PCA Affinity

Mi sono preso un po’ di tempo per elaborare mentalmente questo articolo, anche per riordinare molte idee un pò confuse. Quando si parla di scarpe da trail, vista la vastissima offerta, si danno sempre i soliti consigli, senza tenere conto di alcuni aspetti fisiologici fondamentali, ma soprattutto concettuali. Per avere una visione d’insieme sull’argomento vorrei farvi riflettere, nella speranza di guidarvi in una scelta più consapevole lontana da aspetti estetici o puramente commerciali:

  • La scarpa da trail è un ibrido fra la scarpa da running e quella da escursionismo, quindi ha delle caratteristiche adatte per affrontare uscite in contesti impervi, e contestualmente dovrebbe garantire libertà di movimento delle articolazioni del piede durante il gesto atletico della corsa o della camminata.
  • La tassellatura della suola viene proposta in varie soluzioni che permetterà una maggiore aderenza off road, che si differenziano in base alle varie tipologie di terreno (fango, erba e rocce ect…)
  • Ha una struttura più complessa rispetto alla classica da running ma più semplice rispetto al classico scarpone da escursionismo. Protettiva in alcune zone come il tallone e avanpiede, ed anche in alcune zone della suola ed intersuola, per una maggiore protezione.

Le scarpe da trail si possono inquadrare in tre macro categorie:

  • Minimal o barefoot: s’intende tutte quelle calzature che hanno un assetto molto de-strutturato, senza protezioni se non quelle per evitare ferite. Destinate agli atleti che hanno completato un percorso di adattamento posturale, mediamente lungo rispetto alla età dell’atleta ed alla risposta osteo-articolare. Rientrano in questa categoria, anche alcuni modelli di sandali.
  • Intermedie: quelle più diffuse in assoluto, con varie sfumature di struttura, che abbracciano il più ampio pubblico di atleti. Adatte per soddisfare la maggior parte delle esigenze.
  • Over size: non sono moltissime le aziende che producono questo tipo di calzature, ma sicuramente hanno fatto la differenza all’approccio della corsa su sentiero e non solo. Struttura molto importante, iper protettive visto l’abbondanza di materiale fra suola ed intersuola, che permettono un completo isolamento dal terreno.

Bene dopo questa breve disanima andiamo a riflettere sulla tipologia di calzature più adatte alle nostre necessità, quindi andremo a verificare alcuni aspetti: motori, ambientali ed esperienziali:

  • Schemi Motori: questo è l’aspetto più importante che in pochi, se non pochissimi, prendono in considerazione, nemmeno i negozi più specializzati, che generalmente si preoccupano prevalentemente dell’appoggio del piede, piuttosto del perché quel piede appoggia a terra in quel modo. Sicuramente bisogna avere competenze specifiche per affrontare l’argomento, ma incominciate a riflettere su questo aspetto, se avete intenzione di correre per molti anni a seguire. Le andature della natura umana sono ben definite e differenti fra loro (grazie a solo 2,5 milioni di anni di evoluzione), ognuna di esse deve essere applicata nel modo corretto. Tutte le calzature, se indossate senza prima aver verificato ciò, a poco potranno servire a correggere le vostre imperfezioni, che procurano spesso fastidi fisici di vario tipo.
  • Ambientali: altro aspetto non banale, sarà quello di valutare che tipo di fondo prevale nella vostra zona e individuare la calzatura più idonea. In commercio esistono varie tipologie di suole, adatte per quasi tutti i tipi di fondo. Se prevarrà un fondo roccioso, andremo valutare suole che abbiano una tassellatura più bassa e fitta, mentre con un fondo erboso o fangoso, la scelta verterà su una suola con tassellatura più alta e distanziata che possa permettere il drenaggio del fango e maggiore presa sul terreno. Ovviamente se siete dei trail runner che ad ogni uscita coprono distanze importanti, sarà difficile trovare una scarpa multi funzionale, ma fortunatamente esiste una vasta gamma di scelta, e sicuramente troverete sempre un buon compromesso.
  • Esperienziali: generalmente sotto questo aspetto possono rientrare due categorie di atleti, cioè quelli che provengono dall’escursionismo puro o il runners di strada. I primi quasi sicuramente approcceranno alla specialità con più sicurezza, mentre i secondi saranno inizialmente più impacciati ma col tempo acquisteranno anch’essi la giusta padronanza. Esiste però una terza categoria, cioè quelli che “on trail” fin da subito, perché nel loro contesto abitativo non hanno alternative, e quindi l’approccio sarà più sicuro e naturale.

Sicuramente molti di voi, leggendo queste poche righe, avranno le idee ancora più confuse, quindi cercherò di sciogliere i vostri dubbi. Se non avevate mai pensato a questi semplici concetti, forse avrete approcciato alla calzatura running e successivamente quella da trail in maniera più estetica che funzionale, che di per sé non è del tutto sbagliato, l’importante è cominciare. Col tempo ci si accorgerà che c’è di più oltre la calzatura performante. Lo capiamo solo quando incominciano gli stop più o meno lunghi, dalla perdita delle unghie alle fastidiose vesciche, passando a complicazioni più severe come; distorsioni alle caviglie, problemi alle ginocchia ed altri distretti sia muscolari che ossei, soprattutto per gli ultra runner, e badate bene che non tutte problematiche sono riconducibili alle calzature, ma da scorretti schemi motori. Quindi senza entrare troppo nel dettaglio del gesto tecnico della corsa ecco alcune caratteristiche che potrebbero essere d’aiuto:

