatta per una corsa di tipo “impegnata”, non quel tipo di scarpa adatta ad un passo pesante, più che lento.  Per quello c’è la Asics Gel Nimbus 22, la regina della scarpe ammortizzanti.

In tal senso, inoltre, la Asics Gel Cumulus 22 è una scarpa tradizionale, in questa categoria, come lo sono rimaste anche la Brooks Ghost, la Saucony Ride, la New Balance 880, la Nike Pegasus , la Mizuno Skyrise -sebbene questa scarpa sia alla sua prima versione – ed anche la Topo Athletic Ultrafly: modelli che hanno sui 30mm di stacco da terra sotto al tallone, almeno 8 mm di differenziale tacco punta (eccetto Topo Athletic) per supportare anche il passo con appoggio di tallone; niente placca propulsiva nell’intersuola; ne gomma super gommosa che faccia sentire di rimbalzare, più che correre.

Scarpe con cui lavorare, più che divertirsi.

Scarpe con cui correre con impegno, non fare jogging.

Scarpa tradizionale, questa Asics Gel Cumulus 22, se confrontata con le Asics EvoRide o la Asics Novablast , scarpe che adottano materiali e concezioni dell’intersuola basate su altri paradigmi.

Ma non obsoleta.

In questa versione sono state adottate diverse soluzioni tecniche che sorprenderanno piacevolmente gli affezionati di questo modello, facendoli sentire di avere ai piedi un prodotto più moderno e al passo coi tempi, senza stravolgere però quanto si aspettano in fatto di comportamento.

 

Caratteristiche:

Peso: 265gr / 215gr versione femminile

Differenziale: 10mm (31mm al tallone – 21mm all’avampiede /  30mm-20mm la versione femminile

 

Tomaia

La tomaia della Asics Gel Cumulus 22 è minimalista e vintage nel look, con gli occhielli passa lacci rinforzati con anelli di metallo, come comuni sneakers in tela: il tessuto adottato è molto fine e arioso, ma ben resistente, da non necessitare “pesanti” layer di rinforzo come quelli che erano applicati sul bordo del sistema di allacciatura della precedente versione.

La forma della tomaia è molto compatta sull’avampiede, la pianta d’appoggio porta le dita a stare compresse tra di loro, la tomaia veste in maniera compressiva lungo tutto l’alluce e si sente il tessuto toccare anche sul lato opposto, ai lati del mignolo; ma non si tratta di una sensazione che provoca disagio, anzi, direi che è proprio quello che ci si aspetta da una scarpa del genere.

Il sistema di allacciatura è molto efficiente e la linguetta para lacci – anche troppo imbottita – protegge molto bene il collo del piede.

Il contrafforte tallonare è molto rastremato, con una conchiglia di contenimento molto rigida, e dotato di abbondanti imbottiture, che si estendono molto anche in profondità: ne risulta una tenuta comoda e molto molto tenace, che blocca la scarpa sul piede in maniera assoluta.

La calzata della Asics Cumulus 22 mi ricorda molto quella della Asics Dynaflyte 4

 

Intersuola

E visto che l’ho chiamata in causa…

La Asics Dynaflyte 4 è una scarpa performante, che ho avuto il piacere di provare e recensire nello speciale scarpe running performanti

Per quanto gli preferisca altri modelli di quella categoria per tipo di calzata, non ho potuto fare a meno di apprezzarne il comportamento in corsa, molto confortevole anche quando si spinge al massimo.

Tra tutti quei modelli è la scarpa più equilibrata in fatto di caratteristiche di calzata-comfort di marcia – prestazioni.

Materiali intersuola

La Asics Dynaflyte 4 ha un intersuola in FlyteFoam Lyte, spessa 28mm al tallone, con un differenziale tacco punta di 8mm. Pesa sui 245gr.

La Asics Gel Cumulus 22 ha un intersuola in FlyteFoam Propel, spessa 31mm al tallone con un differenziale di 10mm.