  • Alloggiamento dei piedi: preferite scarpe che abbiano un alloggiamento delle dita ampio, in quanto il piede durante la fase di appoggio, se fatto in modo corretto, quindi non di tallone, nel momento in cui si appoggia a terra si espande e l’arcata plantare, fungendo da ammortizzatore si appiattisce per dissipare il peso corporeo accumulato nella fase di volo per effetto della gravità. Purtroppo molte calzature da running hanno una forma in quella zona molto stretta quasi a punta. Fortunatamente molte aziende hanno capito che tale caratteristica non solo procura lesioni prevalentemente all’alluce ed al mignolo, ma soprattutto annullano completamente l’effetto di ammortizzamento naturale del piede, per la mancanza di spazio!
  • Tomaia: si potrebbe accomunare col precedente punto, ma preferisco trattarlo a parte tanto da darvi uno schema mentale il più chiaro e semplice possibile. Ricercate nelle varie aziende quelle che offrono modelli destrutturati. Il piede è un concentrato di muscoli ed articolazioni che andranno necessariamente allenati come il resto degli altri distretti muscolari, quindi più il piede avrà la possibilità di muoversi più si rinforzerà con notevoli benefici posturali. La zona più delicata a mio avviso è quella tallonare, dove il tendine di Achille si inserziona nel calcagno. Molte tendineopatie sono causate da una struttura troppo rigida e stretta della conchiglia, o più comunemente chiamato contrafforte, semplicemente perché non anatomicamente adatto.
  • Allacciatura: esistono alcune soluzioni per bloccare il piede nella calzatura: le normalissime stringhe o lacci, a circuito e ultimamente a boa. L’Allacciatura in base all’impegno che dovrete affrontare, è bene che scegliere la più adatta. Faccio un esempio: se doveste partecipare ad una competizione o allenamento che prevede un’andatura molto veloce e relativamente corta, ne occorrerà una e che non si slacci proprio sul più bello, quindi escluderei quelle coi classici lacci, mentre un fissaggio a boa o circuito potrebbero essere le più adatte. Se invece dovrete partecipare ad un ultra trail dove l’andatura sarà sicuramente più blanda, le comuni stringhe saranno la scelta più adeguata, anche per allentarne la pressione in quel punto dopo molti chilometri.Tenete presente che il piede dentro alla calzatura, dopo molte ore, tenderà leggermente gonfiare e quindi necessiterà di più spazio, il fatto di avere una calzatura con un alloggiamento del piede più ampio sicuramente preverrà fastidiose lesioni. La chiusura con lacci permetterà un bloccaggio più gestibile.
  • Intersuola e suola: la scelta migliore sarebbe quella di andare su una calzatura intermedia, a patto che abbia un drop (differenza fra tacco e punta) pari a zero. Le calzature over size hanno della poca stabilità laterale. Una “caduta” laterale dalla scarpa  da quell’altezza potrebbe provocare brutte conseguenze. Nello stesso tempo, capisco la scelta di molti atleti che le preferiscono per questioni di peso corporeo che badano poco alle dinamiche motorie. Essendo isolati dal suolo, non percependo più le asperità del terreno, daranno una maggiore sensazione di sicurezza, ma badate bene è solo una questione soggettiva e non oggettiva. Ovviamente quest’ultimo aspetto è puramente tecnico, quindi se non avrete ne voglia ne tempo di intraprendere un percorso di questo tipo, la “over size” aiuterà ad attenuare eventuali scorrettezze tecniche.

Le calze: ci focalizziamo troppo sulle scarpe, quando anche le calze hanno un ruolo importante. Non entro nel dettaglio dei filati perché prevederebbe una sezione del nostro portale apposta. Però seguendo la logica di funzionamento fisiologico del piede, le calze dovrebbero avere una forma più anatomica possibile, quindi lasciando il giusto spazio nella zona dell’avanpiede. Sarebbe inutile seguire il consiglio di utilizzare scarpe con un alloggiamento ampio, se indosseremo delle calze che “strizzino” le dita. Ovviamente questo ragionamento le aziende l’hanno affrontato, ed in commercio si potranno trovare delle calze di questo tipo, per esempio quelle a 5 dita.

La giusta taglia: trovare la calzatura della giusta misura potrebbe risultare cosa non facile. In negozio quando le proveremo si avrà la percezione di confort, invece potrebbero risultare troppo strette o troppo abbondanti durante l’utilizzo, causando non pochi fastidi. Quindi sarebbe opportuno misurare il piede in cm, utilizzando un semplice foglio di carta e con una penna disegnate il contorno del piede, tirare una retta dalla sagoma del tallone a quella del pollice e con un righello misurarne la distanza. Misurate entrambi i piedi perché generalmente non sono simmetrici, prendete in considerazione la misura del piede più lungo. Per ritrovare la vostra taglia nei vari modelli proposti, consultate la tabella  e confrontate la corrispondenza nelle misure EU. Sappiate che non esiste una tabella universale adottata dalle aziende, ognuna avrà la propria.

Bene, spero di aver messo in luce i principali aspetti che avevo in mente, sperando che vi possano tornare utili nei prossimi acquisti.
Sul nostro canale You Tube, potrete trovare molte recensioni che potrebbero fare al caso vostro.

Buon Trail a tutti !