Sono due tipi di gomma molto diversi: il Lyte è più leggero, ha meno capacità propulsive rispetto al Propel ma fornisce un elevato comfort di marcia alle alte velocità; il Propel è un composto più denso che offre meno in fatto di flessibilità e comfort ma qualcosa in più in fatto di risposta elastica che fornisce un maggior supporto in fase di spinta.

“Carattere”

Questo differente “motore” tra le due scarpe le definisce per finalità d’uso e tipo di atleta.

Corridori evoluti e dal passo veloci, anche quelli muscolari che pestano molto a terra, con la Dynaflyte 4 possono esprimersi al massimo su brevi e medie distanze, in pieno comfort per il piede nel contatto a terra. Nella Cumulus 22 – più che nella Nimbus 22– possono trovare la scarpa leggera per affrontare lunghe distanze a ritmi meno al limite delle proprie capacità, comunque spinti.

La Cumulus 22 è una scarpa adatta al corridore in fase di evoluzione, che anche grazie al differenziale tacco-punta più alto, lo supporta nell’impegno di andare veloce, nello sviluppare la motricità, favorendo una veloce rullata tacco-punta.

Ed è una scarpa ben più ammortizzante rispetto alla Dynaflyte – per il corridore in forma, s’intende – grazie al maggiore spessore dell’intersuola e alla presenza dei cuscinetti in Gel sia sotto al tallone che sotto l’avampiede (mentre la Dynaflyte ha il cuscinetto Gel solo sotto al tallone).

Ammortizzazione

Proprio in merito all’ammortizzazione della Cumulus 22, c’è da dire che la compressione dell’intersuola al momento dell’impatto a terra è ad un livello molto molto simile a quello della Asics Nimbus 22!

Ed anche nella Cumulus 22 si percepisce molta stabilità dell’intersuola da momento dell’appoggio e nella successiva “sdraiata” del piede.

Difficile misurare “a senso” l’apporto del cuscinetto Gel nella parte anteriore nella dinamica della scarpa. Se non fosse scritto tra le caratteristiche, non avrei pensato alla sua presenza.

Così come per la Nimbus: c’è il cuscinetto Gel, ma non si sente la sua azione durante la fase di spinta. Ovvio che se c’è vuol dire che un aiuto lo dà, in qualche maniera. Probabilmente, considerando le sue caratteristiche, agisce dal punto di vista del miglioramento del comfort durante la fase di spinta, ma per poterlo veramente capire sarebbe interessante provare la stessa intersuola priva del cuscinetto Gel..

Sta di fatto che almeno su una distanza di 21km, non ho percepito stanchezza nella zona avampiede. Ma qui sono un pessimo parametro di giudizio: negli ultimi mesi mi sono allenato così tanto nelle ripetute in salita su strada e su trail, proprio per rinforzare l’avampiede…

Fluidità

Interessante notare come la Cumulus 22, che tra le mani sembra non avere tanta flessibilità, durante il passo mostri una notevole capacità di far scivolare il piede durante la rullata. Probabilmente qui viene ad agire il differenziale tacco-punta di 10mm che fornisce al piede una base favorevole per l’azione di spinta.

E la Guidance Line, che solca tutta l’intersuola, guida in maniera equilibrante la naturale pronazione del piede per favorire proprio il momento di stacco.

 

Suola

Fatta del solito materiale AHAR, presenta molti cuscinetti indipendenti tra di solo, a formare solchi dove l’intersuola può flettere più facilmente, seguendo il movimento del piede. E’ un materiale dalle rinomati doti di durabilità e ottima trazione.

Conclusione

La Asics Gel Cumulus 22 è una daily trainer concreta, che ha una calzata da scarpa perfomante, con un comportamento ben ammortizzante, stabile, strutturata per sostenere un passo “impegnato”. Adatta a corridori evoluti o principianti in buono stato di forma, per affrontare brevi e medie distanze anche in allenamenti di qualità, con ritmi inferiori ai 5″/km.

 

Asics EvoRide  – Recensione

Asics Novablast  – Recensione

Asics Dynaflyte 4  – Recensione